Spagna, un anno fa l’abdicazione del re Juan Carlos. E adesso ci sono quattro Re…




cosi titolava il quotidiano El pais il 2 giugno del 2014: "Il Re abdica"

cosi titolava il quotidiano El pais il 2 giugno del 2014: “Il Re abdica”

Il 2 giugno del 2014, mentre in Italia si festeggiava il 68° anniversario della nascita della Repubblica, il Re di Spagna Juan Carlos di Borbone abdicava in favore del figlio.

Finiva così il suo regno dopo 39 anni. Un evento storico che tenne banco per giorni come prima notizia di giornali e televisioni, radio e siti Internet.

Il Re che aveva preso il potere nella Spagna post franchista, direttamente scelto dal dittatore Franco (anche se poi confermato dall’Assemblea Costituente), e che aveva mantenuto il trono per tutta la fase della transizione, se ne andava nel suo peggior momento di popolarità.

Juan Carlos ha lasciato il trono nel suo peggior momento di popolarità

Scandali che colpivano la sua famiglia, in particolare la figlia Cristina, critiche al suo comportamento nei giorni peggiori della crisi economica, quando si ruppe una gamba mentre cacciava elefanti in Botswana, ed un certo malumore su una Casa Reale che continuava a ricevere grosse sovvenzioni dalle casse dello Stato, erano fra i punti che avevano portato la popolarità della famiglia reale molto in basso rispetto ai decenni precedenti.

Circa 3,7 punti su 10, secondo la pagella del CIS, un prestigioso centro di ricerche spagnolo.




L’abdicazione in favore del figlio Felipe

La controversa battuta di caccia del Re Juan carlos I nel 2012 in Botswana, che gli costó la rottura di una gamba e la caduta nel livello di popolarità fra gli spagnoli

La controversa battuta di caccia del Re Juan Carlos I nel 2012 in Botswana, che gli costò la rottura di una gamba e la caduta nel livello di popolarità fra gli spagnoli

Con una mossa a sorpresa (anche se in realtà attesa da molti analisti), il Re abdicava in favore del figlio Felipe, che di lì a poco sarebbe diventato l’attuale re di Spagna Felipe VI.

Un Re giovane, sposato con una giornalista proveniente da una famiglia di classe media, tutti fattori che nelle intenzioni dovevano riavvicinare la Monarchia screditata, all’opinione pubblica.

In questo primo anno di regno la coppia reale formata da Felipe VI e Letizia ha mantenuto un basso profilo, il Re si è mantenuto “prudente”, e la popolarità della monarchia è risalita leggermente (+0,6 secondo il CIS), anche se rimane il voto negativo della maggior parte degli spagnoli.

Felipe VI: basso profilo

letizia_ortiz_regina_spagna

La regina Letizia Ortiz con il Re Felipe VI nel giorno del matrimonio

Il Re si è mostrato con profilo abbastanza defilato, mentre la Regina ha fatto parlare di se soprattutto per il suo comportamento da donna normale che esce con le amiche per il quartiere Malasaña e per il suo impegno umanitario (ultimo in ordine di tempo un suo viaggio in America Latina per visitare ONG e associazioni umanitarie).

Il problema del conflitto Monarchia-Repubblica resta però vivo in Spagna.

Anche se quest’anno non si sono ripetute manifestazioni repubblicane importanti come quelle dell’anno passato, i movimenti che chiedono un referendum per scegliere fra le due forme di Stato non si danno per vinti.

Sono movimenti che hanno un particolare radicamento nel mondo della sinistra, la stessa sinistra che ha ottenuto importanti successi alle elezioni del 24 maggio scorso. Per questo bisogna aspettarsi in un futuro vicino nuovi interessanti sviluppi a proposito, la cosa piú probabile la convocazione di un referendum.




In Spagna c’è chi vuole la Repubblica

Non dimentichiamo del resto che fino al 1936 in Spagna vigeva una Repubblica democraticamente eletta, la II Repubblica di Spagna. Il golpe di Francisco Franco che sfociò poi nella Guerra Civile vinta dai franchisti, gli diede il colpo di grazia.

Dopo la fine della dittatura nel 1975, il regime repubblicano non è stato ripristinato, così come non lo è stata la bandiera (oggi sventolata dai repubblicani in tutte le manifestazioni di piazza).

In Spagna quindi il significato di questa contrapposizione continua ad avere una valenza politica, ed i movimenti politici repubblicani, quasi interamente di sinistra, sono partitari di un ritorno alla forma di Stato che c’era prima del 1936. Quello che chiedono è un referendum, che permetta di scegliere.

Un tema delicato: Podemos non si schiera

Una manifestazione per la 3° Repubblica Spagnola

Una manifestazione per la 3° Repubblica Spagnola

Podemos comunque, la principale espressione della nuova sinistra spagnola, ha deciso di non prendere una posizione in merito (anche se ha chiesto un anno fa che gli spagnoli potessero decidere in un referendum), e non stupisce visto la delicatezza del tema.

La monarchia riceve consensi anche a sinistra, del resto, e si tratta di un tema troppo delicato per essere usato in campagna elettorale.

I critici con la monarchia sottolineano soprattutto come sia ingiusto che una figura così importante venga ricoperta da persone non elette, scelte solamente per appartenenza a case dinastiche, a differenza di quanto accade con un Presidente della Repubblica democraticamente eletto.

Le critiche alla monarchia costituzionale

Inoltre denunciano la pericolosità dell’accentramento di un potere statale nelle mani di una sola persona per un periodo di tempo troppo lungo (cioè fino alla morte o all’eventuale abdicazione).

Infine non viene giudicato etico, in un periodo di crisi come quello che sta vivendo la Spagna, il pagamento di stipendi statali corposi ai membri della famiglia reale, una famiglia che nessuno ha eletto e che si trova in una posizione di potere, come giá detto, solo per discendenza ereditaria.

La legge di trasparenza inoltre, che obbliga i politici e le autorità statali a rendere pubbliche le entrate personali, esonera i regnanti da questo obbligo. Di fatto quindi le fortune dei reali sono ignote e questo non aiuta a far crescere la popolarità.

re_spagna

da sinistra a destra: l’ex regina Sofia, il re attuale Felipe VI, l’ex re Juan Carlos I (oggi “re emerito” insieme alla moglie) e Leticia Ortiz attuale regina di Spagna

Proprio su questo tema desta qualche malcontento la situazione creatasi subito dopo l’abdicazione di Juan Carlos. Il Partido Popular al potere, promulgò infatti il 10 giugno 2014 una “legge express” che definiva il Re abdicato e la ex Regina “Re emeriti”. Nella legislazione spagnola non era infatti contemplata la figura dell’abdicato. Questa legge però, come sottolineato pochi giorni fa dal giornale Publico, ha prodotto di fatto quattro Re. Quattro persone riconosciute giuridicamente come Re e Regine e in quanto tali in pieno godimento dei benefici anche economici: si tratta dei regnanti Felipe de Borbón e Letizia Ortiz, e gli emeriti Juan Carlos de Borbón e Sofía de Grecia. In una Spagna dove la crisi continua a riguardare grosse parti della società, non è un buon biglietto da visita per la Corona.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *