Spagna, la situazione dopo il referendum illegale e le violenze: verso l’indipendenza della Catalogna? [ULTIMI AGGIORNAMENTI]

Continua la DIRETTA de El Itagnol per seguire lo scontro istituzionale fra Spagna e Comunità Autonoma della Catalogna. Dopo la giornata dell’1 ottobre, segnata dagli sgomberi violenti dei seggi elettorali dove gli indipendentisti celebravano un referendum non riconosciuto legalmente, saldatisi con oltre 800 feriti, la Spagna si sveglia il 2 ottobre con una situazione ancora più complessa e intricata. Seguiamo qui lo svolgersi degli eventi, le reazioni interne ed internazionali, con video, link ed immagini.



Se ti sei perso la DIRETTA dell’1 ottobre, la puoi seguire qui: un riassunto (con immagini e video) di una giornata drammatica e storica per la Spagna

Potrebbe interessarti. La DIRETTA con le notizie sullo scontro Spagna-Catalogna dal 13 al 30 settembre 2017. Un mese di settembre ad alta tensione. Ricostruiscilo qui.

Indice delle date (clicca sulla data per muoverti nella pagina)

lunedì 2 ottobre 2017
martedì 3 ottobre 2017
mercoledì 4 ottobre 2017
giovedì 5 ottobre 2017
venerdì 6 ottobre 2017
sabato 7 ottobre 2017
domenica 8 ottobre 2017
lunedì 9 ottobre 2017
martedì 10 ottobre 2017

Dopo il 10 ottobre 2017, le reazioni alla “non” dichiarazione di indipendenza

lunedì 2 ottobre 2017

02/10/17 – ore 1.10 Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, annuncia che i partecipanti al voto sono stati 2.262.424, e che il 90% ha votato ‘sì’. Gli aventi diritto al voto erano 5,3 milioni, e secondo i dati del Governo in 770.000 non hanno potuto votare per il sequestro del materiale elettorale da parte della Polizia e della Guardia Civil. Ci sarebbero stati, secondo il Governo catalano, 2.020.144 voti a favore dell’indipendenza e 176.565 voti contrari. 45.586 voti in bianco e 20.129 nulli. La partecipazione al voto sarebbe stata quindi pari al 42,7%. Il referendum, lo ricordiamo, non aveva valore legale perché dichiarato illegale dalla giustizia spagnola.

Il presidente del Governo catalano, Carles Puigdemont: “indipendenza nei prossimi giorni”: “in questa giornata di speranza e sofferenza – ha affermato Puigdemont nella serata dell’1 ottobre – ci siamo conquistato il diritto a costruire uno Stato indipendente in forma di Repubblica. Il Governo informerà il Parlamento sui risultati, affinché agisca secondo quanto previsto dalla Ley de Referendum”. Puigdemont ha quindi di fatto aperto alla dichiarazione di indipendenza nei prossimi giorni, utilizzando una legge approvata ad inizio settembre dal parlamento catalano e giudicata illegale dal Tribunale Costituzionale spagnolo.

02/10/17 – ore 8.00 Scene da Barcellona questa mattina: automobili suonando il clacson davanti ai furgoni delle forze dell’ordine. 

 

02/10/17 – 9.00. La Borsa spagnola apre con una perdita dell’1,3%. La caduta dell’Ibex 35 sarebbe da collegare alla situazione in Catalogna.

Le prime pagine della stampa internazionale (ed italiana) sui fatti dell’1 ottobre in Spagna [GALLERIA DI IMMAGINI] clicca per vederle. Qui sotto invece, un’edicola di Madrid con i giornali di oggi in mostra (mattina del 2 ottobre 2017).

2 ottobre 2017, in un’edicola di Madrid

02/10/17 – 9.10 Alle 10.30 ci sarà una riunione speciale del Governo catalano nel Palau de la Generalitat di Barcellona.

2 ottobre ’17. L’editoriale del giornalista Íñigo Domínguez su El Paìs: “lo increible, segùn lo previsto”. La cosa più incredibile – scrive l’autorevole giornalista spagnolo – “era la gente che diceva ‘è incredibile’, di fronte al fatto più prevedibile: l’arrivo della polizia”. Nell’editoriale Dominguez sottolinea che ieri è stata fatta rispettare la legge, di fronte ad un evidente caso di sovversione. Qui l’articolo completo.

02/10/17 – 9.15 Il portavoce del Governo Rajoy, Íñigo Méndez de Vigo, difende le cariche delle forze dell’ordine in Catalogna, che hanno causato oltre 800 feriti. “Sono cose che possono succedere – ha affermato – quando gli antisommossa agiscono come polizia giudiziaria per far rispettare la legalità”. Il Ministro degli Interni

, Juan Ignacio Zoido, ha invece affermato in una intervista: “sono dispiaciuto per i feriti di un lato e dell’altro. Il Ministro ha difeso l’azione delle forze dell’ordine affermando che la situazione era “convulsa e complicata”.




02/10/17 – 9.30 Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, torna a chiedere ai Socialisti di “scegliere bene” e di non continuare ad appoggiare l’azione del governo Rajoy. “Ojalá el PSOE elija bien y nos prefiera a nosotros antes que a los violentos y los corruptos”, ha aggiunto Iglesias in un’intervista radio questa mattina.

02/10/17 – ore 10. Scene da film ieri in Catalogna: il presidente Puigdemont avrebbe schivato la Polizia cambiando di automobile in un tunnel. E’ quanto mostra una foto pubblicata su Twitter. Il cambio di macchina sarebbe avvenuto in galleria per schivare gli elicotteri della Polizia che seguivano il Presidente in ogni suo movimento.

Crescono le adesioni allo sciopero generale di domani in Catalogna, convocato dai sindacati anarchici e di base. I sindacati maggioritari CCOO e UGT potrebbero aderire ufficialmente nelle prossime ore, ed hanno già chiamato i lavoratori ad azioni di protesta contro la repressione avvenuta ieri. 

02/10/17 – ore 10.40 Albert Rivera, leader di Ciudadanos, chiede l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione per sospendere i poteri della Comunità Autonoma della Catalogna. Poco dopo, anche un senatore del PP, Iñaki Oyarzabal, chiede lo stesso.

02/10/17 – ore 10.46 La sindaca di Barcellona chiede alla comunità internazionale di mediare nella grave situazione politica catalana. “la Comunità Europea non può guatrdare da un’altra parte”, ha affermato la sindaca Ada Colau.

02/10/17 – ore 11.46. Il leader di Izquierda Unida, Alberto Garzon, chiede le dimissioni di Rajoy. “Gli eventi dell’1 ottobre – dice Garzon – mostrano l’incapacità del Governo e lasciano una situazione più complessa di prima”. “La repressione che abbiamo visto ieri è intollerabile”, ha aggiunto.

02/10/17 – ore 12.00 Il tennista spagnolo Rafael Nadal sulla situazione in Spagna: “mi viene da piangere”. 

Il campione spagnolo di tennis ha detto che vive “con preoccupazione tristezza la situazione in Catalogna”. Aggiunge che “vedere la società in generale, non solo quella catalana, così radicalizzata, mi sorprende e allo stesso tempo mi causa disillusione”. “Mi viene da piangere – aggiunge Nadal – quando vedo il mio paese, dove abbiamo saputo convivere ed essere un buon esempio per il mondo, arrivare ad una situazione come quella di ieri…”. Secondo il tennista l’unico modo per uscirne è parlare, parlare fra le due parti. Diversi sportivi spagnoli e catalani stanno prendendo posizione dopo gli eventi di ieri. Ci sono state critiche al calciatore del Barcellona, Piqué, per aver difeso i votanti che sono andati ai seggi elettorali ieri, e per aver criticato l’azione della polizia.

