Spagna, 1 ottobre 2017: la sfida indipendentista della Catalogna [DIRETTA]

La DIRETTA de El Itagnol con le ultime news sul 1°ottobre 2017, la data della grande sfida indipendentista della Catalogna. Scorri verso il basso per le notizie più recenti.

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domenica 1 ottobre 2017

Più di 5 milioni di catalani sono chiamati oggi a votare per il referendum organizzato dal governo della Catalogna. Il referendum è stato dichiarato illegale e vietato da Madrid. Il governo spagnolo ha messo in campo nelle ultime settimane un gran dispiegamento di forze per impedire la consulta. La giornata dell’1 ottobre inizia senza che nessuno sappia con certezza cosa succederà. Non si sa se i seggi elettorali riusciranno ad aprire o se verranno sgomberati dalle forze dell’ordine. Non ci sono neanche garanzie per l’eventuale conteggio dei voti. Altra sfida è quella dell’ordine pubblico. La domanda è, terrà o no la situazione di relativa tranquillità dei giorni scorsi? Ieri, manifestazioni per l’unità del paese si sono tenute in molte città del paese. Tanta gente comune in piazza, ma è stata evidente anche la presenza di gruppi di estrema destra, che ha rialzato la testa nelle ultime settimana con una serie di azioni e manifestazioni contro il referendum catalano.

ore 6.00.Decine di veicoli della Guardia Civil escono dal Porto di Barcellona, dove erano stati posteggiati. Probabilmente gli agenti delle forze dell’ordine si dirigono ai seggi elettorali, che secondo la giustizia spagnola devono essere chiusi per impedire le votazioni.

ore 6.30. Migliaia di persone si concentrano all’entrata dei seggi elettorali in Catalogna per impedirne la chiusura. Dalle 5 di questa mattina, migliaia di persone stanno formando cordoni umani davanti scuole e centri civici destinati ad essere usati per il referendum del primo ottobre, dichiarato illegale dalla giustizia spagnola. Lunghe code sotto la pioggia si stanno formando davanti ai seggi per votare: le votazioni dovrebbero aprire, secondo la Generalitat, alle 9.00

ore 6.40.Pioggia su Barcellona. Piove su Barcellona, dove i pro-referendum hanno dovuto tirare fuori l’ombrello nell’attesa davanti ai seggi elettorali. Secondo l’agenzia meteo Aemet dovrebbe piovere fino a mezzogiorno. La massima prevista per oggi è di 22°C fra le 15 e le 16.

ore 6.50. Code sotto la pioggia davanti ai seggi, che apriranno alle 9.00.

ore 7.00. Le prime pagine dei principali giornali spagnoli (1 ottobre 2017)

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ore 7.05. In alcuni seggi elettorali arrivano le prime urne per il voto: i Mossos d’Esquadra non sgomberano perché c’è troppa gente. Migliaia di persone continuano a presidiare sotto la pioggia l’entrata nei seggi. Le forze dell’ordine non hanno ancora sgomberato nessun seggio elettorale. 

ore 7.10. Davanti ai seggi sotto la pioggia.

7.44. Il Governo catalano annuncia: gli elettori possono votare in qualsiasi seggio elettorale. I catalani che andranno oggi a votare per il referendum, se la polizia non lo impedirà, potranno farlo in qualsiasi seggio elettorale della Catalogna che sia aperto. Questo grazie al censo elettronico universale inaugurato oggi dal Governo catalano. Questo dovrebbe limitare, secondo l’esecutivo catalano, i problemi dovuti alla chiusura di alcuni seggi non presidiati dalle persone.

7.50 Catena umana a Barcellona per facilitare l’arrivo del materiale elettorale in un seggio. Circa 500 persone del seggio della Escola Industrial, a Barcellona, hanno formato una catena umana per permettere l’ingresso nel centro di urne e altro materiale elettorale, facendolo passare dalla strada all’interno dell’edificio.

ore 8.00. Al momento i Mossos d’Esquadra non sgomberano i seggi elettorali presidiati da centinaia di persone

8.30. Dodicimila agenti delle forze dell’ordine sono stati già dispiegati in Catalogna a pochi minuti dall’apertura dei seggi elettorali. Colonne di furgoni e auto delle forze dell’ordine (Polizia, Guarda Civil e Mossos d’Esquadra) si possono vedere parcheggiate in alcune zone di Barcellona ed altri centri.

