Festività natalizie, come si chiamano in Spagna? Tradizioni, date e curiosità

natale_spagnaI festeggiamenti e le tradizioni natalizie in Spagna sono molto simili a quelle italiane. Cambiano i nomi, ma le usanze sono quasi coincidenti. Come in Italia le città e i paesi si riempiono di luminarie, nelle case si monta l’albero ed il presepe (che in Spagna è chiamato comunemente “belen” o meno diffusamente “pesebre”), e nei giorni di festa ci si riunisce con la propria famiglia allargata. Chi durante tutto l’anno vive lontano ritorna nel suo paese o città natale, e ci si ritrova insieme intorno al tavolo per lunghi pranzi e cene dove predominano le carni ed i dolci, oltre ovviamente al vino. Vediamo ora un po’ di curiosità.

Come si chiama la Vigilia di Natale?

La Vigilia di Natale, il 24 dicembre, in Spagna è chiamata Nochebuena (tradotta letteralmente sarebbe “notte buona”). Si cena insieme alla famiglia allargata e si mangia abbondantemente. Negli ultimi decenni  si è diffusa, come in Italia, la tradizione di Babbo Natale (in Spagna si chiama Papa Noel) che porta i regali ai bambini. Il 24 dicembre è anche il giorno del discorso del Re alla nazione, un evento per certi versi comparabile al discorso di fine anno del Presidente della Repubblica italiano.

Come si chiama il Natale?

natale_spagna1Il Natale, 25 dicembre, è la Navidad. Anche in questa giornata di festività nazionale ci si riunisce a pranzo o a cena per grandi mangiate in compagnia dei parenti. Tutti i negozi sono chiusi, e sono chiusi anche i Musei ed altri edifici pubblici.

Santo Stefano?

Santo Stefano (26 dicembre) in Spagna non è festività nazionale. Ha un maggior peso la giornata del 28 dicembre, “Día de los Santos Inocentes”, che però non è festa (almeno non in tutte le regioni).

Come si chiama l’ultimo dell’anno?

Il 31 dicembre è il giorno di San Silvestro anche in Spagna (San Silvestre), e da qui prendono il nome le tante corse popolari che si tengono nelle città e nei paesi spagnoli, chiamate “carreras de San Silvestre”. A Madrid si tiene la più famosa, la San Silvestre Vallecana (qui abbiamo parlato dell’edizione 2015, da non perdere).

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Il campanile in Puerta del Sol che suona i dodici rintocchi alla mezzanotte del 31 dicembre

La notte del 31 è chiamata Nochevieja (letteralmente “notte vecchia”) un nome che rende bene l’idea dell’ultima notte dell’anno. La tradizione spagnola più conosciuta è quella de “las doce uvas” (dodici chicchi d’uva): a pochi secondi dalla mezzanotte, chi assiepato nella piazza di Puerta del Sol, chi davanti la televisione con la diretta TV dalla famosa piazza di Madrid, gli spagnoli mangiano 12 chicchi d’uva, uno per ogni rintocco della campana della Casa de Correos. Riuscire nell’impresa (i dodici rintocchi impiegano circa 35 secondi in tutto, e bisogna quindi ingerire un chicco ogni 2-3 secondi…non sempre facile!)  è sinonimo di buona fortuna per l’anno che si apre. Gli spagnoli che hanno seguito “las campanadas” da casa, in diretta TV, si riversano poi in strada uscendo dopo la mezzanotte (soprattutto i giovani, che raggiungono gli amici dopo aver festeggiato in famiglia) e passano di bar in bar fra una copa e l’altra. I giovani tirano tardi fino all’alba, ma la notte di Noche Vieja non ha limiti di età in Spagna.

Come si chiama il Capodanno in Spagna?

Capodanno, il primo gennaio, è il Día de Año Nuevo (Anno Nuovo). Per molti è un giorno di “resaca” (postumi della sbornia). Per altri è un giorno di riposo, di corse nei parchi cittadini o escursioni fuori porta, reso particolare dalla novità dell’anno appena iniziato.

E la Befana?

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Una sfilata colorata nel giorno dei Re Magi in Spagna (cabalgada)

Il 6 gennaio in Spagna è il giorno dei Re Magi (Reyes Magos). Invece della Befana sono loro a portare regali e dolci ai bambini nella sera fra il 5 ed il 6. L’usanza in molte case è quella di lasciare delle scarpe sotto l’albero, o vicino ad una finestra, insieme a dell’acqua per dissetare i Re Magi ed i loro cammelli.

Prima dell’arrivo della tradizione americana di Babbo Natale erano i Re Magi a portare i regali in Spagna, ma ancora oggi la tradizione è molto forte. I bambini scrivono una lettera a los Reyes chiedendo i regali che vogliono. Se sono stati buoni durante l’anno li riceveranno, altrimenti troveranno del carbone.

Il dolce tipico del giorno di Reyes Magos è il Roscon, una sorta di ciambellone simile al nostro panettone. All’interno è sempre presente una piccola sorpresa, che capiterà al fortunato a cui verrà data la fetta che lo contiene. Un po’ come succede per l’uovo di Pasqua in Italia.

Per il giorno dei Re Magi sono molto diffuse in Spagna le “cabalgadas”, delle sfilate di carri colorati, pieni di luci e musica, che attraversano i quartieri delle città e da cui vengono lanciati dolci ai bambini. Una festa che i più piccoli adorano.

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