02/10/17 – ore 12.20. La Commissione Europea cambia linea sulla situazione in Catalogna : “la violenza non può mai essere uno strumento politico”. Ribadisce che “il referendum era illegale”. La Commissione Europea ha ribadito la linea mantenuta nelle settimane scorse, e cioè che il voto del primo ottobre era illegale secondo la Costituzione spagnola. Tuttavia ha aggiunto “che questi sono tempi per l’unità e per la stabilità, non per la divisione e lo scontro”. “Chiediamo a tutti gli attori che si spostino dalla posizione di scontro a quella del dialogo – ha aggiunto. “La violenza non può mai essere uno strumento politico”.  

02/10/17 – ore 13. Il Presidente della Regione di Murcia, Fernando López Miras, parlando di quanto accaduto ieri in Catalogna ad EuropaPress ha affermato: “in uno Stato di Diritto, quando qualcuno viola l’ordine costituzionale, deve essere giudicato e condannato”. “Ieri – ha aggiunto – abbiamo assistito tutti allo spettacolo imbarazzante di un referendum illegale, che alla fine non si è realizzato”.

02/10/17 – ore 13.11. Il presidente Puigdemont chiede alla Guardia Civil e alla Policia Nacional di abbandonare la Catalogna. 

02/10/17 – ore 14.00 Secondo il dipartimento all’Istruzione della Catalogna, ammonta a 314.000 euro il totale dei danni causati nelle scuole catalane durante gli sgomberi effettuati dalle forze dell’ordine.

02/10/17 – ore 14.00 Martínez Maíllo, del Partido Popular: “non c’è stato nessun referendum e neanche una consulta, soltanto una gran farsa”. 

02/10/17 – ore 14.00 Viceministro agli Esteri del governo tedesco: “il separatismo non risolve nessun problema”. Michael Roth ha aggiunto che ritiene “preoccupanti” i fatti in corso in Catalogna. “Tutti i membri dell’Unione Europea dovrebbero aderire allo Stato di Diritto”, ha affermato, aggiungendo poi che i conflitti politici vanno risolti con il dialogo e non con la violenza.

02/10/17 – ore 14. La presidentessa della Comunidad de Madrid, Cristina Cifuentes (PP), nel Giorno della Polizia, ringrazia gli agenti per essere “gli angeli custodi dei nostri diritti”

02/10/17 – ore 14. Si tengono manifestazioni contro l’intervento delle forze dell’ordine di ieri in molti centri della Catalogna. In piazza studenti e non solo. In Via Laietana mobilitazioni contro la Polizia davanti alla Jefatura de la Policia Nacional

02/10/17 – ore 14.30 Podemos rifiuta una eventuale di dichiarazione di indipendenza catalana dopo la giornata dell’1 ottobre. “Non è stato un referendum legale, negoziato e con garanzie”. In queste ore Podemos sta chiedendo le dimissioni del governo Rajoy per la gestione della giornata di ieri, con le dure repressioni da parte delle forze dell’ordine.




I giornalisti della TV di Stato spagnola protestano per il modo in cui è stata coperta la giornata dell’1 ottobre in Catalogna. Chiedono le dimissioni della Direzione. Nella giornata di ieri, i principali canali news della TV di stato (TVE), hanno dato una copertura molto ridotta dei fatti, nonostante la gravità della situazione. Inoltre le cariche delle forze dell’ordine, che hanno causato oltre 800 feriti, venivano bollate come semplici “momenti di tensione”. Altre catene TV, come La Sexta, che hanno coperto l’evento per tutto il giorno, hanno d’altro canto avuto un boom di ascolti. (https://goo.gl/vR2SNC)

02/10/17 – ore 19.00 Il leader del PSOE Pedro Sanchez si riunisce con Rajoy e chiede di risolvere con urgenza la crisi, aprendo una via di dialogo con Puigdemont. Oggi Rajoy si è riunito con i partiti del “blocco costituzionalista” (che difende cioè l’azione di contrasto alla consulta illegale dell’1 ottobre ed alle sue conseguenze), in particolare PSOE e Ciudadanos. Esclusa dagli incontri Unidos Podemos. Dalla giornata di oggi è emersa la frattura interna al “blocco costituzionalista”, in particolare con il PSOE, che ieri ha mostrato le prime critiche importanti all’azione del Governo Rajoy nella gestione della crisi.

02/10/17 – ore 19.20. Domani in Catalogna sarà sciopero generaleConvocato inizialmente dagli anarco-sindacalisti della CGT, ha ricevuto numerose adesioni. UGT e CCOO, i sindacati maggioritari spagnoli, non aderiscono allo sciopero nonostante per tutta la giornata avessero mostrato appoggio alla mobilitazione. CCOO e UGT hanno comunque invitato a “fermare il paese”. RENFE, le ferrovie spagnole, hanno annunciato che 151 treni sono stati cancellati per via delle mobilitazioni sindacali di questi giorni in Catalogna.

02/10/17 – ore 19.30. Il Presidente del Governo italiano, Paolo Gentiloni appoggia il rispetto totale delle leggi, dello Stato di Diritto e della Costituzione spagnola. 

Gentiloni ha chiamato al dialogo il Governo di Spagna e quello della Catalogna, difendendo il rispetto delle leggi e della Costituzione spagnola, e auspicando “che ci sia un’opportunità di dialogo nei prossimi giorni”. Tutto questo lo ha detto nell’ambito del

XV Foro di Dialogo Italia-Spagna, davanti ad imprenditori italiani e spagnoli. “auspico che si eviti una spirale di violenza”, ha aggiunto il presidente del Governo italiano – “e che si torni al dialogo”. 

02/10/17 – ore 21.00 Insulti al calciatore del FC Barcelona Gerard Piqué durante l’allenamento della Selezione Spagnola di calcio, per aver appoggiato il diritto a decidere dei catalani. Fischi ed insulti durante l’allenamento della Selezione spagnola, di cui Piqué fa parte, contro il calciatore del Barcellona, che in questi giorni ha mostrato il suo appoggio al diritto a decidere del popolo catalano. Diversi tifosi hanno gridato dalle tribune “¡Piqué, cabrón, España es tu nación!” e “¡Piqué, cabrón, fuera de la selección!” e”¡No nos engañas, Cataluña es España!”.

martedì 3 ottobre 2017




03/10/17 – ore 8.00. Il 3 ottobre inizia in Catalogna all’insegna degli scioperi e dei blocchi stradali: i più colpiti saranno i trasporti. Oggi si svolgerà in Catalogna uno sciopero generale convocato dalla CGT, sindacato anarchico, e da altri sindacati di base. I sindacati più importanti della Spagna, UGT e CCOO, hanno invece invitato a un “paro del paìs” (blocco del paese), con azioni di diverso tipo, e non hanno aderito ufficialmente allo sciopero generale. I più colpiti saranno i trasporti, anche se verranno garantite fasce di servizio minimo del 25% nelle ore di punta (dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 17.00 alle 20.00). Blocco totale dei porti della Catalogna per lo sciopero dei portuali (estibadores).

03/10/17 – ore 8.40. Molte strade bloccate in tutta la Catalogna nel giorno dello sciopero generale. Almeno 24 diverse manifestazioni stanno bloccando la circolazione in varie strade ed autostrade della CatalognaAd esempio risultano bloccati vari tratti della autostrada AP-7 e della C-32, con code che in certi casi arrivano a dieci chilometri di lunghezza. Ci sono blocchi di strade un po’ in tutta la regione, in certi casi anche dovuti all’uso di trattori e veicoli che sbarrano il passaggio.