8.54 Iniziano a circolare su Twitter video e testimonianze dei primi scontri fra antisommossa e pro-referendum. Arrivano le prime notizie di tensioni crescenti nelle strade di Barcellona, dove gli agenti antisommossa della Guardia Civil starebbero intervenendo a seguito della inattività dei Mossos d’Esquadra. La polizia catalana infatti, fino adesso non ha sgomberato i seggi, come ordinato dalla magistratura spagnola. 

ore 9.00 La Polizia nazionale spagnola agisce al posto dei Mossos d’Esquadra, che non sgomberano i seggi. Prime tensioni ai seggi ma la situazione generale è di calma. Aprono i primi seggi e la gente inizia a votare.

ore 9.15. Cariche della Polizia in assetto anti-sommossa e scontri davanti a diversi seggi elettorali, per impedire alle persone di entrare a votare. I giornali italiani e di tutto il mondo riportano come prima notizia gli eventi che stanno accadendo in Catalogna. Iniziano ad arrivare sui social network i primi video di cariche e sgomberi forzati. Lo sgombero più violento avviene presso il seggio elettorale dove doveva votare il presidente del governo catalano Puigdemont: la porta d’ingresso viene sfondata dagli antisommossa

ore 9.50 Il sindaco di Barcellona, Ada Colau: “un presidente del Governo codardo ha inondato di polizia la nostra città”. Sono le parole della sindaca Ada Colau scritte in un messaggio su Twitter e rivolte al premier Rajoy.

ore 10. In decine di seggi elettorali migliaia di persone stanno votando senza ostacoli.  Arrivano però anche notizie di sgomberi di seggi elettorali. Per ora la situazione sembra generalmente tranquilla, tranne casi isolati in cui ci sono state scene violente.

ore 10.40 Aumenta fortemente la tensione in Catalogna: ci sono sgomberi di seggi elettorali da parte degli agenti antisommossa. Scene di forte tensione e scontri. Si moltiplicano gli sgomberi forzati di seggi elettorali, occupati nella notte da centinaia di persone. I votanti reagiscono perlopiù pacificamente ma c’è forte tensione, anche nelle strade. Ci sono scene di persone colpite alla testa dai manganelli. Lo slogan più gridato dalle persone che vogliono votare è “Votarem!” e “siamo gente di pace”. Si moltiplicano le notizie di scontri e di sgomberi violenti di seggi elettorali, dove le persone fanno resistenza passiva. Arrivano notizie di spari della polizia con proiettili di gomma.

ore 11.00 La Generalitat de Catalogna, il governo catalano, annuncia che nel 73% dei seggi elettorali si sta votando. Lo ha detto il consigliere e portavoce del governo, Jordi Turull, che ha detto: “la Catalogna sta votando”. Turull ha accusato poi la Polizia e la Guardia Civil spagnola di aver sgomberato i seggi senza coordinarsi con i Mossos d’Esquadra.

ore 11.30. I social network inondati da video con scene di scontri e sgomberi forzati dei seggi elettorali in Catalogna. Le notizie di scontri e forti tensioni in Catalogna si stanno moltiplicando nell’ultima oraQui sotto il sequestro di urne elettorali in un seggio presso una scuola di Barcellona. Anche i giornali online riportano notizie di numerosi scontri e violenze a seguito degli sgomberi.

FOTO degli scontri di oggi davanti ai seggi elettorali in Catalogna

ore 11.50 Sale la tensione. In questo video lo sgombero di una scuola di Barcellona: le persone vengono colpite e spintonate dagli agenti della Policía Nacional E’ quanto accaduto presso l’instituto Pau Claris di Barcellona. Le persone vengono spintonate violentemente sulle scale della scuola.

ore 11.54 Il presidente del Governo catalano, Puigdemont: “la vergogna segnerà per sempre lo Stato spagnolo”. Queste dure parole sono state pronunciate da Puigdemont questa mattina, dopo le scene di violenza che si sono succedute in occasione degli sgomberi forzati dei seggi elettorali. Sgomberi seguiti da scontri, che si sono saldati con almeno 38 feriti. “Una violenza di Stato”, ha aggiunto Puigdemont riferendosi all’uso nelle cariche di manganelli e pallottole di gomma.

