#Cambiaresipuò, la sinistra italiana prova ad unirsi

#cambiaresipuoÈ nato un nuovo soggetto politico in Italia. Si tratta del movimento “Cambiare si può”, che vuole presentarsi alle elezioni del 2013 raccogliendo il voto degli elettori di sinistra.

L’intento è quello di creare un blocco nettamente contrario alle politiche neoliberiste. Una lista unitaria di sinistra che sta avendo moltissime adesioni e che sta compiendo il miracolo (per il momento) di unire anime disgregate della sinistra italiana. Hanno aderito all’appello realtà come ALBA, il Partito di Rifondazione Comunista, esponenti come l’attuale sindaco di Napoli de Magistris, e moltissimi cittadini attivi sui territori nei movimenti (come quello per l’acqua pubblica o il No Tav).

Le differenze economiche e sociali crescono, le disonestà individuali o di gruppi sono diventate corruzione del sistema, la distanza tra stato e società e tra organi rappresentativi e cittadini non è mai stata così elevata – dice l’appello consultabile sul sito #cambiaresipuò. “Prevale l’idea che non ci sia più nulla da fare perché ogni scelta è obbligata e «imposta dall’Europa» (cioè dai mercati). A fronte di ciò non è più possibile stare a guardare o limitarsi alla critica. I fatti richiedono un’iniziativa politica nuova e intransigente, per non restare muti di fronte a opzioni che non ci corrispondono”.

Seguono poi molte proposte di azione, in particolare la “rinegoziazione delle normative europee che impongono politiche economiche recessive”, un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia per creare posti di lavoro, un piano di riassetto del territorio nazionale per bloccare la cementificazione , il potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli, il ripristino delle tutele fondamentali per i lavoratori, l’investimento a favore della scuola e dell’università pubblica, il rispetto dei referendum 2011 sui beni comuni,  il ritiro da tutte le operazioni di guerra, l’abbattimento delle spese militari, la definitiva rinuncia alle grandi opere come la TAV Torino-Lione.

Ad oggi (5 dicembre ore 18) quasi seimila e settecento persone hanno aderito a questo appello.

Il movimento è nato il 6 novembre dall’iniziativa dello storico fiorentino Paul Ginsborg e del sociologo Marco Revelli, oltre che del sociologo Luciano Gallino.

cambiare-si-puoIl primo dicembre scorso si è tenuta a Roma la prima grande assemblea, tenutasi presso il Teatro Vittoria. All’incontro hanno partecipato migliaia di persone. Un grande successo che ha già un nuovo appuntamento: il 14, 15 e 16 dicembre ci saranno assemblee territoriali in tutta Italia per costruire un coordinamento più radicato. Entro la fine del 2012 si terrà poi una nuova assemblea nazionale per verificare se sia fattibile presentarsi alle elezioni politiche.

L’intento di questo nuovo movimento che è stato già ribattezzato “Quarto Polo” (gli altri tre sono il centrosinistra, il centrodestra e il movimento di Beppe Grillo), è quello di creare un soggetto politico nuovo, che raccolga realtà già presenti a sinistra, creando però un fronte compatto costruito dal basso. A sostenerlo sarebbero i tantissimi elettori di sinistra delusi da anni di sconfitte e privi ormai di un partito o di un soggetto che li rappresenti. Non è un caso che l’incontro nazionale del primo dicembre a Roma, sia avvenuto mentre si tenevano le primarie del centrosinistra, che hanno decretato la vittoria del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

Nell’appello del movimento le primarie vengono criticate, così come vengono criticati sia il PD, accusato di aver da tempo abbracciato il modello neoliberista e di aver appoggiato senza se e senza ma il governo Monti, ma anche SEL (Sinistra Ecologia e Libertà), che ha deciso di far parte di una ipotetica futura coalizione di centro sinistra partecipando alle primarie, deludendo molti suoi ex elettori.

Non vengono risparmiate critiche anche al Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che pur piacendo a diversi elettori di sinistra mostra troppe lacune in termini di democrazia e di contenuti. “Pur partendo da una condivisibile critica radicale di questa classe politica e di questi partiti – dice l’appello – il movimento 5 stelle “non offre risposte sul piano della democrazia costituzionale e di una diversa uscita dalla crisi in atto”.

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