Spagna, Podemos dà spettacolo nel giorno di insediamento del nuovo Parlamento

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La seduta inaugurale del Congreso de los Diputados a Madrid, il 13 gennaio del 2016 (immagine scattata durante la diretta sulla rete TV La Sexta)

La giornata del 13 gennaio 2016 sarà ricordata in Spagna per l’avvio ufficiale della XI legislatura dal ristabilimento della democrazia. Una giornata solenne, nella quale i deputati appena eletti si siedono per la prima volta nel Congreso de los Diputados, un equivalente della Camera dei Deputati italiana, e nel Senado, che in Spagna ha però meno poteri del Senato italiano.
Una sorta di “primo giorno di scuola”, specialmente per i deputati nuovi, che stavolta erano il 62% del totale, un record come abbiamo raccontato in questo articolo insieme ad altre curiosità su questa storica giornata.

Nella giornata di inizio della legislatura i fatti più importanti sono stati l’elezione delle cariche di presidente del Congreso e di presidente del Senado. Nel primo caso si tratta di una figura importante, terza carica dello Stato dopo il Re e il Presidente del Consiglio.

Patxi Lopez, socialista (fonte: wikimedia commons)

Patxi Lopez, socialista (fonte: wikimedia commons)

È stato eletto il socialista Patxi Lopez, grazie ai voti del PSOE e di Ciudadanos e all’astensione del PP. Si è trattato del frutto del primo accordo politico della XI legislatura, che non necessariamente però porterà ad un accordo di governo. Un accordo duramente criticato da Podemos.

Anche al Senado è stato eletto il presidente della così chiamata “camera Alta”, il senatore del PP Pío García-Escudero già presidente nella passata legislatura.

A parte questi eventi solenni comunque, la giornata è stata caratterizzata dall’entrata in Parlamento di moltissime facce nuove, molte delle quali sono state protagoniste di “piccoli show” che hanno fatto parlare molto sui media nazionali.

Primo giorno di legislatura insolitamente movimentato nel Congreso de los Diputados

I giornalisti spagnoli hanno sottolineato la particolarità di una giornata di insediamento insolitamente “movimentata”: solitamente si tratta infatti di un evento pieno di rituali e privo di momenti “esaltanti”. Uno dei motivi del maggiore interesse era la presenza di tanti nuovi deputati provenienti da partiti che 4 anni fa non esistevano. In particolare quelli di Podemos e delle coalizioni regionali di sinistra oltre a presentarsi al Congreso in maniere curiose (gli ecologisti di EQUO in biciletta, altri accompagnati da una banda di strada), vestivano in generale in modo informale, senza giacche o cravatte.

Improvvisamente, era l’impressione di molti giornalisti, il Congreso si riempiva di persone “de la calle” (gente normale della strada). Rimane simbolo della giornata la foto del deputato rasta che cammina davanti a Rajoy.

Lo show di Podemos durante il giuramento alla Costituzione

Podemos è stato il partito che ha fatto parlare più di sé, confermando la sua abilità nell’attirare l’attenzione dei media. A parte le figure dei deputati, che hanno fatto parlare di sé per la novità (è il caso della prima deputata di origine centro africana, del primo deputato non udente, della deputata presentatasi al Congreso con il bambino di pochi mesi in braccio per solidarizzare con le donne spagnole), il momento più mediatico è stato quella del giuramento sulla Costituzione. [continua a leggere dopo il VIDEO].

In Spagna infatti dopo la elezione del presidente del Congreso, tutti i deputati vengono chiamati in ordine alfabetico a giurare (o promettere, a seconda dell’inclinazione religiosa o meno della persona) sulla Costituzione. Solitamente i deputati giurano con un semplice “lo giuro”, o “lo prometo”. I deputati di Podemos hanno invece aggiunto alla loro promessa un breve discorso preparato precedentemente, in cui promettevano di rispettare la Costituzione ma anche di modificarla, e concludevano dicendo: “mai più una Spagna senza la sue gente e senza i suoi popoli”. I deputati provenienti da Galizia, Paese Basco e Catalogna aggiungevano una frase personale nella propria lingua di origine.
Ognuno di questi discorsi (quasi impossibili da ascoltare in diretta TV perché pronunciati a voce senza usare microfono) era seguito da applausi da parte dei deputati di Podemos e da mormorii da parte dei deputati dei partiti tradizionali. Qui sotto la formula usata.

“Prometo acatar la Constitución y trabajar para cambiarla (frase personal en lengua materna). Nunca más un país sin su gente y sin sus pueblos”.

Pablo Iglesias ha accompagnato il suo discorso con la lingua dei segni ed ha concluso alzando il pugno, così come il suo compagno di partito Iñigo Errejón, che ha aggiunto al suo discorso frasi come “perché furono, siamo, perché siamo, saranno” e “per la sovranità del popolo”. Qui sotto il discorso di Errejón.

“Prometo acatar esta Constitución y trabajar para cambiarla. Por la soberanía del pueblo, por una España nueva, per la fraternitat entre els pobles. Porque fueron somos, porque somos serán. Nunca más un país sin su gente”.

Questa scelta di Podemos è stata criticata dagli altri partiti. Il quotidiano El Paìs, mai stato tenero con Podemos, ha pubblicato oggi un editoriale in cui critica il comportamento dei parlamentari del partito viola accusandoli di mancanza di rispetto verso il Parlamento.

I deputati nazionalisti giurano “per obbligo di legge”

Anche i deputati dei partiti nazionalisti regionali hanno pronunciato dei discorsi differenti; deputati del Partido Nacionalista Vasco, di Esquerra Republicana de Catalunya e di Eh Bildu hanno promesso sulla Costituzione aggiungendo la frase “por imperativo legal”, che tradotto sarebbe “per obbligo di legge”. Una formula introdotta negli anni ’80 dal partito Herri Batasuna, la sinistra indipendentista basca, con cui durante i giuramenti in Parlamento da un lato si rispettava la legge spagnola, ma allo stesso tempo la si criticava manifestando l’impossibilità di fare altrimenti. Come dire, “non voglio obbedire, ma sono costretto…”. Un aspetto, questo dell’indipendentismo in Spagna, che sempre di più richiede di essere affrontato con urgenza.

Anche nel Senato ci sono stati dei piccoli “show” da parte dei senatori indipendentisti. Una senatrice basca del PNV ha giurato infatti in lingua basca. Il presidente del Senato le ha chiesto di ripetere in spagnolo, e lei a quel punto ha ripetuto la formula nella lingua nazionale.

I due deputati di Izquierda Unida-Unidad Popular, fra cui il giovane Alberto Garzòn, hanno invece promesso sulla Costituzione in maniera tradizionale.

Il telegiornale delle 21 del 13 gennaio 2016 di RTVE, la Tv di Stato spagnola

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