Studenti in piazza, è la volta della Spagna

In Italia lo sciopero degli insegnanti e del personale della scuola c’è stato pochi giorni fa, il 12 ottobre. Grosse manifestazioni si sono tenute in quasi cento città italiane e molte scuole sono rimaste vuote. Oggi 17 ottobre è la volta della Spagna. Sono scesi in piazza a decine di migliaia nella giornata di “huelga” proclamata dai sindacati studenteschi.
Il motivo principale della protesta è il forte taglio che il governo Rajoy sta facendo su tutta l’istruzione pubblica spagnola, con la conseguenza di un aumento delle tasse, la diminuzione delle borse di studio e dei sussidi, la perdita di qualità dell’insegnamento per l’aumento del numero di alunni per aula. La scuola e l’università pubblica stanno vivendo secondo gli studenti che sono scesi in piazza, parte di un movimento che va avanti già da mesi, un attacco profondo.

Fra i vari effetti dei tagli sull’istruzione pubblica c’è la decurtazione del sussidio per l’acquisto di libri di testo, che lascerà secondo un calcolo de El Pais senza aiuti a mezzo milione di studenti provenienti da famiglie con redditi bassi o con problemi di disabilità. Le borse di studio, anche quelle Erasmus, perdono fino al 60% dei finanziamenti, in un momento in cui peraltro anche l’Unione Europea ha seri problemi a finanziare il programma di scambio.
L’aumento delle tasse universitarie poi, è talmente alto, da costringere migliaia di studenti a rinunciare al percorso universitario. Ci sono poi gli aumenti sulle tasse delle mense scolastiche, l’aumento del numero di alunni per classe (nelle scuole secondarie si potrà arrivare a 36).

Una serie di misure che stanno colpendo insomma in maniera fortissima il sistema dell’istruzione pubblica spagnola. Tuttavia il ministro dell’Educazione José Ignacio Wert bolla la protesta come “esagerata” oltre a darle l’etichetta di protesta “estremista, radicale e di sinistra”. Domani vi sarà una nuova protesta, stavolta da parte dei comitati di genitori riunitisi per appoggiare la protesta dei loro figli.

Intanto in un quadro di crescente mobilitazione, è di oggi la notizia che i sindacati maggioritari, UGT e CCOO, proclameranno uno sciopero generale per il 14 novembre.

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