14 aprile, a Madrid una grande manifestazione repubblicana a 85 anni dalla proclamazione della II Repubblica

repubblica_spagna_2016Si terrà a Madrid il prossimo 14 aprile 2016 una grande manifestazione repubblicana, nell’anniversario della proclamazione della II Repubblica di Spagna nel 1931. La Coordinadora Republicana, la Junta Estatal Republicana ed il partito Alternativa Republicano hanno organizzato un grande corteo che partIrà da Cibeles alle 19. Il corteo percorrerà Calle de Alcalà fino a Puerta del Sol. Sarà una delle manifestazioni repubblicane più importanti degli ultimi anni in Spagna.

Alcune delle parole chiave della manifestazione sono “no alla Costituzione del 1978”, giudicata troppo in sintonia con il passato franchista, “no al pagamento del debito”, “uscita dall’Unione Europea”, “diritto di autodeterminazione dei popoli”. Una serie di slogan cari alla sinistra spagnola extra parlamentare.

85 anni dal 14 aprile 1931, giorno di proclamazione della II Repubblica spagnola

Era il 14 aprile 1931 quando i risultati delle elezioni amministrative tenutesi due giorni prima terremotavano definitivamente la monarchia di Alfonso XIII. La maggioranza dei voti andò infatti alle formazioni di sinistra repubblicane. Il Re, che regnò in sintonia con la dittatura fascista di Primo de Rivera, da lui stesso promosso a Primo Ministro, scelse l’esilio in Francia (poi si sarebbe spostato in Italia) la sera stessa del 14 aprile.

La II Repubblica avrebbe però avuto breve: soltanto 5 anni dopo sarebbe scoppiata la Guerra Civile, a seguito del tentativo di golpe perpetrato da Francisco Franco. La vittoria del bando nazionale riportò la Spagna sotto la monarchia, e tale è rimasta anche dopo la morte di Franco.

Da tempo i movimenti repubblicani spagnoli, in generale vicini alla sinistra politica, si mobilitano per la proclamazione della III Repubblica. Ritengono la monarchia costituzionale una scomoda eredità del franchismo. Negli ultimi tempi gli scandali che hanno colpito la casa reale hanno aumentato le fila di quanti preferirebbero cambiare l’ordinamento dello Stato.

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