03/10/17 – ore 8.50. Decine di agenti della Polizia e Guardia Civil spagnola costrette a lasciare gli alberghi in cui erano alloggiati, in Catalogna. Succede ad esempio a Figueres (Girona), Pineda de Mar (Barcellona) e Calella (Barcelona), dove diversi agenti di Policía Nacional e Guardia Civil abbandoneranno gli hotel in cui dormivano dopo le proteste della popolazione locale e in certi casi anche per le proteste degli albergatori.

03/10/17 – ore 9.00 Secondo un articolo pubblicato su El Paìs, Il Ministero degli Interni spagnolo si sarebbe fidato fino all’ultimo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, nella giornata del primo ottobre. La mancata azione dei poliziotti catalani, i quali avevano l’ordine di sgomberare i seggi elettorali del referendum illegale, avrebbe messo in evidenza la mancanza di un “piano B” da parte del Governo Rajoy, che sarebbe quindi stato travolto dalla situazione. (https://goo.gl/ACzXpz)

03/10/17 – ore 9.00.Le navi-traghetto e da crociera in cui alloggiano oltre cinquemila agenti delle forze dell’ordine, nel Porto di Barcellona, resteranno ancora per una settimana. La decisione, presa dal Ministero degli Interni, è dovuta alla forte tensione che persiste dopo il referendum illegale dell’1 ottobre. Le tre navi erano arrivate a Barcellona a fine settembre. Si tratta di due navi da crociera della GNV (la compagnia italiana Grandi Navi Veloci), in particolare si tratta delle navi Rhapsody e Azzurra. La terza nave è di proprietà della Moby Lines, ed è la Moby Dada. Quest’ultima è stata al centro, negli ultimi giorni, dell’ilarità degli utenti di Twitter, per il fatto che sulle fiancate del traghetto si trovavano enormi disegni dei personaggi animati dei Looney Tunes, poi tappati con enormi teloni neri su richiesta della Warner Bros (ne abbiamo parlato qui).
Le navi resteranno a Barcellona almeno fino all’11 ottobre.
03/10/17 – ore 11.20. Riunione urgente del Ministero degli Interni spagnolo per studiare misure di fronte ai casi di espulsione di agenti della Polizia e Guardia Civil dagli hotel dove erano alloggiati, in Catalogna. Una situazione che preoccupa molto il Governo spagnolo.
03/10/17 – ore 12.40. Migliaia di manifestanti riempiono via Laietana, a Barcellona, ed arrivano in corteo davanti al commissariato della Polizia. Dalle 11 migliaia di manifestanti protestano contro la repressione davanti al commissariato della Policía Nacional in Via Laietana. Un grosso corteo sta raggiungendo il presidio, andato avanti anche per tutta la giornata di ieri. Si vedono bandiere catalane e si ascoltano slogan contro quelle che vengono definite “le forze di occupazione” e al grido di “non ho paura” 
03/10/17 – ore 13.00 Catalogna paralizzata da blocchi stradali, a Barcellona grandi cortei in piazza.  

03/10/17 – ore 14. Enorme manifestazione indipendentista per le vie di Barcellona, a due giorni dal voto dell’1 ottobre e dai gravi scontri. Molte strade in Catalogna sono bloccate da barricate, picchetti e cortei di trattori. A Barcellona il corteo è molto grande, con tante bandiere indipendentiste catalane, le “esteladas”. Si moltiplicano intanto i casi di agenti della Polizia e della Guardia Civil assediati dai manifestanti ed “inseguiti”. Una situazione che preoccupa fortemente le autorità dello Stato spagnolo

03/10/17 – ore 14.08.Manifestazione in appoggio alla Polizia davanti il commissariato di Moratalaz, a Madrid. Almeno 400 persone manifestano davanti alla grossa caserma, sede delle Unidades de Intervención Policial (UIP). Applausi agli agenti che escono ed entrano nella caserma e sventolìio di bandiere spagnole al grido di “Trapero a prisión”. (Trapero è il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana)

03/10/17 – ore 14.10. Grande manifestazione per l’indipendenza anche a Girona  

“...quando i Mossos d’Esquadra manganellavano i manifestanti“. Articoli di giornale e servizi televisivi in Spagna ricordano come i Mossos d’Esquadra, la Polizia catalana che l’1 ottobre non ha agito per sgomberare i servizi ricevendo così omaggi e gratitudine da parte degli indipendentisti, siano stati responsabili negli anni scorsi di atti di violenza durante le proteste di piazza. I fatti più famosi, nel 2011 e nel 2012, durante le manifestazioni del movimento 15M. (https://goo.gl/Giq1cg)

03/10/17 -ore 15.30. Il Partido Popular non applicherà l’articolo 155 della Costituzione, che sospende l’Autonomia della Catalogna, senza l’appoggio dei Socialisti. Lo ha fatto sapere il portavoce del PP nel Parlamento spagnolo, Rafael Hernando. In queste ore il partito politico Ciudadanos sta chiedendo di applicare questo articolo, mai applicato nella storia democratica spagnola, per sospendere i poteri della Comunità Autonoma.

03/10/17 – ore 15.48. Unidos Podemos offre al PSOE di votare una mozione di censura per far cadere il governo Rajoy ed arrivare a nuove elezioni. La portavoce del gruppo Unidos Podemos-En Comú-En Marea, Irene Montero, ha offerto l’appoggio incondizionale dei suoi 67 deputati per una mozione di censura guidata dal segretario generale del PSOE, Pedro Sánchez. Montero ha affermato che “la priorità è cacciar via il PP” ed ha aperto alla possibilità di un governo tecnico, anche senza Unidos Podemos, il cui obiettivo sia arrivare a nuove elezioni anticipate.

03/10/17 – ore 17.00Lo sciopero generale di oggi in Catalogna ha riempito le strade della regione. Decine di migliaia in corteo a Barcellona e altri centri della Comunità Autonoma contro l’azione della Polizia Nazionale e Guardia Civil l’1 ottobre scorso. 

03/10/17 -ore 18.00. Il Ministero dell’Economia spagnolo effettuerà le trattenute sulle buste paga dei dipendenti pubblici che hanno preso parte allo sciopero di oggi in Catalogna. Il Governo catalano aveva fatto sapere che non avrebbe effettuato le trattenute perché quello di oggi non sarebbe uno sciopero ma un “blocco del paese”. Tuttavia, il Governo spagnolo ha preso il controllo dei pagamenti della Comunità Autonoma già da metà settembre, commissariando di fatto la regione, e potrà quindi effettuare le trattenute come avviene regolarmente per legge in caso di sciopero. (https://goo.gl/mCRMhm)

03-10-17 ore 18. Il salone Erotico di Barcellona offre ingresso gratis a Mossos d’Esquadra e Bomberos. L’ingresso omaggio viene offerto per “ringraziare i Mossos e i pompieri per come hanno agito nella giornata del primo ottobre, proteggendo la popolazione”.

Una donna ferita durante gli scontri in Catalogna, che in un primo momento aveva dichiarato di avere le dita rotte a causa dei colpi della Polizia, ha ammesso di non esser stata ferita così gravemente. L’esagerazione da parte di questa donna sta portando in queste ore, giornali ed anche figure politiche (specie del PP) a sminuire gli effetti degli sgomberi violenti dell’1 ottobre. In sostanza, secondo questa tesi il numeo dei feriti sarebbe stato pompato ad arte dal Governo catalana. Le immagini ed i video di quella giornata mostrano però un’altra verità. (https://goo.gl/dp7fZb)

03/10/17 ore 18.10. Nuova ondata di manifestazioni a Barcellona dopo le grandi mobilitazioni di stamattina, convocate dagli studenti. In serata la Guardia Urbana di Barcellona parla di 700.000 persone in piazza

03/10/17 ore 18.39. Il Re di Spagna parlerà alla nazione alle 21 di oggi.

