Non sei tu il mare? E allora rispondimi! Una canzone per i morti del Mar Mediterraneo

125240720-423dc22d-f1a5-4e52-80de-d2ae1f62010eNel giorno terribile della strage di migranti al largo di Lampedusa, solo l’ultima di una lunghissima serie di naufragi che negli ultimi vent’anni ha fatto morire migliaia e migliaia di uomini, donne, bambini…”El Itagnol” vuole condividere con i suoi lettori questo articolo, pubblicato dal blog “Fortress Europa“, che da anni svolge un importantissimo compito di giornalismo per denunciare e raccontare la continua strage di migranti nelle acque del nostro mare. Qui lo riportiamo, con allegato il video a cui si riferisce (sottotilato in inglese).

Non sei tu il mare? E allora rispondimi! Lampedusa, i suoi morti e le parole per dire la guerra in frontiera

Le foto dei sacchi di morti in fila sul molo di Lampedusa, le ho già viste due volte. Ma non era l’Italia. Era la Libia, era la Siria… Ed erano i morti dei bombardamenti abbandonati sui marciapiedi davanti agli ospedali di campo. In fondo la guerra si assomiglia sempre, ovunque si faccia. Anche quando è la guerra che l’Europa combatte ogni giorno in frontiera, contro i poveri che rivendicano il diritto alla mobilità disobbedendo alle nostre folli leggi sull’immigrazione. Quella guerra però non la vogliamo vedere. Per noi è tutto normale. Un amaro gioco delle parti, in cui le uniche colpe sono degli scafisti cattivi, della burrasca o del fato. E nemmeno i 300 martiri di oggi ci apriranno gli occhi. Perché sono soltanto numeri. Numeri come quelli che incideranno con un chiodo sul cemento fresco gettato in fretta sulle tombe dei corpi ripescati in tempo. Tutti gli altri, saranno mangiati dai pesci sui fondali del mare, mentre qualcuno dall’altro lato del mondo chiederà invano del proprio amore. Ecco forse sono queste le parole giuste. Parole d’amore in questa palude di morte. Le parole di Tesfay Mehari, un famoso cantante eritreo, che dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d’Italia. Forse non c’è bisogno delle grandi tragedie per aprire gli occhi. Basterebbe sentire proprio il dolore di un amore spezzato per sempre, per vedere tutto ad un tratto la guerra e distinguere le sue vittime dai suoi colpevoli.(Gabriele del Grande)

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