Spagna, la mozione di censura non passa: il governo Rajoy resta in sella

congreso spagnaTanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Il 13 e il 14 Giugno il Congreso de Los Diputados è stato teatro di accesi scontri: in aula si è dibattuta la mozione di censura presentata da Podemos.

La votazione si è tenuta dopo 16 ore di discussione e ha visto fallire il tentativo del partito di Iglesias di far saltare il governo Rajoy. Il PSOE ha deciso di astenersi e sono stati solo 82 i voti favorevoli (Unidos Podemos, Bildu e ERC).




Cos’è una mozione di censura?

La mozione di censura è un meccanismo con il quale la Camera può esigere la responsabilità politica al Governo e il cui obiettivo è forzare la dimissione del presidente e scegliere un sostituto. E’ la terza volta che viene presentata una mozione di censura nella storia della democrazia spagnola e mai la votazione si è conclusa con esito favorevole. In Spagna si dice “a la tercera va la vencida”, ma non è stato questo il caso.

Podemos contro la corruzione

“La Spagna è un grande Paese, ma lo sarebbe di più senza di voi”, queste le taglienti parole con le quali Pablo Iglesias si è rivolto ai deputati del PP. Unidos Podemos ha deciso di presentare la mozione in seguito agli innumerevoli casi di corruzione che hanno coinvolto il PP e che hanno portato alcuni noti esponenti del partito azul dietro alle sbarre o tra i banchi del tribunale (lo stesso Rajoy è stato chiamato a testimoniare per il Caso Gurtel).

Lapsus, veleni e vestiti eleganti

Durante il lungo dibattito è successo di tutto: un vero è proprio show è andato in onda tra i seggi del Congreso. Su tutti domina l’ennesimo lapsus di Mariano Rajoy “Cuanto peor mejor para todos y cuanto peor para todos mejor, mejor para mí el suyo beneficio político”, ovvero “quanto peggio meglio per tutti e quanto peggio per tutti meglio, meglio per me il suo beneficio politico” (proprio così, non è un problema di traduzione, ha detto proprio questo, controllate voi stessi: il video dell’intervento che si conclude con la faccia sconvolta di Iglesias è destinato a entrare nella storia).

A far infuriare Podemos, poi, è stato un commento del deputato Rafael Hernando che durante il suo intervento ha fatto un’allusione sul fatto che Iglesias e la sua collega di partito, Irene Montero, abbiano una relazione.

A sorprendere è stato anche l’abbigliamento del leader del partito morado che si è presentato in aula con la giacca, abbandonando la tradizionale camicia a quadri.

I veleni tra maggioranza e opposizione hanno valicato le mura del Congreso de los Diputados e sono continuati anche su Twitter tramite hashtag e live twitting (su tutti #ÍñigoVuelve e #ElPPpierde).

Che succede ora?

Nulla. Unidos Podemos sapeva che non ci sarebbe stata alcuna possibilità di vittoria. E allora perché tentare? Probabilmente per dare visibilità al tema e accreditarsi come “la sinistra”, dal momento che era abbastanza chiaro che il PSOE si sarebbe astenuto per evitare le elezioni.



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Giulia Zuffa

Laureata in scienze della comunicazione, vive a Bologna. Aspirante giornalista con la passione per la politica e il calcio.

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