03/10/17 ore 20.30.La consigliera catalana al Lavoro, Dolors Bassa, ha affermato che lo sciopero di oggi è stato il più importante della storia recente della Catalogna. Con più di 1 milione di lavoratori in sciopero, sarebbe lo sciopero più partecipato degli ultimi decenni, superando anche quello del 1988, secondo le cifre fornite dal Governo catalano.

03/10/17  ore 21.07. Il Re di Spagna Felipe VI, in un discorso alla nazione trasmesso dalle TV spagnole, pronuncia parole molto dure verso le autorità catalane indipendentiste e sottolinea l’importanza del rispetto dello Stato di Diritto e della Costituzione spagnola. Ha anche invitato alla serenità ed alla concordia, ricordando che la Spagna si trova ormai da decenni in una situazione di democrazia consolidata. “Saldremos de esta”, conclude il Re invitando alla serenità ed alla speranza. Ma il discorso, della durata di soli 4 minuti, non fa il minimo accenno né alle violenze dell’1 ottobre, né alle centinaia di migliaia di persone in piazza oggi, né alla possibilità di un negoziato. 

03/10/2017 ore 21.30. Le reazioni al discorso del Re: PP, PSOE e Ciudadanos appoggiano il discorso di Felipe VI, mentre Podemos e la Sinistra lanciano dure parole. Molto deluso il PNV. La sindaca di Barcellona Ada Colau, durissima. I partiti PP, PSOE e Ciudadanos hanno appoggiato il duro discorso del Re verso gli indipendentisti. Particolarmente soddisfatto il PP. Molto critica invece la sinistra. Secondo Podemos, “il Re si schiera con il PP però non si impegna né per la Spagna, né per la democrazia”. Ed aggiunge che “il Re ha perso l’opportunità di essere parte della soluzione, dirigendosi soltanto ad una parte degli spagnoli”. Izquierda Unida torna sul suo vecchio cavallo di battaglia: l’abrogazione della Monarchia ed il passaggio ad una Repubblica. Il suo leader Alberto Garzòn critica la durezza del discorso, la mancanza di riferimenti ai feriti dell’1 ottobre e l’assenza di una chiamata al dialogo: “alimenta lo scontro ed allontana una soluzione pacifica” dice.  Scontenta anche una parte dei Socialisti, specialmente i Socialisti catalani, che avrebbero voluto un discorso che chiamasse al dialogo. Grande delusione anche da parte del PNV, il Partito Nazionalista Basco: il presidente del Governo basco, Urkullu, si dice “fortemente deluso e preoccupato”. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, scrive invece su Twitter: “Nessuna soluzione. Nessun riferimento ai feriti. Nessun appello al dialogo. Discorso irresponsabile e non degno di un capo di stato”.

3 ottobre 2017 ore 23L’impresa di biotecnologie Oryzon annuncia il trasferimento della sede da Barcellona a Madrid. 




mercoledì 4 ottobre 2017

 

ore 9.15.Il Tribunale spagnolo dell’Audiencia Nacional pone sotto indagine il capo dei Mossos d’Esquadra, Josep Lluís Trapero, con l’accusa di sedizione per i fatti del 20 e 21 settembre in Catalogna.

ore 9.30. Giornali, Tv e radio spagnole iniziano la mattinata parlando del discorso del Re alla nazione, andato in onda ieri sera alle 21. L’editoriale de El Paìs titola “Firmeza democratica”, ed appoggia il discorso del Re affermando che “rispetta il mandato costituzionale, di difendere l’unità della Spagna”. Anche El Mundo si schiera con il Re, con un editoriale in prima pagina che si intitola: “Ascoltate il Re: restaurate la legge in Catalogna”. Più critici i giornali online della sinistra, come Publico e eldiario.es, che sottolineano la mancanza di un appello al dialogo nelle parole del Monarca.

Qui sotto la GALLERY con le prime pagine dei giornali spagnoli di oggi, 4 ottobre 2017.

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4 ottobre 2017 ore 10.00. Un totale di 153 automobili parcheggiate vengono trovate stamattina con i pneumatici squarciati in diversi comuni della provincia di Girona. La notizia è stata confermata dai Mossos d’esquadra. Il comune più colpito è Verges, dove i veicoli danneggiati sono 120. Qui la giunta municipale è indipendentista, governata dal partito anticapitalista e secessionista CUP.

4 ottobre 2017 – ore 10.15. Il Ministero degli Interni spagnolo costretto a trasferire mezzi e uomini delle forze dell’ordine dalla Catalogna ad altre zone di Spagna, per via dell’approssimarsi della Festa Nazionale di Spagna (12 ottobre) e della partita della nazionale spagnola che si terrà il 6 ottobre ad Alicante. In occasione dell’1 ottobre erano stati inviati in Catalogna circa cinquemila uomini delle forze dell’ordine, in aggiunta ai circa seimila già presenti sul territorio.




ore 11 del 4 ottobre 2017. La Borsa spagnola in rosso, trascinata in basso dalle perdite delle banche catalane CaixaBank e Sabadell.  Le banche catalane perdono più del 4% per il timore che la situazione precipiti. L’Ibex 35 perde più del 2% alle 11 della mattina e mette in pericolo i 10.000 punti. Intanto, forte crescita in Borsa per l’impresa di biotecnologie Oryzon, che ieri ha annunciato il trasferimento della sede da Barcellona a Madrid. Iniziano ad esserci segnali di preoccupazione in altre imprese catalane, che potrebbero lasciare la regione.

ore 11.15 del 4 ottobre 2017. Puigdemont parlerà alla Catalogna alle 21. In un’intervista alla BBC ribadice: “dichiareremo l’indipendenza nei prossimi giorni”.

ore 11.45 del 4 ottobre 2017. Junts Pel Sí e Cup, i partiti che formano la maggioranza indipendentista del Governo catalano, hanno chiesto la convocazione del Parlamento per il prossimo lunedì 9 ottobre. In quella data, molto probabilmente verrebbe dichiarata in maniera unilaterale l’indipendenza della Catalogna. Un salto nel buio dei partiti indipendentisti verso uno scenario inedito e di totale scontro con lo Stato spagnolo.

ore 14.30 – 4 ottobre 2017.Il partito indipendentista CUP, che forma parte del Governo catalano, annuncia: la seduta del Parlamento del lunedì 9 ottobre servirà a dichiarare l’indipendenza. Non esiste però ancora una dichiarazione ufficiale del Governo. Il presidente del Governo catalano Puigdemont parlerà oggi alle 21 in televisione, in un discorso molto atteso, a 24 ore da quello del Re. (https://goo.gl/9oycDB)

ore 18 del 4 ottobre 2017. La Borsa spagnola chiude con la peggior caduta dal referendum sul Brexit. L’Ibex 35 è tornato a perdere anche oggi per via della grave crisi catalana. La perdita di oggi è del 2,85%, la peggiore dal 24 giugno 2016, giorno del referendum per il Brexit.

ore 21 del 4 ottobre 2017. Il Presidente del Governo catalano Puigdemont dirige un messaggio istituzionale ai catalani 24 ore dopo quello del Re. “Non possiamo condividere il messaggio del Re”, ha affermato Puigdemont, che ha accusato il Monarca di aver “ignorato nel suo discorso milioni di catalani che non la pensano come lui e le vittime delle repressioni delle forze dell’ordine dell’1 ottobre” e di aver “deluso molta gente in Catalogna, che lo stimava e che si aspettava un messaggio di dialogo e concordia”. Il discorso del Re, secondo Puigdemont, “prepara la strada ad ulteriore repressione”. Puigdemont ha invitato alla mediazione, affermando però di non aver avuto risposte dal Governo. Il Governo catalano prosegue con il suo piano di dichiarare unilateralmente l’indipendenza nei prossimi giorni: “è sempre più vicino il nostro sogno storico”. 

ore 21.30 del 4 ottobre 2017. Le reazioni al discorso di Puigdemont. La vicepresidente del Governo spagnolo, Soraya Sáenz de Santamaría, ha affermato che Puigdemont “vive fuori dalla realtà” e sta fratturando la società catalana. La Moncloa fa sapere invece che il capo del Governo catalano “ha perso un’altra opportunità per tirare il freno”. Il PSOE continua invece a chiedere a Puigdemont che rinunci alla Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza, abbandonando il terreno dell’illegalità, per aprire una tappa di dialogo e negoziati.