ore 12. Sarebbero 38 i feriti delle cariche di questa mattina davanti ai seggi elettorali, effettuate dalla Polizia e dalla Guardia Civil. (https://goo.gl/Lda53v). Ci sarebbe anche una persona ferita ad un occhio a causa di una pallottola di gomma sparata dagli agenti antisommossa. Tre feriti sono gravi secondo gli ultimi aggiornamenti. (https://goo.gl/GYtzwG)

ore 12.10. Critiche al Telegiornale de La1, il primo canale della TV statale, per non aver menzionato la presenza di gruppi falangisti nelle concentrazioni di ieri a favore dell’unità di Spagna. Il Telegiornale di mezzogiorno de La 1 ha nuovamente ignorato il fatto che, durante la manifestazione di ieri in Plaza de Cibeles a Madrid, ci fossero bandiere franchiste e persone che cantavano inni fascisti.

ore 12.40. In giro per Madrid, diverse persone con bandiere spagnole. Tantissime le bandiere spagnole appese ai balconi ed alle finestre dei palazzi, anche in periferia. Imbandierati anche alcuni ministeri. A Plaza Mayor una concentrazione di alcune decine di persone manifesta per l’unità della Spagna.

ore 12.59. Una persona viene operata d’urgenza presso l’ospedale Sant Pau di Barcellona per esser stata colpita da una pallottola di gomma in un occhio.  Gli incidenti sarebbero avvenuti nella calle Sardenya, dopo lo sgombero del colegio Ramón Llull. L’uso dei proiettili di gomma in Catalogna era stato proibito dal parlamento catalano. Qui sotto il video degli scontri a cui è seguito il ferimento di un giovane.

ore 13.00 Il giornale El Paìs aggiorna continuamente la mappa interattiva con gli incidenti in corso in Catalogna. Sono molti, alcuni più gravi, altri solo piccoli episodi di tensione. Si può consultare qui. 

ore 13.19. La prima ministra di Scozia chiede alla Spagna di lasciar votare i catalani. Nicola Sturgeon, ha espresso preoccupazione per la situazione in Catalogna ed ha chiesto al Governo spagnolo di cambiare atteggiamento per evitare che qualcuno risulti “gravemente ferito”.

ore 13.33. Il Barça, la squadra di calcio di Barcellona, ha chiesto ufficialmente la sospensione della partita di Liga contro Las Palmas, prevista per questo pomeriggio.

ore 13.50  Il Ministero degli Interni spagnolo pubblica sul suo profilo Twitter diversi video in cui si vedono furgoni della Guardia Civil e Policia Nacional fatti oggetto di lancio di pietre e bottiglie. Il commento del Ministero, sui tweet: “continua la violenza contro gli agenti”.

ore 14.20. Secondo il Governo Rajoy: “oggi non c’è stato nessun referendum” in Catalogna. La vicepresidente del Governo di Spagna, Soraya Sáenz de Santamaría, ha affermato che oggi “non c’è stato nessun referendum e neanche un suo simulacro”. Ha poi aggiunto che “continuar con questa farsa non ha nessun senso e non porta da nessuna parte”

(https://goo.gl/ibGS8p)

ore 14.21.Il leader della sinistra francese Melenchon: “lo Stato spagnolo ha perso il sangue freddo. La nazione non può essere una camicia di forza”

ore 15.00 Il numero di feriti negli scontri sale a 337. Fra di loro anche alcuni agenti delle forze dell’ordine. Ci sarebbe almeno un ferito grave, colpito ad un occhio da una pallottola di gomma. 

