Catalogna, i cantautori spagnoli sull’indipendenza: le posizioni di Serrat, Sabina e Llach

La crisi catalana, con la sfida degli indipendentisti alla Spagna, sta dividendo in due la società catalana e spagnola. Questa divisione si nota anche nelle dichiarazioni di alcuni grandi cantautori del paese. Due di loro, sono catalani. Vediamo le loro posizioni.




Non è facile in questi giorni di grave crisi in Spagna, trovare posizioni pubbliche sull’indipendentismo catalano da parte di personaggi famosi. Artisti, celebrità ed attori stanno ben attenti a cosa dire e cosa non dire, per il clima di forte tensione e di divisione in due della società. Una divisione resa evidente dalla proliferazione delle bandiere sui palazzi delle città spagnole e catalane: da una parte i vessilli nazionali, dall’altra quelli indipendentisti catalani.

Tre dei massimi cantautori spagnoli degli ultimi decenni, però, hanno espresso il loro pensiero sulla situazione in corso. Sono Joaquin Sabina, Manuel Serrat e Lluis LLach. Vediamo in breve le loro posizioni.

Joaquin Sabina: “hanno diviso in due la società catalana”

joaquin sabina
Joaquin Sabina

Joaquin Sabina è uno dei più popolari cantautori spagnoli attuali, molto amata non solo in Spagna ma anche nei paesi del Sud America.

Attivo fin dal 1978, Sabina è originario dell’Andalusia, anche se ha vissuto molti anni della sua vita a Madrid.

Alcune delle sue canzoni più famose sono “19 Días y 500 Noches”, “Princesa” e Calle Melancolia“, solo per citarne alcune.

Sabina, che si trova in questi giorni in Sud America per una tourneé, ha parlato davanti ai giornalisti in una conferenza stampa a Quito, nella capitale dell’Ecuador.


“è stato colpito il tessuto sociale della Catalogna”

Dopo varie domande sulla Catalogna, che non ha potuto eludere, ha affermato di essere “radicalmente contro chi vuole creare una patria più piccola, avendone una così grande”. Ha poi aggiunto di non essere un politico o un esperto in politica, ma che il conflitto di questi ultimi mesi in Catalogna sta “colpendo il tessuto sociale della regione”.

“Ci sono famiglie che ormai non si parlano più fra di loro – ha aggiunto – amici miei che non possono esprimere le proprie opinioni pubblicamente perché vogliono continuare ad essere spagnoli”.

Sabina ha poi accusato duramente i dirigenti indipendentisti catalani per aver “diviso la Catalogna in due, che è la cosa peggiore che possa fare un governante”.

Infine il cantante ha affermato che “il secolo XXI è il secolo in cui si devono cancellare le frontiere invece di crearne nuove” ed ha aggiunto che i nazionalismi hanno causato in Europa mali terribili, come le due guerre mondiali e la guerra nei Balcani.


Joan Manuel Serrat: un catalano contro l’indipendenza

Joan Manuel Serrat, uno dei cantautori spagnoli più amati

Joan Manuel Serrat è l’altro grande cantautore spagnolo.

Catalano, nato a Barcellona nel 1943, è stata una delle grandi voci dell’anti-franchismo, e le sue canzoni – cantate sia in castigliano che in catalano – diventarono negli anni ’60 e ’70 inni di lotta politica contro il regime fascista in tutta la Spagna.

Serrat è stato uno dei massimi esponenti della della cosiddetta Nova cançó catalana, insieme a Lluis Llach, ed ha messo in musica alcune delle poesie più famose di poeti spagnoli come Miguel Hernandez o Machado.

Fin dal 2015, dopo le elezioni regionali catalane del 27 settembre, Serrat aveva preso posizione dopo anni di silenzio manifestando la sua contrarietà all’indipendentismo (ne avevamo parlato qui).

Già nel 2015 Serrat invitava a riflettere sul fatto che il conflitto fra Madrid e Barcellona era “un favore per chi governa, perché chi governa (sia a livello statale che regionale) ha molto da tenere nascosto”, riferendosi ai tanti casi di corruzione emersi in questi anni.

Serrat: “un favore per chi governa”

In questi giorni caldissimi di autunno 2017, con l’acuirsi dello scontro fra Madrid e Barcellona, Serrat è tornato a esprimersi contro l’indipendentismo.

Lo ha fatto criticando duramente, a fine settembre,  il referendum dell’1 ottobre (che ancora si doveva tenere), argomentando che non era trasparente e che non poteva rappresentare nessuno, perché proclamato sulla base di leggi approvate in modo opaco e senza discussione parlamentare. In quell’occasione aveva anche aggiunto: “Indipendenza è una parola bellissima che infiamma il cuore e mobilita la gente”.



Dopo queste parole le critiche su Serrat sono piovute a migliaia, soprattutto sui social network, dove è stato addirittura bollato come “fascista” o “vecchio pauroso”. Proprio lui che aveva fatto la storia della contestazione giovanile al regime franchista.

In realtà le sue parole – come spesso accade sui Social o su Internet – sono state lette spesso in modo parziale e fuori dal contesto. Serrat, che peraltro difende da sempre il diritto dei catalani a potersi esprimere in un referendum legale, ha risposto alle accuse dicendo che “chi mi accusa di fascista non sa cos’è il fascismo ed ha invitato a riflettere sul clima di tensione presente in Spagna.

Joaquin Sabina appoggia Serrat durante un concerto

Durante un concerto ad Alicante, Joaquin Sabina ha appoggiato Serrat affermando che le sue parole erano molto sensate e rispettose.

Ancora, i primi di ottobre, Serrat ha rilasciato una intervista alla Cadena SER nella quale ha invitato le due parti al dialogo, criticando fortemente sia il modo di agire del Governo Rajoy, con la forza della polizia, sia il governo indipendentista catalano. “Questo viaggio al limbo catalano – ha affermato – alla terra promessa dell’indipendenza, è degno di essere ascoltato fermo restando che ci vengano spiegati i costi che questo supporrà per la cittadinanza”.

Lluis Llach: da icona dell’anti-franchismo a politico indipendentista

Lluis LLach è un altro di quei cantautori che negli anni ’60 e ’70 faceva emozionare le generazioni di giovani allora, cantando canzoni come L’Estaca, o Cal que neixin flors a cada instant, Que tinguem Sort ed Itaca, hanno riempito teatri e valicato le frontiere spagnole diventando inni di libertà in altri paesi e contesti, quando la Catalogna era ancora sotto il tallone del franchismo.

lluis llachOltre quarant’anni dopo quei tempi, Lluis Llach è oggi un convinto indipendentista, e si è candidato alle elezioni regionali del 2015 come capolista nella sezione di Girona, per la coalizione indipendentista Junts pel Sì.

In quest giorni sta appoggiando la causa secessionista, ed ha anche criticato le parole di Joan Manuel Serrat,: “è di obbedienza socialista”, sono state la parole critiche di Llach.

Lluis Llach ha anche tenuto un grande concerto il 30 settembre scorso, a conclusione dell’atto finale della campagna referendaria indipendentista per il referendum dell’1 ottobre. In piazza davanti migliaia di persone, a Barcellona, ha cantato La Estaca davanti a un pubblico commosso.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista freelance, geologo, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól, collabora con diverse testate italiane. Vive in Spagna da anni.

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