Le posizioni nel fronte indipendentista: c’è anche chi chiede a Puigdemont di fare un passo indietro. Settori di ERC, Esquerra Republicana, ed anche alcuni esponenti di Junts pel Sì, stanno chiedendo a Puigdemont che freni la corsa contro il tempo verso la dichiarazione in indipendenza e punti invece a elezioni anticipate, per rimettere lo scontro separatista in un alveo di legalità.

ore 21.30 del 4 ottobre 2017. Durante il discorso in televisione del Presidente catalano, a Barcellona ci sono state “caceroladas” contro l’indipendenza.

ore 23 del 4 ottobre 2017. Il Governo spagnolo chiude la porta alla proposta di un tavolo di negoziati proposto oggi da Pablo Iglesias, leader di Podemos. Rajoy ha risposto alla offerta di Iglesias affermando che prima di qualsiasi negoziato, Puigdemont deve rinunciare alla dichiarazione di indipendenza.

giovedì 5 ottobre 2017




Diversi giornali finanziari, anche stranieri (come il Financial Times), sottolineano la crescente preoccupazione di banche e grandi imprese con sede in Catalogna, per la possibile imminente dichiarazione di indipendenza. CaixaBank e Sabadell, le principali banche catalane, potrebbero cambiare sede a momenti. Anche grandi imprese stanno valutando come comportarsi. Aggiornamento del pomeriggio: Banco Sabadell ha deciso di spostare la sede sociale ad Alicante. (scorri in basso per le ultime news) (https://goo.gl/LUVH7k)

Grande esercitazione delle forze dell’ordine ieri a Barcellona: 800 agenti mobilitati. Poche ore dopo la visita del Ministro degli Interni Zoido, avvenuta ieri mattina, centinaia di agenti della Guardia Civil alloggiati in una delle navi che si trovano ormeggiate nel Porto di Barcellona, sono stati mobilitati per le vie di Barcellona. L’ordine di uscire dalle navi, dato senza spiegazioni, aveva fatto pensare in un primo momento ad una nuova vasta operazione di polizia. Si trattava però soltanto di una esercitazione per verificare evidentemente la tempestività della risposta. Gli agenti alloggiati nelle navi, diverse migliaia, si stanno lamentando in questi giorni per le condizioni in cui dormono e per la qualità del soggiorno. Pasti sempre uguali, bagni rotti e poca luce nelle cabine sarebbero solo alcuni dei motivi del malcontento. (https://goo.gl/257Wy7)

Ieri sera a Saragozza, grande manifestazione in piazza in appoggio all’unità di Spagna [VIDEO]. Gli slogan intonati durante la manifestazione, con migliaia di persone e tante bandiere spagnole, sono quelli già ripetuti tante volte nelle mobilitazioni “pro-Spagna” tenutesi nei giorni scorsi. Si va dai cori “soy español, español, español” a ” España unida jamás será vencida”. 

ore 15.12 del 5 ottobre 2017. Il Tribunale Costituzionale sospende la riunione plenaria del Parlamento catalano fissata per lunedì 9 ottobre. In quella occasione, secondo il presidente del governo catalano Puigdemont, si sarebbe dovuta tenere la dichiarazione di indipendenza della Catalogna.

ore 16.10 del 5 ottobre 2017Il capitano del F.C. Barcelona, Andres Iniesta lancia un invito al dialogo via Twitter “prima che ci facciamo più danno”. In questi giorni le tensioni indipendentiste stanno toccando anche il calcio, dopo le dichiarazioni del calciatore Piqué a favore del referendum dell’1 ottobre, e contestato pochi giorni fa durante un allenamento della Nazionale, di cui fa parte.

ore 16.00 del 5 ottobre 2017. La società di assicurazioni Catalana Occidente, con oltre 6500 impiegati, ha inviato una lettera ai suoi dipendenti per rassicurarli del fatto che verranno preservati gli interessi dei clienti e dei lavoratori. In questi giorni molte imprese con sede in Catalogna stanno ragionando sui passi da seguire in questo quadro di grande tensione.

ore 17.00 del 5 ottobre 2017. Il settimanale britannico The Economist: “non è ancora troppo tardi”. Chiede a Rajoy di sedersi con Puigdemont per negoziare un accordo, che includa come opzione un referendum sull’indipendenza.

ore 17.59 del 5 ottobre 2017.Il consiglio di amministrazione del Banco Sabadell, uno dei principali istituti di credito spagnolo, ha deciso oggi pomeriggio di trasferire la sede sociale da Sabadell (Catalogna) ad Alicante (Comunità Valenciana) di fronte alla possibilità che nei prossimi giorni il Parlamento di Catalogna faccia una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il cambio di sede permetterebbe all’entità di restare sotto l’ombrello della BCE assicurandosi così la connessione al sistema euro. Inoltre il pagamento delle imposte avverrebbe nella città in cui si trova la nuova sede della banca.

Pablo Iglesias (Podemos) è stato intervistato questa mattina da Radio 1 RAI, la radio statale italiana, ed ha riaffermato la posizione del partito viola: “quando un Governo ricorre alla violenza, dimostra di aver perso l’egemonia e mostra debolezza”. Qui sotto l’intervista, nella quale Pablo Iglesias parla in italiano

La Asociación Unificada de Guardias Civiles (AUGC) ha chiesto al Ministero degli Interni che agevoli la “pasarela” per aiutare i Mossos d’Esquadra che vogliano incorporarsi nella Polizia Nacional a cambiare corpo di polizia senza complicazioni, di fronte alla situazione creatasi nelle ultime settimane in Catalogna.

“Una chiamata al dialogo”. Il giornale eldiario.es pubblica gli appelli di personalità della cultura e dello spettacolo affinché si esca dalla crisi con il dialogo. (qui il link)

ore 19.00 del 5 ottobre 2017. La Real Academia Española (RAE) manifesta il suo appoggio alla Costituzione del 1978 e chiede che il Governo difenda democrazia e libertà dei cittadini, di fronte al tentativo secessionista che minaccia l’integrità dello Stato”.