Durissime critiche al Governo Rajoy da parte di politici catalani. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, afferma che “sono state superate tutte le linee rosse” e che Rajoy “è un codardo”. Le affermazioni sono state fatte mentre la sindaca si trovava in fila per votare, a Barcellona. La Presidenta del Parlamento catalano, Carme Forcadell, che ha votato presso Sabadell, ha invece affermato che  “lo stato dovrà spiegare al mondo quello che ha fatto in Catalogna“. Puigdemont, presidente del governo catalano, ha invece detto che “la vergogna perseguiterà per sempre lo Stato spagnolo” per aver usato “manganelli e pallottole di gomma contro la gente che voleva urne e schede elettorali”

ore 15.30.La partita di calcio Barcellona-Las Palmas si giocherà a porte chiuse. La squadra di Barcellona aveva chiesto la sospensione del match, che deve tenersi oggi come partita valida nel campionato di calcio Liga (equivalente della Serie A italiana). La Federación calcistica spagnola e LaLiga hanno affermato che non possono sospendere la partita e che non vi sono motivi per farlo. Tuttavia, per motivi di ordine pubblico, la partita si giocherà a porte chiuse.

ore 15.30 Il leader del Partito Socialista (PSOE), Pedro Sánchez, esprime il suo malessere per la situazione in Catalogna al premier RajoyIl silenzio dei socialisti in questa giornata convulsa iniziava ad essere “rumoroso”. Il PSOE ha appoggiato nei mesi scorsi la mano dura del governo Rajoy contro la celebrazione del referendum dichiarato  illegale dalla giustizia spagnola. Secondo Sanchez, che ha parlato nel primo pomeriggio, il Governo sarebbe stato “superato dalla situazione”. Sanchez ha comunque sottolineato che il primo responsabile di questa situazione incandescente è il Presidente del Governo catalano, Puigdemont.

ore 15.40. I reparti antisommossa usano proiettili di gomma durante gli scontri: erano stati proibiti in Catalogna L’uso dei proiettili di gomma da parte delle forze dell’ordine, una pratica ancora in uso in Spagna e contestata da anni dall’Unione Europea, era stato proibito dal Parlamento catalano nel 2014. Il parlamento catalano aveva proibito ai Mossos d’Esquadra di usare queste dotazioni antisommossa dopo che diversi giovani avevano perso l’uso degli occhi dopo esser stati colpiti da questi proiettili. L’ultimo caso, nel 2012. Oggi ad utilizzare i proiettili sono stati gli antisommossa dei corpi nazionali, per i quali non era vigente la proibizione. Un giovane è stato ferito gravemente ad un occhio.

ore 16.10

Il leader di Izquierda Unida, Alberto Garzón: Rajoy deve dimettersi immediatamente”  “Siamo in molti a pensare che si tratti di una strategia pensata per esacerbare i nazionalismi nel nostro paese – ha affermato Garzon – e specialmente il nazionalismo spagnolo”. “Questo nazionalismo”, ha aggiunto, “alimenta processi di estrema destra”. Garzon ha aggiunto che l’unica strada è quella del referendum negoziato con la Catalogna.

ore 16.10 Molti negozi e catene di grandi magazzini restano chiusi oggi a Barcellona. Grandi magazzini come El Corte Inglés ed Inditex avevano annunciato già ieri che avrebbero tenuto chiusi i propri negozi durante la giornata del primo ottobre, per motivi precauzionali vista la situazione di forte tensione.

ore 16.47. Giornalisti della TV di Stato denunciano in un appello la mancanza di indipendenza e pluralità nella copertura dei fatti dell’1 ottobre. Il Consejo de Informativos della TVE, la Televisione di Stato spagnola, formato da 13 professionisti dell’informazione, ha diffuso un comunicato nel quale denuncia la parzialità delle informazioni offerte sia dal canale La1 che dal Canal 24h, sui fatti che stanno accadendo in Catalogna. “Il canale 24H – si legge nel comunicato – ha offerto un salotto televisivo di 6 ore senza bollettini informativi né analisi, e La1 ha interrotto il palinsesto soltanto per dare voce al Governo, durante la conferenza stampa della vicepresidente

17.06 Sui social network, ancora video di cariche delle forze dell’ordine, non solo da Barcellona ma anche da centri minori

ore 17.00 Pompieri e forze dell’ordine spagnole si scontrano davanti ad un seggio elettorale. In questa giornata convulsa si deve registrare anche una scena come questa, in Catalogna: pompieri e agenti delle forze dell’ordine che arrivano a scontrarsi in una situazione di forte tensione. I pompieri catalani avevano annunciato giorni fa che avrebbero formato cordoni di sicurezza per proteggere i seggi elettorali, ed è proprio ciò che è successo in questo video, dove sono però arrivati a contatto con le forze dell’ordine venute a sgomberare un seggio. I bomberos catalani hanno anche formato un cordone di sicurezza che ha permesso al vice presidente del Governo catalano, Junqueras, di votare in un seggio elettorale.

