Spagna, polemiche per il pellegrinaggio di fascisti italiani: critiche all’ambasciata

IifyXWgErRPnmeb-1600x900-noPadUn gruppo di nostalgici fascisti italiani, riuniti nell’Associazione nazio­nale com­bat­tenti in Spa­gna, sta compiendo in questi giorni un pellegrinaggio per onorare gli italiani morti nel bando franchista durante la Guerra Civile spagnola.

Il pellegrinaggio avviene ogni anno dal 2008 e pre­vede una tappa nei due memo­riali fran­chisti: quello della Valle de los Caí­dos, vicino Madrid, e quello nella Cripta di Sant’Antonio, a Sara­gozza, pro­prietà dello Stato ita­liano.

Quest’anno il viaggio dei membri dell’ANCIS (sono meno di venti) è finito su alcuni giornali italiani e spagnoli (non molti, in realtà), per un presunto patrocinio dell’Ambasciata italiana in Spagna all’iniziativa. Durante le celebrazioni i membri dell’associazione sfoggiano bandiere fasciste e falangiste e fanno il saluto romano.

dc6ac0fee567377aa7880c5967247c1c_LA denunciarlo è stata l’associazione AltraItalia, formata da italiani residenti in Catalogna, che ha subito lanciato una petizione online e la richiesta di smentita da parte dell’Ambasciata italiana, sottolineando come l’Italia sia una Repubblica fondata sull’antifascismo.

L’Ambasciata ha negato che l’Associazione di nostalgici fascisti sia stata invitata, ed il console onorario secondo quanto afferma El Periodico ha risposto che non può escludere quste persone da un omaggio che si celebra ogni anno in tutti i sacrari italiani.

Qui di seguito parte del comunicato pubblicato da AltraItalia sul loro sito (a questo link il comunicato integrale in italiano, spagnolo e catalano):

Lanciamo un appello a tutta la cittadinanza affinché richieda che le SS.VV. smentiscano pubblicamente quanto dichiarato in data 26 ottobre c.m. sulla pagina web della Falange Española e sul sito della Fundación Francisco Franco, dove si esplicita il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid dell’atto in omaggio ai caduti italiani nella guerra civile celebratosi il 2 novembre, presso la chiesa di San Antonio da Padova di Saragozza.
[…]
Consideriamo che se tale patrocinio e invito esistessero, sarebbero in flagrante contraddizione con le istituzioni che rappresentano all’estero la Repubblica Italiana, fondata sull’antifascismo, che non può dare spazio né sostegno a figure e associazioni che si richiamano esplicitamente a condotte dittatoriali e antidemocratiche.
[…]
La partecipazione dell’Ambasciata italiana a queste commemorazioni annuali indette dall’A.N.C.I.S. non è affatto nuova, sembra invece il ripetersi di una impune tradizione di apologia del fascismo presso le più alte rappresentanze della Repubblica Italiana in Spagna  su cui riteniamo che sia arrivato il momento di fare chiarezza.

 

Gli italiani nella Guerra Civile spagnola

Durante la Guerra Civile spagnola gli italiani hanno preso parte a combattimenti da entrambe le parti. Truppe fasciste parteciparono alla guerra su richiesta di Francisco Franco, mentre fra i Repubblicani combatterono a migliaia fra le file delle Brigate Internazionali per difendere la democrazia.

Le truppe italiane fasciste vennero mandate da Mussolini per aiutare il suo alleato Francisco Franco nel suo colpo di Stato contro la democrazia.  Erano riunite sotto il nome di Corpo Truppe Volontarie, formate da un misto di soldati regolari dell’Esercito e volontari fascisti. Stime parlano di quasi 50.000 uomini.

Oltre tremila italiani andarono clandestinamente in Spagna per lottare a difesa della II Repubblica, arruolandosi nelle Brigate Internazionali. Molti di loro erano riuniti nella Brigata Garibaldi. Fra di loro vi erano comunisti, anarchici, socialisti.

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La bandiera della II Repubblica spagnola (1931-1939). Dopo la vittoria dei fascisti nella Guerra Civile, la bandiera venne cambiata e venne inserita quella ancora oggi utilizzata: invece della banda viola, una banda rossa. I repubblicani ancora oggi ne richiedono la riabilitazione

Non bisogna dimenticare il peso diverse di questi contributi alla storia. Il bando fascista iniziò una guerra contro la Repubblica spagnola, che era stata democraticamente eletta, vincendola dopo anni di guerra civile. La Repubblica era nata dopo libere elezioni democratiche, e non si può e non si deve dimenticare come l’attacco di Franco non fu altro che un attacco alla democrazia ed ai diritti conquistati in epoca repubblicana. La Spagna degli anni ’30 infatti, aveva raggiunto un livello di diritti (come il voto alle donne) che a quell’epoca erano assenti in quasi tutti i paesi d’Europa. Diritti che sono stati cancellati dal franchismo, insieme a quello basico: la libertà. La Spagna dopo la Guerra Civile sprofondò in una dittatura lunghissima che sarebbe durata fino al 1975.

La denuncia della ARMH (Associazione per il Recupero della Memoria Storica)

La ARMH (Asociación para la Recuperación de la Memoria Historica) ha denunciato il fatto che l’Ambasciata italiana in Spagna abbia ospitato i nostalgici di Mussolini, ed ha scritto una lettera di protesta all’ambasciatore Pietro Sebastiani, segnalando la sua “mancanza di rispetto verso i valori democratici, verso le vittime della dittatura franchista, verso i partigiani italiani” per aver permesso “la commemorazione della collaborazione delle forze fasciste italiane nell’assassinio di 114.226 civili ancora oggi non rinvenuti nelle fosse comune sparse in tutto il paese, oltre ai bombardamenti aerei e agli attacchi alla popolazione civile”.

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2 commenti

  • Io sono spagnolo e conosco molto bene la historia del mio paese. Le forze che si sono opposte al franchismo difendevano la democrazia e la legalitá repubblicana, il periodo piú democratico della storia di Spagna fino a quel momento ( il voto femminile ero aprovatto prima che in Francia). Nei documenti del PCE si possono vedere como queste supporta esclusivamente la democracia e la legalitá repubblicana. Infatti el PCF e il PCI, dopo la IIWW hanno grande peso nella democracia francese e italiana sensa nessun problema. Crimini di guerra hanno in tutti conflitti, ma questo non fa uguale a gli avversari, come non lo fanno nella IIWW. Scusi per il mio italiano.

    • Redazione El Itañol

      Buongiorno Fran, grazie per il suo commento. Completamente d’accordo con quanto lei dice, le due parti non possono essere messe sullo stesso piano. Da parte nostra, come El Itagnol, ci impegneremo sempre per ricordare come la Guerra Civile spagnola fu il frutto di un attacco dei fascisti alla Repubblica democraticamente eletta di Spagna. Condanniamo con forza qualsiasi atto che commemori il bando fascista. Inviamo cordiali saluti

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