 

venerdì 6 ottobre 2017

6 ottobre 2017. La fuga delle banche catalane inizia ad incrinare la compattezza del fronte indipendentista. Il cambio di sede sociale del Banco Sabadell, avvenuta ieri, e la possibilità che anche CaixaBank cambi sede, sta incrinando la compattezza del fronte indipendentista. Nonostante il Governo catalano continui a diffondere ottimismo sull’economia della Catalogna, la fuga delle maggiori entità bancarie catalane preoccupa e potrebbe avere importanti ripercussioni sulle decisioni degli indipendentisti. Il Governo spagnolo, consapevole di questo, sta per approvare un decreto che facilita il cambio di sede sociale alle imprese spagnole.  (https://goo.gl/3QsN5Y)




ore 10 del 6 ottobre 2017. Una parte del partito di Puigdemont vuole frenare la dichiarazione di indipendenza. Aumentano i segni di incertezza nelle fila indipendentista, rispetto alla dichiarazione unilaterale di indipendenza. Membri del partito di Puigdemont, il PDeCAT, frenano e chiedono che si avvii un dialogo ed un negoziato con il Governo Rajoy.

ore 10.50 del 6 ottobre 2017. La Svizzera potrebbe essere il mediatore internazionale che medierà fra Governo spagnolo e catalano: è quanto informa la RTS, la TV di Stato svizzera.

ore 11 del 6 ottobre 2017. Il PP continua sulla sua linea di non dialogo con Puigdemont: “non si può dialogare con chi commette un reato”.

ore 11.00 del 6 ottobre 2017.Il capo dei Mossos d’Esquadra Trapero inizia a dichiarare presso il tribunale Audiencia Nacional: è accusato di sedizione. L’accusa non è relativa ai fatti dell’1 ottobre ma a quelli del 20 settembre, quando la Polizia catalana non avrebbe bloccato una manifestazione contro la Guardia Civil spagnola. Quello fu il giorno in cui vennero arrestati alcune alte cariche del Governo catalano, come raccontato qui su El Itagnol. 

Stasera ad Alicante scenderà in campo la nazionale spagnola di calcio, contro l’Albania, nel quadro delle qualificazioni ai Mondiali 2018. In campo anche il calciatore Piqué, che fa parte del FC Barcelona, al centro negli ultimi giorni di numerose contestazioni da parte dei tifosi per aver appoggiato la consulta dell’1 ottobre scorso in Catalogna. Lo scorso 2 ottobre Piqué era stato contestato duramente da centinaia di tifosi durante un allenamento.

Non solo le banche: anche importanti imprese iniziano a cambiare sede sociale spostandola fuori dalla Catalogna. Vuole “andarsene” anche la produttrice del vino spumante Cava, molto popolare in Spagna.  L’ultima in ordine di tempo a manifestare l’intenzione di cambiar sede è la Freixenet, produttrice del vino spumante Cava. Stanno cambiando sede sociale anche banche ed altre grandi imprese: questa mattina ha cambiato sede sociale, da Barcellona a Madrid, la Dogi International Fabrics, attiva nel campo tessile. Il cambio di sede sociale non cambia nulla per i lavoratori, che continuano a recarsi negli stessi uffici e stabilimenti, e neanche per la produzione. L’unico cambiamento riguarda il pagamento delle tasse (che avviene nel posto in cui è attiva la sede sociale), Se la Catalogna si staccasse dalla Spagna, queste imprese garantirebbero quindi la loro presenza in Spagna.

ore 15 del 6 ottobre 2017. L’FMI avverte che il prolungarsi delle tensioni per via della  crisi politica catalana potrebbe avere conseguenze sull’economia spagnola ed anche su quella globale.

ore 15.40 del 6 ottobre 2017.Il Consiglio dei Ministri spagnolo approva un decreto che permette alle imprese di cambiare la sede sociale rapidamente. La misura arriva in un momento in cui banche ed imprese con sede sociale in Catalogna stanno cambiando sede sociale per evitare problemi nel caso in cui si concretizzasse la secessione della regione. Il decreto facilita questo spostamento.

In una intervista al Financial Times, l’ex presidente del governo catalano Artur Mas, sotto processo per aver organizzato il referendum (anche allora incostituzionale) del 9 novembre 2014, ha ammesso che “la Catalogna non è ancora pronta per l’indipendenza”. Nonostante i grandi passi avanti fatti, secondo Mas, la Catalogna non ha ancora il controllo delle frontiere, delle tasse e del sistema giudiziario. Si tratta di dichiarazioni che cadono come macigni sul percorso del Governo catalano di Puigdemont, intenzionato fino a ieri a dichiarare l’indipendenza già questo lunedì.

ore 19.10 del 6 ottobre 2017.Caixabank approva il trasferimento della sede sociale a Valencia. Il primo istituto bancario catalano, il terzo in Spagna, ha deciso di spostare la sua sede sociale da Barcellona a Valencia per cautelarsi di fronte ad una possibile dichiarazione di indipendenza. Oggi il governo spagnolo aveva approvato un decreto che facilita il cambiamento di sede sociale da parte delle imprese.

ore 19.30 del 6 ottobre 2017. Anche Gas Natural Fenosa, importante impresa spagnola del settore energetico con sede sociale a Barcellona, ed il gruppo finanziario Gaesco approvano il cambiamento di sede a Madrid. Fra ieri e oggi, sono davvero tante le imprese con sede sociale in Catalogna che si sono spostate in altre Comunità Autonome della Spagna. 

Il Re di Spagna e il presidente del Governo spagnolo Mariano Rajoy mantengono la propria agenda libera per tutta la prossima settimana, fatta eccezione per il 12 ottobre, Festa Nazionale di Spagna.

La nazionale spagnola di calcio si qualifica ai Mondiali 2018 dopo aver vinto 3-0 contro l’Albania, in un match tenutosi ad Alicante. C’era preoccupazione nei giorni precedenti alla partita per il clima di tensione legato al secessionismo catalano, che è arrivato a toccare anche la squadra per via delle dichiarazioni di Piqué, favorevole alla consulta dell’1 ottobre, poi contestato da centinaia di tifosi. Un dato curioso della partita: a scendere in campo nella squadra albanese anche un giocatore catalano, fervente indipendentista.

sabato 7 ottobre 2017




A quasi una settimana dall’1 ottobre, la notizia più battuta dai giornali spagnoli è quella della fuga delle imprese catalane dalla regione. In molte stanno cambiando sede sociale: il ché non comporta cambiamenti per i lavoratori, ma solo sul fronte fiscale. Nel caso di indipendenza della Catalogna, le imprese – che hanno spostato la sede sociale dalla Catalogna ad altre regioni spagnole – continueranno a trovarsi fiscalmente in Spagna. Il che gli garantisce la continuità del collegamento con il sistema euro. 

I sindacati della Polizia Nazionale spagnola vogliono che la sindaca di Barcellona venga dichiarata persona “non grata” nella città di Saragozza. La sindaca sarà presente nella città per la festa del 12 ottobre, festa nazionale in Spagna, ma i sindacati della Policia Nacional non hanno reagito bene alle accuse che lei aveva rivolto al corpo di polizia dopo i fatti violenti dell’1 ottobre. La sindaca aveva parlato fra le altre cose di “aggressioni sessuali” da parte di alcuni agenti. Di fronte a questa situazione tesa, anche il Partido Popular ha invitato alla calma.

7 ottobre 2017Anche la Fondazione Bancaria “la Caixa” cambia sede sociale, dalla Catalogna a Palma de Maiorca. 