Ore 17.30 Il bilancio del Ministero degli Interni spagnolo: 92 seggi elettorali chiusi, tre persone detenute, alcuni agenti feriti. 

La Policía Nacional ha chiuso 46 seggi : 27 a Barcellona, 6 a Tarragona, 6 a Girona e 7 a Lleida. La Guardia Civil altri 46: 14 a Barcellona, 12 a Tarragona,  8 a Girona e 12 a Lleida. Nove poliziotti e tre guardie civili sono rimaste feriti negli scontri.

ore 17.35 Scene di tensione anche fra agenti della Guardia Civil in assetto antisommossa e Mossos d’Esquadra vicino ad un centro di voto, presso la località di

Sant Joan de Vilatorrada, vicino Barcellona. La Guardia Civil è arrivata per sgomberare violentemente il seggio, e gli agenti della polizia catalana si sarebbero opposti. Il video qui sotto. 

ore 18.00. Il governo catalano innalza a 465 il numero di feriti negli sgomberi e nelle cariche delle forze dell’ordine.

ore 18.10 Jeremy Corbin, leader dei laburisti britannici: “chiedo al Primo Ministro Theresa May di appellarsi direttamente a Rajoy affinché ponga fine alle violenze in Catalogna e trovi una soluzione politica a questa crisi costituzionale”




18.26. Sei Tribunali catalani aprono inchieste sui Mossos d’Esquadra per non aver chiuso i seggi questa mattina.

18.30 Pablo Iglesias, leader di Podemos: “è il preludio di una tragedia”. Pablo Iglesias ha chiesto a Rajoy di “fermare subito” quello che sta accadendo in Catalogna. E poi aggiunge: “agenti colpendo i pompieri, e altri agenti…è il preludio di una tragedia”. La posizione di Podemos in questa giornata infuocata è stata resa nota dal dirigente del partito

Mayoral che ha chiesto: “immediata fine della repressione”. Dure critiche di Podemos anche al PSOE per aver dato “carta bianca” al Governo Rajoy. “Chiediamo che il PSOE tolga immediatamente l’appoggio a Rajoy” ha aggiunto Mayoral.

18.28.Martin Schulz, il leader socialdemocratico tedesco, ha chiesto al Governo spagnolo ed anche al Governo catalano di disattivare immediatamente la tensione: “La escalation in Spagna è preoccupante”, ha scritto Schulz. “Madrid e Barcellona devono tornare sui proprio passi e cercare immediatamente il dialogo”

19.26. A Puerta del Sol, a Madrid, scendono in piazza le sinistre contro la repressione e per difendere il diritto a decidere del popolo catalano. Tensione per la presenza di un gruppo neofascista. Centinaia di persone prendono parte a Madrid alla concentrazione convocata in Puerta del Sol in appoggio al referendum catalano e contro le cariche della polizia che hanno avuto luogo oggi. Momenti di tensione per la presenza di un gruppo neofascista nella piazza. La polizia ha diviso i due gruppi. Nella piazza si sentono slogan come “Madrid será la tumba del fascismo”. L’hashtag usato per la protesta è  #RajoyDimisión. (https://goo.gl/h83uUg)

ore 20. Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, chiede al leader dei socialisti, Pedro Sanchez, di rettificare l’appoggio al Governo Rajoy e costruire insieme alla sinistra di Unidos Podemos una soluzione alla situazione catalana. “Scommettiamo sul dialogo – ha detto Iglesias – e sull’uscita del PP dal governo”. Iglesias ha poi nuovamente difeso la posizione della sinistra spagnola, quella di un referendum negoziato in Catalogna, come unica via d’uscita. “Oggi il PP – ha infine detto Iglesias – ha fatto un danno irreparabile alla Spagna, non solo alla Catalogna”.

