Dal primo luglio in Spagna entra in vigore la Ley Mordaza

Una scritta contro la Ley Mordaza nelle strade di Madrid (foto L.Pasqualini)

Il primo luglio in Spagna entrerà in vigore la “ley de Seguridad Ciudadana” (legge per la Sicurezza Cittadina), approvata a fine marzo dal Parlamento spagnolo con i soli voti del Partido Popular (PP), oggi al governo.

La legge è stata criticata da tutte le opposizioni. La sinistra l’ha giudicata “repressiva” e di stampo “franchista”. Anche l’Unione Europea si è espressa in maniera critica contro questa legge.

 

Alcune condotte che precedentemente erano considerate soltanto “faltas” cioè mancanze, diventeranno dal primo luglio condotte gravi o molto gravi. Saranno reati amministrativi, e perciò puniti con multe che in alcuni casi saranno salatissime. Le condotte gravi e meno gravi includono anche manifestazioni pubbliche non autorizzate o azioni che possono essere giudicate in maniera soggettiva dai singoli agenti, ai quali viene quindi data ampia discrezionalità in situazioni particolari come proteste di piazza.

Le multe potranno essere molto salate

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Scritte contro la legge bavaglia per le strade del quartiere Moratalaz, a Madrid

Si potrà essere multati per mancanza di rispetto verso un agente di polizia, o per non avere con se i documenti. Le multe più alte, fino a 600 mila euro, per chi manifesterà senza autorizzazione davanti a infrastrutture considerate “sensibili”.

Fino a 300 mila euro per chi manifesta senza autorizzazione davanti alle istituzioni dello Stato.  E’ per questo che i movimenti di protesta contro la Ley de Seguridad Ciudadana l’hanno ribattezzata “Ley Mordaza”: legge bavaglio, o Legge Anti-Proteste.

Ecco le azioni sanzionabili

Vediamo alcune delle azioni che diventano sanzionabili a partire dal primo luglio e che hanno a che fare con manifestazioni pubbliche e attivismo sulla rete.

Condotte molto gravi

Con multe fra i 30.001 e i 600.000 euro: partecipare a manifestazioni non autorizzate o proibite davanti ad infrastrutture “sensibili”, celebrare spettacoli pubblici infrangendo la proibizione da parte delle autorità.

Condotte gravi

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Uno striscione di Greenpeace contro la “ley Anti Protesta”, srotolato sull’edificio España a Madrid. Azioni come questa saranno sanzionate con multe salatissime

Fra 601 e 30.000 euro, partecipare a manifestazioni davanti al Parlamento, Senato, o Giunte regionali. “Perturbare la sicurezza cittadina con atti pubblici, spettacoli sportivi o culturali, eventi religiosi ai quali possano prender parte numerose persone. Causare disordini nelle strade e creare barricate.

Impedire l’esercizio delle sue funzioni alle autorità pubblico (ad  esempio bloccando con cordoni umani l’intervento della Polizia per sfrattare famiglie morose: una misura pensata per sanzionare i movimenti “anti-sfratti”), intrusione in infrastrutture (questo sanzionerebbe pesantemente le azioni compiute da Greenpeace per srotolare striscioni su fabbriche o centrali nucleari), non collaborare con le Forze dell’Ordine per la soluzione di reati o per prevenire azioni che potrebbero mettere a rischio la sicurezza cittadina, rifiutarsi all’identificazione.

Condotte di lieve gravità

Multe da 100 a 600 euro: organizzare manifestazioni senza l’autorizzazione delle Autorità, mancanza di rispetto o di attenzione nei confronti di un agente delle Forze dell’Ordine (una delle tante sanzioni che possono essere interpretate con soggettività). Non avere con se i documenti, effettuare “atti osceni” in luogo pubblico, partecipare a “botellón” (una pratica diffusa fra i giovani spagnoli, cioè riunirsi di notte in piazze o parchi pubblici delle città per consumare bevande alcoliche e stare insieme).

Oltre a queste sanzioni amministrative entrerà in vigore anche la riforma del Codice Penale, che introdurrà un aumento delle pene per alcuni reati penali, come quello di omicidio, ma anche la diffusione di materiale protetto da copyright su Internet.

Viene inoltre punita severamente la disobbedienza passiva. Si potrà finire in carcere o essere multati con importi fino a 30.000 euro. Punizioni esemplari anche per i giornalisti che fotografino e poi pubblichino foto di Agenti delle Forze dell’Ordine durante l’esercizio della loro attività. Desta clamore anche l’introduzione della “prision permanente revisable”, sostanzialmente la reintroduzione dell’ergastolo in Spagna.



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