7 ottobre 2017 ore 13.00. Giornata di manifestazioni in piazza in tutta la Spagna. La piattaforma “Hablemos/Parlem” organizza manifestazioni a favore del dialogo a Madrid e Barcellona ed in altre città spagnole: è il popolo delle magliette bianche. A Madrid si concentrano migliaia di persone in plaza de Cibeles, mentre a Barcellona una grande manifestazione riempie plaza de Sant Jaume e le vie limitrofe. La parola d’ordine di queste manifestazioni, in cui domina il colore bianco, è il dialogo.  (QUI L’ARTICOLO DE “EL ITAGNOL” sulle manifestazioni: https://goo.gl/h5oSML)   




ore 13.30 del 7 ottobre 2017. A Madrid grande manifestazione in Plaza Colòn con decine di migliaia di persone in piazza per l’unità della Spagna. La grande manifestazione, a cui hanno partecipato – secondo la Polizia – cinquantamila persone, è stata convocata dalla Fondazione Denaes, che difende l’unità della Spagna. La manifestazione difendeva l’unità del paese e la Costituzione, ed il rispetto dello Stato di diritto. Aderivano alla protesta anche diverse realtà della destra spagnola, dal PP al gruppo ultra-cattolico Hazte Oir, fino al Foro de Guardias Civiles. Fra gli slogan: “Viva España”, “Puigdemont a prisión” “No somos fachas, somos españoles”, “Con golpistas no se dialoga”. (qui sotto: la home page del giornale El Mundo alle 13.20 del 7 ottobre 2017)

qui sotto, la home page de El Paìs, il 7 ottobre 2017 alle 13.30.

ore 15 del 7 ottobre 2017. Anche la grande compagnia Aguas de Barcelona (Agbar), del gruppo Suez, sceglie di spostare il domicilio sociale fuori dalla Catalogna, spostandolo a Madrid. La cascata di trasferimenti delle imprese con sede fiscale in Catalogna si sta facendo sempre più importante.

ore 16 del 7 ottobre 2017. La TV di stato spagnola, TVE, dà priorità nei sui telegiornali alla manifestazione per l’unità della Spagna tenutasi oggi in plaza de Colòn, e mette in secondo piano le mobilitazioni per il dialogo che ci sono state in molte città spagnole (fra cui Madrid e Barcellona) dietro la parola d’ordine “hablemos, parlem” (“parliamo”).

ore 17 del 7 ottobre 2017. Il leader del PSOE, Pedro Sanchez: “il Partito Socialista rivendicherà sempre il dialogo ed il patto per la soluzione dei problemi”. Sanchez ha appoggiato le manifestazioni delle “magliette bianche” che ci sono state oggi in tutta la Spagna.

domenica 8 ottobre 2017

 

8 ottobre 2017. Mariano Rajoy intervistato dal quotidiano El Paìs: “impediremo che si dichiari l’indipendenza, e quindi posso dire che la secessione non avverrà”. L’intervista completa qui.

8 ottobre 2017 ore 12.00. Ad una settimana esatta dai drammatici eventi del primo ottobre, giorno del referendum illegale e degli sgomberi forzati dei seggi elettorali, scendono in piazza a Barcellona i contrari all’indipendenza. Una grande manifestazione con decine di migliaia di persone parte alle 12 da plaza Urquinaona dietro lo striscione “Recuperem el seny” (tradotto sarebbe “recuperiamo il senno, o la sensatezza”. Il corteo si snoderà su Via Laietana e terminerà presso la Estación de Francia. Alla fine del corteo parleranno da un palco lo scrittore Mario Vargas Llosa e l’ex presidente del Parlamento europeo Josep Borrell. La manifestazione è stata convocata da Societat Civil Catalana (SCC). Presenti anche molti manifestanti arrivati da tutta la Spagna con decine di pullman. Dal fronte politico hanno aderito il PP e Ciudadanos. Il PSC, Partito Socialista Catalano, non sarà presente alla concentrazione. Qui sotto il manifesto di convocazione della manifestazione. 




8 ottobre 2017 ore 13.00 Centinaia di migliaia di persone alla manifestazione contro l’indipendentismo e per l’unità della Spagna, a Barcellona. Le prime pagine dei giornali online fra le 13 e le 15.

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8 ottobre 2017, ore 15Lo scrittore Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la Letteratura, è intervenuto nell’atto di chiusura della grande manifestazione per l’unità di Spagna che si è tenuta oggi a Barcellona. “La passione può essere distruttiva quando è mossa dal fanatismo e dal razzismo” ha affermato il Nobel Vargas Llosa, che ha aggiunto: “la peggiore di tutte le passioni, è quella nazionalista”. E ancora: “ci vuole molto più di una congiura golpista di Puigdemont, Junqueras e Forcadell per distruggere quello che ha unito Spagna e Catalogna per 500 anni”. Vargas Llosa ha anche ricordato che i nazionalismi hanno riempito di sangue e cadaveri l’Europa, nel secolo scorso, ed ha denunciato: “voglio trasformare la Catalogna in un paese del terzo mondo”, facendo accenno alla fuga di imprese di questi ultimi giorni.

Pomeriggio dell’8 ottobre 2017. Tante le scene di solidarietà ed omaggio alla Policia Nacional spagnola da parte dei manifestanti della marcia per l’unità di Spagna, oggi a Barcellona. Con questo tweet la Polizia spagnola ha mostrato alcune immagini di questi momenti.

pomeriggio dell’8 ottobre 2017. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione per l’unità di Spagna organizzata da Societat Civil Catalana, avrebbero partecipato quasi 1 milione di persone (930.000 – 950.000 manifestanti). La Guardia Urbana di Barcellona ha invece diffuso una cifra di 350.000 manifestanti. La grande manifestazione di oggi a Barcellona, per l’unità della Spagna, ha visto la presenza di molti esponenti del Partido Popular e di Ciudadanos. Gli slogan più ripetuti erano “yo soy español” e “Puigdemont a prisión”. Tantissime le bandiere spagnole.

Pomeriggio dell’8 ottobre 2017. Scene dalla manifestazione pro-Spagna di Barcellona. Alcuni manifestanti gridano “non siamo fascisti, siamo spagnoli”

 

lunedì 9 ottobre 2017

9 ottobre 2017. La Asamblea Nacional Catalana (ANC) ha chiesto al Governo catalano di dichiarare l’indipendenza nella riunione del Parlamento che si terrà domani, martedì 10 ottobre. “Martedì 10 ottobre – ha detto il presidente della ANC, Jordi Sanchez, – che venga dichiarata l’indipendenza”. La ANC è una organizzazione catalana che ha come fine il conseguimento della secessione.

9 ottobre 2017. L’ex presidente del governo spagnolo, il socialista Felipe Gonzalez, ha detto che non agire subito nella crisi catalana farà sì che la situazione peggiori, e sia “meno reversibile e meno governabile”. L’ex presidente rispondeva a una intervista nella quale gli era stato chiesto se era conveniente o meno applicare l’articolo 155 della Costituzione, che sospenderebbe la Comunità Autonoma della Catalogna.

9 ottobre 2017. Il vice-segretario del settore comunicazione del PP, Pablo Casado, compara il futuro di Puigdemont a quello di Lluis Companys, presidente della Catalogna che dichiarò l’indipendenza dalla Spagna nel 1934 e che venne arrestato dal Governo della II Repubblica. Il politico del Partido Popular ha aggiunto – su richiesta dei giornalisti piuttosto sorpresi da questa comparazione storica – che si riferiva solo al periodo in cui Companys rimase in prigione. Lluis Companys venne infatti fucilato dal regime franchista, nel 1940; peraltro il 15 ottobre, quindi in una data di cui ricorrerà fra poco l’anniversario. Casado ha aggiunto che non è prevista nessuna negoziazione con gli indipendentisti, mostrando una posizione più dura del PP dopo la grande manifestazione di ieri a Barcellona, a favore dell’unità di Spagna. Il Partido Popular ha mostrato oggi una linea particolarmente dura verso gli indipendentisti, in vista della seduta di domani in cui Puigdemont potrebbe proclamare l’indipendenza. “Puigdemont rischia fino a 25 anni di carcere”, è stata una delle tante minacce inviate oggi dal PP al fronte secessionista catalano.

ore 15 del 9 ottobre 2017. Sul Financial Times, il direttore di Eurointelligent, Wolfgang Münchau, avvisa che un ‘Catalexit’ causerebbe uno ‘shock’ maggiore del peggiore dei Brexits.

ore 17 del 9 ottobre 2017.La ANC, Assemblea Nacional Catalana, convoca per domani alle 18 una grande manifestazione davanti al Parlamento catalano. La manifestazione coinciderà con l’inizio della seduta parlamentaria in cui Puigdemont potrebbe dichiarare l’indipendenza della Catalogna. 

