Roma, il 26 novembre una manifestazione contro la violenza sulle donne: “non una di meno!”, “ni una menos!”

logo-nudm-05Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: il giorno dopo Roma sarà attraversata da un corteo il cui slogan sarà “Non una di meno!”, la traduzione in italiano dello spagnolo “ni una menos!”, usato nelle mobilitazioni contro la violenza machista in Argentina.

Il corteo partirà il 26 novembre 2016 alle 14 da piazza della Repubblica (nota a tutti come Piazza Esedra), a Roma, e si concluderà in piazza San Giovanni.

Un corteo contro la violenza sulle donne sull’onda del movimento argentino “ni una menos!”: misure anti violenza subito

Si manifesterà per sottolineare l’inefficacia dei programmi istituzionali nel contrasto al femminicidio (è sconvolgente il numero di omicidi compiuti verso le donne negli ultimi anni), ma anche per per ricordare le vittime, per combattere le ingiustizie sul lavoro e per ottenere la parità dei salari. L’obiettivo finale è quello di realizzare un Piano femminista contro la violenza maschile, che porti alla revisione del piano antiviolenza adottato dal governo italiano nel 2015.

A Madrid, in Spagna, si era tenuta un anno fa una enorme manifestazione contro la violenza sulle donneLa Marcha Estatal contra las Violencias Machistas aveva visto scendere in piazza decine di migliaia di persone, per chiedere allo Stato misure urgenti per combattere la violenza contro le donne. Una vera emergenza in Spagna (come in Italia), dove ogni anno decine di donne muoiono per aggressioni violente da parte di mariti, compagni, ex fidanzati.

L’appello della rete italiana “Non una di meno”

Ecco l’appello della rete italiana “non una di meno”, il cui sito si può raggiungere a questo link.

“Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica” sono le parole con cui si apre l’appello alla mobilitazione, lanciato dalla rete italiana “Non una di meno”, promossa da Donne in rete contro la violenza (D.i.re), Io decido e Unione donne in Italia (Udi). La manifestazione è il frutto di mesi di confronto tra i diversi collettivi.

donne_italia_2016La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci” – continua l’appello, che sta avendo ampio seguito sulla rete in queste settimane. “I media continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato: vittimismo e spettacolo, neanche una narrazione coerente con le vite reali delle donne. La politica ci strumentalizza senza che ci sia una concreta volontà di contrastare il problema: si riduce tutto a dibattiti spettacolari e trovate pubblicitarie. Non c’è nessun piano programmatico adeguato.

La formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è ignorata o fortemente ostacolata, solo qualche brandello accidentale di formazione è previsto per il personale socio-sanitario, le forze dell’ordine e la magistratura. Dai commissariati alle aule dei tribunali subiamo l’umiliazione di essere continuamente messe in discussione e di non essere credute, burocrazia e tempi d’attesa ci fanno pentire di aver denunciato, spesso ci uccidono“.

nonunadimeno_2016Dal lavoro alle scelte procreative si impone ancora la retorica della moglie e madre che sacrifica la sua intera vita per la famiglia. Di fronte a questo scenario tutte siamo consapevoli che gli strumenti a disposizione del piano straordinario contro la violenza del governo, da subito criticato dalle femministe e dalle attiviste dei centri antiviolenza, si sono rivelati alla prova dei fatti troppo spesso disattesi e inefficaci se non proprio nocivi. In più parti del paese e da diversi gruppi di donne emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete.
È giunto il momento di essere unite ed ambiziose e di mettere insieme tutte le nostre intelligenze e competenze”.

“A Roma da alcuni mesi abbiamo iniziato a confrontarci individuando alcune macro aree – il piano legislativo, i CAV e i percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG – sappiamo che molte altre come noi hanno avviato percorsi di discussione che stanno concretizzandosi in mobilitazioni e dibattiti pubblici.
Riteniamo necessario che tutta questa ricchezza trovi un momento di confronto nazionale che possa contribuire a darci i contenuti e le parole d’ordine per costruire una grande manifestazione nazionale il 26 novembre prossimo”.

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