Celta Vigo multato: la tribuna inquadrata dalle telecamere non è abbastanza piena

calcio spagnaC’era una volta un calcio giocato con palloni di cuoio e scarpini rigorosamente neri, fatto di domeniche allo stadio sotto la pioggia battente o il sole cocente. C’era, ma è passato così tanto tempo che forse non ha nemmeno senso provare nostalgia. Di anno in anno, si sono fatti largo nuovi interessi e i riti sono cambiati: niente più radiolina, la partita si guarda sul tablet ovunque ci si trovi, le tv pagano abbondantemente e, si sa, senza soldi non si va da nessuna parte.

Tuttavia, quando si sentono notizie come quella che arriva dalla Spagna non si può che rimanere delusi dal calcio moderno.

La faccenda in questione riguarda il Celta Vigo, club quasi centenario che milita in Primera, l’equivalente della nostra Serie A, al quale la Liga Fútbol Profesional ha recapitato una multa.

Galeotte furono le partite disputate in casa contro Real Sociedad e Alavés durante le quali la parte di tribuna inquadrata dalle telecamere era troppo vuota. Una nuova norma, introdotta dalla LFP e approvata da tutti i club, impone infatti che la parte di stadio che appare sugli schermi debba essere piena almeno per un 75%.

Il Celta Vigo multato: poca gente in tribuna

Il nuovo regolamento è in vigore dalla stagione passata, ma è la prima volta che viene applicato. Il Celta Vigo potrà ora fare ricorso, ma nel frattempo la società è corsa ai ripari abbassando i prezzi dei biglietti della zona in questione così da scongiurare il pericolo di ulteriori sanzioni. In tutto ciò, la beffa: in entrambi gli incontri incriminati il numero degli spettatori ha superato di 300 unità la media dell’anno passato. Vale a dire: allo stadio Balaídos il pubblico era più numeroso del solito, solo non era seduto nei posti corretti.

Alcune squadre, come il Real Oviedo, hanno preso misure contro il nuovo regolamento già in fase di campagna abbonamenti, facendo pagare di più i posti non inquadrati dalle telecamere.


La televisione viene ormai prima di pubblico e pallone, chi ancora non s’è rassegnato ne prenda atto. Non ci resta che sperare che le cose non peggiorino e che il prossimo passo non sia multare i club che fanno sedere nella “zona telecamere” tifosi non abbastanza belli, spettinati o ragazze struccate.

Nel frattempo ci godiamo lo spettacolo: gli appassionati del pallone non si fanno fermare nemmeno dalla norma più assurda, saranno sempre sugli spalti a cantare e soffrire per uno scudo sulla maglia.

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Giulia Zuffa

Laureata in Scienze della comunicazione, vive tra Bologna e Milano, ma ha il cuore in Spagna. Aspirante giornalista con la passione per la politica, il buon cibo e il calcio.

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