Il 24 maggio in Spagna si vota per le amministrative e per le regionali: attesa per il previsto terremoto politico

elezioni_spagna_24maggioC’è grande attesa in Spagna per le elezioni del 24 maggio. In quel giorno si voterà per le Amministrative nei Comuni di tutto il Paese (inclusa Madrid), ed anche in ben tredici Comunità Autonome (l’equivalente per l’Italia delle Regioni).

Sarà il primo importante evento elettorale dell’anno dopo le elezioni di marzo in Andalusia, che permetterà di capire l’entità del terremoto politico da tempo atteso. Tutti i sondaggi misurano infatti da oltre un anno la tendenza dell’ettorato ad abbandonare il bipartitismo che ha caratterizzato la Spagna dal dopo dittatura ad oggi, con l’affermazione di nuovi partiti politici come Podemos e Ciudadanos. Non più quindi solo il PP (Partido Popular, conservatore) ed il PSOE (Partido Socialista) ad alternarsi alla guida dei governi nazionali, ma nuovi partiti e formazioni nate in seguito alla grande crisi iniziata nel 2008 e che ha portato il paese sotto il controllo della Troika e ad un livello di disoccupazione altissimo.

24maggio_elezioni_spagnaDa queste elezioni, anche se a livello locale si presentano partiti autonomisti che complicano il quadro, si capirà innanzitutto se è vero quanto certificano da mesi i sondaggi, e cioè che il Partido Popular alla guida del paese dal 2011, ed il PSOE che governò dal 2004 in poi con Zapatero sono in caduta libera di consensi fra la popolazione. Per come hanno gestito la crisi ma anche per la valanga di scandali di corruzione che li hanno colpiti negli ultimi anni, una sorta di Tangentopoli spagnola.

In secondo luogo dal voto del 24 maggio verrà certificato il dato forse più interessante, e cioè quanti voti prenderanno le nuove formazioni politiche “di alternativa”, ufficialmente ancora extra-parlamentari perché non esistenti all’epoca delle ultime elezioni. podemos_ciudadanos_spagnaPrima di tutto Podemos, nata nel 2013 sull’onda lunga del movimento degli Indignados, che nonostante problemi interni (giusto ieri le dimissioni di uno dei suoi fondatori, Juan Carlos Monedero), continua a godere secondo i sondaggi di un ampio appoggio, vicina al 20%. In secondo luogo Ciudadanos, il partito nato nel 2006 fa in Catalogna e che pochi mesi fa si è presentato a livello nazionale, crescendo rapidamente nei sondaggi (alcuni lo danno già come quarta forza politica con percentuali superiori al 15%). Una formazione politica che si colloca al centro, e che canalizza il voto di rabbia dell’elettorato più moderato contro i tanti scandali di corruzione e la gestione della crisi (anche se sulla collocazione politica di questo partito c’è molta confusione e secondo alcuni si tratta di un “Podemos di destra”).

Un dato interessante per capire ciò che accadrà alle elezioni generali dell’autunno verrà soprattutto dalle amministrative nelle grandi città, e dalle elezioni nelle Comunità Autonome. Ben tredici su diciassette saranno chiamate alle urne, compresa la regione di Madrid.
In particolare si voterà nelle seguenti regioni: Aragona, Asturie, Baleari, Isole Canarie, Cantabria, Castiglia La Mancia, Castiglia e León, Comunità Valenciana, Estremadura, Comunidad de Madrid, Murcia, Navarra e La Rioja.

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