Spagna, il 6 dicembre è il giorno della Costituzione

calendarioLungo ponte in vista per tutti coloro che vivono in Spagna: oltre all’8 dicembre, giorno festivo anche in Italia,  gli spagnoli annoverano tra i giorni non lavorativi anche il 6 dicembre.  Si festeggia, infatti, il Día de la Constitución, una delle due grandi feste nazionali insieme al 12 Ottobre, Día de la Hispanidad.

Sono previste celebrazioni in tutte le città della Spagna. Chi si trova a Madrid potrà prendere parte all’innalzamento di quell’enorme bandiera che sventola tutto l’anno nei Jardines del Descubrimiento, a due passi dalla fermata Recoletos e di fronte all’edificio Colón. L’appuntamento è alle ore 10 (per chi avesse voglia di puntare la sveglia anche in un giorno di festa) ed è gratuito.

Le iniziative per il giorno della Costituzione in Spagna

Inoltre, nella settimana che precede il Día de la Constitución,  il Congreso de los diputados e il Senado sono soliti aprire le loro porte a coloro che vogliano visitare le due Camere spagnole. Nel Congreso è conservata anche la Costituzione originale firmata dai padri costituenti e da re Juan Carlos I nel 1978.

Per concludere la vostra “passeggiata costituzionale” per la capitale potete passare dal celebre Paseo de la Castellana dove, davanti al Museo de Ciencias Naturales,  è situato un cubo alto ben 7 metri. Si tratta di un monumento dedicato alla Costituzione  che con le sue scale simboleggia l’ascesa degli spagnoli verso la democrazia.

6 dicembre 1978: gli spagnoli approvano la nuova Costituzione con uno storico referendum

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La scheda elettorale del referendum costituzionale del 6 dicembre 1978 in Spagna

Ma perché si festeggia proprio  il 6 Dicembre? In quel giorno nel 1978, ovvero tre anni dopo la morte di Francisco Franco, gli spagnoli furono chiamati alle urne con il compito di approvare la costituzione spagnola che era stata redatta da un’apposita commissione parlamentare.

I padri costituenti furono  sette, appartenenti a cinque partiti diversi: tre di essi facevano parte dell’Unione del Centro Democratico che deteneva la maggioranza, uno del PSOE, uno di AP antenato dell’attuale PP, uno era membro del partito democratico catalano e infine uno del PSUC, il partito socialista catalano di ispirazione comunista. In quei difficili tempi di transizione verso la democrazia partiti di ideologie diametralmente opposte seppero scendere a compromesso e trovare un accordo, un po’ come avvenne nel nostro Paese.

Referendum costituzionale in Spagna: astensione elevata e 80% di SI

Ben l’80% dei votanti scelse il sì, ma va sottolineato che il tasso di astensionismo fu piuttosto elevato: soltanto 17 milioni di elettori si presentarono alle urne su un totale di 26 milioni di aventi diritto.

Il maggior numero di no e astensioni si registrò nei Paesi Baschi e può essere percepito come un segnale del malcontento che regnava nelle regione norteña. La Costituzione spagnola è l’unica ad essere stata sottoposta al parere dei cittadini e approvata attraverso una consultazione referendaria. Il testo entrò in vigore alla fine di Dicembre dello stesso anno e da quel momento ha subito ben poche modifiche vista la sua estrema rigidità  che comporta un lungo iter di revisione costituzionale.

Il referendum del Dicembre ‘78 fu la seconda elezione tenutasi nella giovane democrazia spagnola: un anno prima i sudditi di Juan Carlos I erano stati chiamati alle urne per eleggere i parlamentari dopo che non esercitavano il loro diritto di voto dal Febbraio del 1936.

 “La Spagna si costituisce come Stato sociale e democratico di Diritto che propugna come valori superiori del suo ordinamento giuridico la libertà, la giustizia, l’eguaglianza e il pluralismo politico”, recita il bell’articolo 1 con cui si apre la Costituzione spagnola e che è sempre bene ricordare. Per chi avesse un po’ di tempo e volesse leggere tutto il testo può trovarlo qui.

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