Siccità in Spagna, situazione preoccupante in molti bacini idrografici

Galizia e Castiglia e Leòn sono le comunità autonome spagnole che stanno soffrendo maggiormente per la siccità di quest’anno, con pesanti danni all’agricoltura 




siccità spagnaLa Spagna sta vivendo una delle peggiori siccità degli ultimi vent’anni. Neanche le ultime piogge, e la piccola parentesi autunnale (già terminata), hanno potuto invertire la tendenza. Il 24 ottobre, secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, gli invasi artificiali del paese (sono 1.200 circa) erano al 37,75% della capacità totale.

Un dato che, seppur molto al di sotto della media del periodo, è stato salutato con soddisfazione perché suppone un leggero aumento rispetto alla settimana precedente.

Un dato così basso non si registrava da anni. Secondo la media degli ultimi dieci anni, nella stessa settimana di ottobre la quantità di acqua nei laghi artificiali del paese era ben superiore, intorno al 52,3%.

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Se si va indietro nel tempo, altri anni di gran siccità furono il 2006 ed il periodo fra il 1992 ed il 1995. Nel 1995 la quantità di acqua invasata a fine ottobre era addirittura ferma al 25,16% della capacità totale.

Una delle peggiori siccità degli ultimi vent’anni

Questa situazione è ben visibile nelle ultime settimane in alcuni laghi artificiali della penisola, utilizzati per la produzione di energia elettrica, per l’agricoltura e per il rifornimento di acqua potabile. Qui infatti il livello è sceso fino a scoprire antichi insediamenti o vestigia del passato.

I laghi artificiali con il livello al minimo destano sempre maggiori preoccupazioni, anche nella zona di Madrid, che si rifornisce di acqua potabile usando in buona parte l’acqua provenienti da questi bacini.

I dati del livello degli invasi artificiali non sono gli unici a dare un quadro preoccupante della situazione.


Grave deficit di precipitazioni in alcune regioni spagnole

precipitazioni spagna
Percentuale di precipitazioni in Spagna rispetto alla media degli ultimi trent’anni. dati dell’Aemet

La mancanza di precipitazioni è resa evidente dai dati dell’AEMET, l’agenzia meteo statale spagnola, che ha recentemente fornito un quadro sull’anno idrologico 2016-2017 appena concluso.

Il deficit di precipitazioni è stato importante specialmente in alcune regioni. Fra il primo ottobre del 2016 ed il 30 settembre del 2017 (anno idrologico appena concluso) le precipitazioni sono state inferiori alla media in buona parte del paese, ma è in Galizia, nord di Castiglia e Leòn, gran parte delle Asturie e della Cantabria, oltre ad alcune aree di Estremadura, Andalusia e e Isole Canarie, che il deficit è stato davvero importante: qui infatti non hanno raggiunto neanche il 75% del valore normale, secondo i dati dell’AEMET.

Pesante riduzione delle piogge in alcuni bacini idrografici spagnoli

I dati relativi al bacino del fiume Duero (-29% di precipitazioni sul territorio), o del fiume Guadiana (-21%), o della “cuenca hidrografica” del Nord e Nord-est (-25%) parlano da soli.

La scarsa quantità di acqua invasata nei bacini idrografici è particolarmente grave nel bacino del Segura (solo 13,58% di acqua immagazzinata), Jucar (25,35%) e Duero (30,64%). In questi bacini il Governo ha già dichiarato settimane fa la situazione di allerta per siccità prolungata, con restrizioni all’uso dell’acqua, aiuti finanziati ed altri piani straordinari.

In altre regioni spagnole le piogge sono state superiori alla media

Tornando alle precipitazioni cadute in Spagna nell’anno idrologico appena concluso, ci sono state regioni in cui ha piovuto più della media. Si tratta di una vasta area che va dal sud est e levante della penisola fino alle zone del centro dell’Aragona, l’est della Rioja e il sud della Navarra, ed incluso le aree occidentali della regione di Madrid: qui la quantità di pioggia caduta ha superato la media del periodo. E addirittura, in alcune aree del sud est, le piogge hanno superato del 50% i valori normali.

Questo però non è bastato ad invertire la tendenza nel quadro della media nazionale di acqua invasata.
Da non dimenticare però che l’acqua superficiale immagazzinata negli invasi superficiali è solo una parte di quella disponibile. Ci sono anche le riserve idriche sotterranee, sulle quali però il Ministero dell’Agricoltura non sta fornendo particolari indicazioni.


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