Galizia, gli incendi devastano l'”Olimpo dei Celti”

pindoincendiUn incendio di enormi proporzioni ha distrutto la bellissima area del Monte Pindo, in Galizia. Le fiamme, divampate l’11 settembre, hanno finora distrutto oltre duemila ettari. Un disastro che arriva dopo un’estate drammatica per la Galizia, nella quale sono andati in fumo oltre 11.000 ettari di territorio.

Il Monte Pindo si trova nella provincia di La Coruña, poche decine di km a sud dal famoso Cabo Finisterre, lungo l’Oceano Atlantico. È una montagna granitica alta 640 metri, e sovrasta una delle spiagge più belle della Galizia, la Playa de la Carnota.

La montagna è formata da granito, che ne caratterizza l’aspetto con forme particolari che ricordano figure umane, mostri e animali. Inoltre il luogo geografico, aperto sull’Oceano, dove molto spesso le nebbie creano atmosfere particolari ricche di mistero, ha ispirato leggende e storie fantastiche millenarie ancora oggi ben presenti nella tradizione locale. Sul Monte Pindo sono presenti anche tracce degli antichi celti che un tempo qui vivevano, con numerose incisioni rupestri e ritrovamenti di utensili risalenti a decine di migliaia di anni fa, rinvenuti nelle grotte che si aprono nel granito. È per questo che il Pindo viene chiamato anche “l’Olimpo dei celti”, una definizione usata già da alcuni storici dell’antichità, e ripresa poi dal famoso poeta gallego Ramón Otero Pedrayo. Alcuni fanno anche parallelismi con il Monte Pindo situato in Grecia. Oltre alla ricchezza di tradizioni è anche un’area naturalisticamente ricchissima, con un’alta biodiversità sia di flora che di fauna.

pindoL’incendio di questi giorni ha praticamente devastato l’intero territorio del Pindo, come denuncia con rabbia l’Associazione “Monte Pindo Parque Natural”. Si tratta di un gruppo di locali, supportati da migliaia di attivisti in tutta Spagna, che da anni si battono affinché l’area del Pindo venga dichiarata Parco Naturale. Nella giornata di ieri, in un comunicato stampa pieno di dolore e rabbia, l’Associazione ha puntato il dito contro la giunta regionale della Galizia, oltre che sul governo centrale, per non aver fatto niente per proteggere l’area naturalistica. Se l’area fosse stata dichiarato Parco, accusano, si sarebbe potuto prevenire ciò che ormai è accaduto. L’Associazione ha convocato una manifestazione per il 28 settembre, che consisterà nella salita al Monte Pindo da diversi versanti, e a seguire una grande assemblea nazionale a Santiago de Compostella per il 5 ottobre, per discutere su come proteggere il territorio.

Anche se non esistono per il momento piste concrete da parte degli inquirenti, da parte dell’Associazione e di molti abitanti della zona c’è la certezza che si sia trattato di un incendio doloso.

Intanto, oltre alla distruzione dell’area, le fiamme hanno calcinato anche campi agricoli e danneggiato abitazioni. Le più colpite, racconta l’inviato del quotidiano El Pais sul posto, sono quelle dei numerosi galleghi emigrati in Svizzera e in altri paesi, che hanno visto le proprie case bruciare nei video e nelle foto pubblicate sui social network, ma non hanno potuto affrontare le fiamme come hanno fatto quelli rimasti.

AGGIORNAMENTO 14 SETTEMBRE 2013

L’incendio è stato finalmente circoscritto dopo aver bruciato oltre 2.200 ettari, diventando così il più grave di tutta l’estate 2013 in Galizia.

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