ore 20.15. Sarebbero oltre 760 i feriti negli scontri di oggi in Catalogna, secondo il Dipartimento alla Sanità della Generalitat catalana.

ore 20.30 I seggi elettorali in Catalogna chiudono al grido di “abbiamo votato!”. Migliaia di persone hanno affollato per tutto il giorno i seggi elettorali aperti nella regione, nonostante gli sgomberi e le cariche delle forze dell’ordine. Ora inizia il conteggio dei voti. Il referendum non ha però nessun valore legale visto che era stato dichiarato illegale nelle settimane scorse.

ore 20.30. Mariano Rajoy, che è comparso in conferenza stampa alle 20.15, difende la mano ferma dello Stato per la difesa dello Stato di Diritto e afferma: “non si è svolto nessun referendum oggi”. “Abbiamo fatto quello che bisognava fare. Abbiamo difeso la legge”, ha affermato il Primo Ministro, che ha poi rigettato la colpa sul presidente catalano Carles Puigdemont degli incidenti di oggi. Ha anche aggiunto che “oggi non c’è stato nessun referendum, soltanto una messinscena”. Nessun riferimento agli oltre 700 feriti di oggi in Catalogna ed all’azione delle forze dell’ordine. Rajoy ha poi annunciato che convocherà tutti i partiti dell’arco parlamentario per affrontare la crisi catalana. Qui sotto parte del suo discorso.

ore 20.45 Compare in conferenza stampa anche il leader dei socialisti Pedro Sanchez:”gli indipendentisti sono i principali responsabili di quanto accaduto oggi” punta il dito contro Puigdemont e contro il governo catalano come principale responsabile di quanto accaduto oggi. Chiede dialogo e difende la difesa dello Stato di Diritto. Nella parte finale del discorso critica le cariche delle forze dell’ordine contro le persone che si trovavano nei seggi elettorali: è la prima volta che i Socialisti criticano con forza l’azione del Governo Rajoy nella gestione della crisi di queste ultime settimane con la Catalogna. (https://goo.gl/wxnNiS)

ore 20.30 in Plaza Catalunya, a Barcellona, migliaia di persone si concentrano per l’atto finale della giornata elettorale.

ore 21. “La vergogna dell’Europa“: così titola l’edizione online della CNN riferendosi ai fatti di oggi in Catalogna

ore 22.40 Puigdemont dà per certa la vittoria del “sì”. Migliaia di persone festeggiano in Plaza de Catalunya a Barcellona. Il presidente della Generalitat ha aggiunto che informerà il Parlamento dei risultati, affinché venga messa in marcia la legge di disconnessione dalla Spagna e di transizione giuridica verso un nuovo Stato.

Il 3 ottobre sarà sciopero generale in Catalogna. Lo aveva convocato il sindacato anarchico CGT, ma stanno aderendo molti altri sindacati. Non aderiscono i sindacati maggioritari UGT e CCOO.

ore 22.30. Sono 844 le persone che hanno richiesto assistenza medica per gli scontri violenti di oggi in Catalogna, secondo le informazioni diffuse dal Governo catalano. Secondo il Ministero degli Interni ci sarebbero 33 agenti delle forze dell’ordine feriti.

ore 23.Molti giornali europei e del Nord America pubblicano editoriali fortemente critici con la repressione poliziesca in Catalogna. Le immagini degli sgomberi violenti fanno il giro del mondo. Qui sotto l’editoriale del giornale britannico the Guardian: “lo Stato spagnolo ha perso”.  

ore 1.10

Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, annuncia che i partecipanti al voto sono stati 2.262.424, e che il 90% ha votato ‘sì’. Gli aventi diritto al voto erano 5,3 milioni, e secondo i dati del Governo in 770.000 non hanno potuto votare per il sequestro del materiale elettorale da parte della Polizia e della Guardia Civil. Ci sarebbero stati, secondo il Governo catalano, 2.020.144 voti a favore dell’indipendenza e 176.565 voti contrari. 45.586 voti in bianco e 20.129 nulli. La partecipazione al voto sarebbe stata quindi pari al 42,7%.

lunedì 2 ottobre 2017

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