Il leader di Izquierda Unida Alberto Garzón guiderà la piattaforma Unidad Popular

Alberto_Garzón_(crop)A due giorni dalla fine della X legislatura e dalla convocazione ufficiale delle elezioni politiche in Spagna, si moltiplicano le notizie in campo politico. Ieri il leader di Podemos Pablo Iglesias ha lasciato il suo scanno al Parlamento europeo per impegnarsi nella campagna elettorale, con l’intento di far risalire il consenso alla sua formazione, scesa di molto nei sondaggi rispetto a un anno fa.

Oggi invece Alberto Garzòn, leader di Izquierda Unida, è stato eletto candidato premier per la piattaforma Unidad Popular, ex Ahora en Común. Le primarie, che si sono tenute in questi giorni in parte via Internet e in parte presenzialmente nelle sedi di partito di IU, lo hanno incoronato candidato premier con il 96% dei voti (circa 23.700).

Il giovane politico, che ha recentemente compiuto 30 anni, guiderà la piattaforma Unidad Popular, altra novità di questi giorni. Fino a pochi giorni fa si chiamava Ahora en Común, ma per dissidi interni ha dovuto cambiare nome.

ahora-en-comunCreata durante la scorsa estate da alcuni esponenti della sinistra spagnola provenienti da Podemos, IU, consigli municipali, la piattaforma Ahora en Comùn aveva l’obiettivo di ripetere la straordinario risultato delle piattaforme cittadine ottenuto alle elezioni del 24 maggio. In particolare da Ahora Madrid, che aveva portato al Comune della capitale la sindaca Manuela Carmena (piattaforme cittadine hanno vinto anche in altre città spagnole). L’intenzione era creare una nuova “marea cittadina” cercando anche la confluenza di Podemos.

Podemos ha però confermato in settembre la sua volontà di correre da sola alle generali, rifiutando fusioni o coalizioni, preservando così il marchio del partito. Alberto Garzon, che aveva insistito per una coalizione fra Podemos e le altre realtà della sinistra, ha visto chiudersi questa possibilità. In seguito sono nati malumori interni che hanno sostanzialmente sfasciato la neonata piattaforma.

Izquierda Unida è stata accusata di aver usato la piattaforma come scudo elettorale, snaturandola, ed è anche vero che alcuni degli animatori di Ahora en Comun hanno serrato le file intorno a Podemos, abbandonando quel progetto. Uno scenario di litigi e frizioni fra diverse anime della Sinistra abbastanza familiare a chi conosce la realtà italiana.

Izquierda_Unida_(logo).svgAlla fine dunque Ahora en Comùn non comparirà sulle schede elettorali il 20 dicembre. Per questo è stata presentata  Unidad Popular, che ha alle spalle soprattutto Izquierda Unida.

Si vedrà adesso se la nuova piattaforma a sinistra riuscirà a migliorare la performance di Izquierda Unida. Il partito, fino al 2011 unico competitore a sinistra del Partito Socialista, vive da due anni a questa parte una continua riduzione di elettori. Il risultato più drammatico è stato quello di fine marzo in Andalusia, suo antico feudo. In quell’occasione si fermò al 6,9%.

Molti di questi voti si sono spostati su formazioni come Podemos. Unidad Popular potrebbe però attrarre i delusi da Podemos, soprattutto per le sue posizioni più moderate di quanto non fosse all’inizio, e per la sua eccessiva verticalità nelle decisioni. I sondaggi danno la formazione storica della sinistra spagnola fra il 5 e il 6%.

La curiosità

Nella storia della Sinistra internazionale il nome Unidad Popular è stato usato più volte. In Cile fu il nome dell’alleanza di sinistra che appoggiò Salvador Allende alle elezioni del 1970, tre anni prima del golpe militare di Pinochet.

Recentemente i parlamentari greci di Syriza in disaccordo con le decisioni prese dal loro leader Tsipras, in occasione del terzo salvataggio finanziario, hanno fondato un nuovo partito che si chiama Unità Popolare.

Anche in Italia è esistito un movimento chiamato Unità Popolare, anche se in questo caso non aveva orentamento politico di sinistra. Nacque nel 1953 dalla confluenza di vari soggetti politici fra cui alcuni ex socialisti, repubblicani e da Giustizia e Libertà. Di tendenza liberalsocialista non ebbe nessun risultato elettorale importante. Fra i suoi esponenti vi erano anche nomi importanti come Piero Calamandrei e lo scrittore Carlo Cassola.

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