ore 17 del 9 ottobre 2017. Il partito anti capitalista CUP, che forma il governo indipendentista catalano, torna a ripetere che domani si deve dichiarare l’indipendenza, e che non sarebbe corretto rinviare la proclamazione.

ore 19.30 del 9 ottobre 2017. Il sindaco di Barcellona, Ada Colau chiede a Puigdemont di non dichiarare l’indipendenza e si offre come mediatrice. “Non bisogna precipitarsi, non possiamo mettere in pericolo né la coesione sociale né le istituzioni catalane”, ha affermato la Colau a 24 ore dalla seduta del Parlamento catalano in cui potrebbe essere dichiarata l’indipendenza.

ore 20 del 9 ottobre 2017.Il segretario generale del PSOE, Pedro Sanchez, chiede al presidente del governo catalano Carles Puigdemont di scartare la dichiarazione unilaterale di indipendenza e convocare elezioni autonomiche anticipate “se veramente vuole bene alla Catalogna”. Il segretario del Partito Socialista Catalano, Miquel Iceta, ha invece espresso il desiderio che la Generalitat catalana non perda competenze a fronte di una dichiarazione di indipendenza: “spero di non dover tornare a difendere ‘Llibertat, Amnistia i Estatut d’Autonomia’”, ha affermato Iceta, riferendosi al fatto che non vuole tornare a chiedere il ripristino dell’autonomia catalana come accaduto nel 1977, nel caso in cui la situazione di gravità portasse il Governo Rajoy a sospenderla.

ore 20 del 9 ottobre 2017. Alta tensione e scontri a Valencia nella giornata della Comunità Valenciana, dopo l’aggressione di un gruppo di estrema destra. Una manifestazione della sinistra, che manifestava dietro lo slogan “Sí, al valenciano”, a difesa della lingua valenciana, e che per via della situazione politica attuale vedeva anche la partecipazione di gruppi pro-indipendenza della Catalogna, è stata attaccata da un gruppo dell’estrema destra. Ci sono stati scontri fra manifestanti e gli agenti in assetto antisommossa sono dovuti intervenire. (https://goo.gl/c7AnUL)

ore 20 del 9 ottobre 2017.Continua la “fuga” delle imprese dalla Catalogna. Anche oggi in tante hanno cambiato sede sociale, spostandola in città situate fuori dalla Catalogna. Altre dichiarano che lo faranno nel caso in cui si verificasse la dichiarazione di indipendenza. Ecco l’elenco di quelle che già hanno spostato la sede fuori dalla Catalogna: (https://goo.gl/P9cPDy)

L’intervista de El Paìs all’ex ministro socialista spagnolo Josep Borrell, catalano ed anti-indipendentista. “siamo finiti qui per una abdicazione collettiva della società spagnola, dei suoi mezzi di comunicazione, dei suoi intellettuali, delle sue università, del suo Governo, dei suoi Governi, che non hanno fatto fronte alla narrazione indipendentista”.  “In Catalogna – aggiunge Borrell – quando metti in discussione le tesi dell’indipendentismo vieni bollato come fascista, e di fronte a questa cosa è molto difficile lottare.

Borrell, che ha scritto negli anni scorsi il libro Las cuentas y los cuentos de la independencia, in cui smonta le tesi dei secessionisti, ritiene che sia ormai tardi è che “non ci sarà mediazione, né dev’esserci”. Ha anche criticato le imprese catalane che stanno cambiando sede sociale in questi giorni, per non aver mai preso posizione negli anni scorsi, e per aver preso questa scelta “tardivamente”. L’intervista completa, qui. 

martedì 10 ottobre 2017

 

martedì 10 ottobre 2017. A dieci giorni dal referendum illegale dell’1 ottobre, oggi alle ore 18 il presidente del Governo catalano, Puigdemont, potrebbe dichiarare l’indipendenza della Catalogna. Non si sa ancora con quale formula, e non è esclusa la possibilità di un rinvio della proclamazione.

Puigdemont comparirà alle 18 davanti al Parlamento catalano. A quell’ora l’ANC, l’Assemblea Nazionale Catalana, ha convocato intorno al parlamento una manifestazione per la secessione. Dalle prime ore dell’alba sono state aumentate le misure di sicurezza intorno al Parlamento. I cancelli del Parc de la Ciutadella sono stati chiusi, e sono stati posizionati chilometri di transenne in un perimetro molto ampio intorno all’area dove si terrà il discorso di Puigdemont. A presidiarlo ci sono gli agenti della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra.

10 ottobre 2017. Il reportage di Alessandro Oppes (la Repubblica) da Barcellona: “il tracollo dell’arte, teatri e cinema vuoti, mostre deserte”. L’articolo qui.

10 ottobre 2017.Cresce sempre di più il numero di società che spostano la propria sede legale fuori dalla Catalogna: banche, aziende energetiche, farmaceutiche e di servizi, cambiano sede grazie ad un decreto legge approvato pochi giorni fa dal Governo Rajoy, che agevola il processo. L’ultima grande azienda a lasciare è stata Abertis, società di infrastrutture. Questa grande fuga avrebbe già fatto scendere il PIL della regione sotto quello della Comunidad de Madrid. Ma gli indipendentisti mostrano tranquillità: “le imprese torneranno”, dicono, “dopo la dichiarazione di indipendenza”.

ore 18.10 del 10 ottobre 2017. Posticipato di un’ora il discorso di Puigdemont al Parlamento catalano, nel quale potrebbe essere dichiarata l’indipendenza unilaterale della Catalogna. I consiglieri non indipendentisti del Parlamento, già seduti nell’emiciclo, si sono alzati dopo l’annuncio. Intanto in piazza cresce il numero dei manifestanti pro-indipendenza, che seguiranno il discorso di Puigdemont da un maxi schermo. 

ore 19.45 del 10 ottobre 2017. Puigdemont, davanti al Parlamento catalano, dichiara validi i risultati del referendum dell’1 ottobre e l’inizio del processo di proclamazione della Repubblica. Dopo la dichiarazione, salutata da un applauso degli indipendentisti e da uno sventolio di bandiere “esteladas” in piazza, Puigdemont aggiunge che chiede solennemente al Parlamento di sospendere la indipendenza per un tempo indefinito, per iniziare un processo di dialogo a livello internazionale. Il governo catalano ha quindi scelto una via intermedia fra la dichiarazione di indipendenza unilaterale ed effettiva, e la dichiarazione “in differita”, affermando che c’è volontà di proclamare una Repubblica ma che essa resta sospesa per cercare una offerta di dialogo. 

10 ottobre 2017.Il partito indipendentista ERC, Esquerra Republicana, twitta così dopo le dichiarazioni di Puigdemont.

ore 20.00 del 10 ottobre 2017. Delusione dei manifestanti indipendentisti in piazza dopo la “sospensione” dell’indipendenza da parte di Puigdemont. 

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Delusione del partito indipendentista della Cup, che fa parte del Governo, dopo la sospensione della proclamazione di indipendenza da parte di Puigdemont. Secondo Anna Gabriel (Cup): “oggi si doveva dichiarare la Repubblica catalana, forse abbiamo perso un’occasione”.

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Secondo il Governo Rajoy la dichiarazione di indipendenza, poi subito dopo sospesa, è “inammissibile”. Non si sa quale linea sceglierà il Governo spagnolo a questo punto, visto che il discorso di Puigdemont ha lasciato le cose in sospeso, nell’attesa di una mediazione.

 

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista freelance, geologo, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól, collabora con diverse testate italiane. Vive in Spagna da anni.

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