Spagna, il duro discorso del Re sulla Catalogna complica ulteriormente il quadro politico

Il duro discorso del Re di Spagna contro le autorità catalane è stato applaudito dal PP, da Ciudadanos e dal PSOE, ma apre una ulteriore breccia nel panorama politico spagnolo. La mancanza di riferimenti al dialogo e di una condanna delle violenze, approfondisce la rabbia degli indipendentisti. Intanto la sinistra spagnola torna a reclamare una Repubblica e critica il Re: “ha unito il suo destino a quello del PP”



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MADRID. Erano le 21 di ieri, 3 ottobre 2017, quando milioni di spagnoli si incollavano alle televisioni, alle radio ed ai computer, per seguire in diretta il discorso del Re Felipe VI alla nazione.

Il suo intervento era molto atteso, a soli due giorni dall’1 ottobre ed al termine di una giornata segnata dallo sciopero generale in Catalogna, con centinaia di migliaia di persone in piazza.

Il discorso è durato pochi minuti, ed è stato molto duro, sia nelle parole che nei toni. Fin dall’inizio dell’intervento si poteva avvertire la gravità del momento: “stiamo vivendo momenti molto gravi per la nostra vita democratica”, ha detto il Re.

Alcuni giornali affermano che si tratta del discorso più duro tenuto da un Re spagnolo dal giorno del tentato golpe del 23F, nel 1981.

“Stiamo vivendo momenti molto gravi per la nostra vita democratica”

In sintesi, Felipe VI di Borbone ha difeso lo Stato di diritto e la Costituzione spagnola di fronte al separatismo catalano, ed ha sottolineato che “sono momenti molto gravi per la nostra vita democratica”.

Poi, le dure accuse alle alte cariche della Comunità Autonoma di Catalogna: “determinate autorità della Catalogna – ha affermato il Re – non hanno rispettato la Costituzione e lo Statuto di Autonomia in modo reiterato, cosciente e deliberato”.

“Le autorità catalane hanno mostrato una slealtà inammissibile verso i poteri dello Stato”

“Le autorità catalane” – ha aggiunto – “hanno violato in modo sistematico le leggi approvate legalmente e legittimamente, mostrando una slealtà inammissibile verso i poteri dello Stato” e “si sono posizionate al margine del diritto e della democrazia”. E ancora “hanno spezzato i principi democratici dello Stato di diritto ed hanno scalzato l’armonia e la convivenza della società catalana, arrivando purtroppo a dividerla”.

Il Re ha anche aggiunto che il comportamento del Governo catalano, “irresponsabile”, potrebbe anche mettere a rischio la stabilità economica e sociale della Catalogna e della Spagna.

“Sono momenti difficili ma li supereremo”

Il Re si è poi rivolto direttamente ai cittadini catalani, “a tutti”, ricordandogli che da decenni ormai, gli spagnoli vivono in uno Stato democratico che offre le vie costituzionali affinché qualsiasi persona possa difendere le proprie idee nel rispetto della legge.

Nella parte finale il Re ha anche voluto lanciare un messaggio di speranza per gli spagnoli, “che vivono con tristezza questi avvenimenti”. “Sono momenti difficili, ma li supereremo”, ha detto in conclusione.

Nel discorso, duro e pronunciato con tono grave, neanche un accenno agli incidenti dell’1 ottobre, e nessun accenno al dialogo ed alla negoziazione.

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Appoggio al Re da parte del PP, Ciudadanos e PSOE

A pochi minuti dalla fine del discorso, hanno cominciato a fioccare le prese di posizione della politica spagnola sul discorso del capo di Stato. Il Partido Popular ha mostrato subito grande appoggio alle parole del monarca, vedendo di fatto spalleggiata la sua posizione di mano dura contro l’indipendentismo.

Il discorso del Re, inoltre, apre le porte ad un ulteriore inasprimento delle misure contro il secessionismo, compresa l’applicazione del famoso (e temuto, perché mai applicato), articolo 155 della Costituzione.

Applausi al Re anche dal partito Ciudadanos, che da ieri chiede l’applicazione di questo articolo che sospenderebbe di fatto i poteri della Comunità Autonoma.



Distinguo fra i Socialisti

Anche il PSOE ha appoggiato il discorso del Re, ma con alcuni distinguo, specie da parte dei Socialisti catalani, perplessi per l’assenza di qualsiasi riferimento al dialogo nelle parole del Re.

Inoltre, il leader di Juventudes Socialistas (l’organizzazione giovanile del PSOE), Omar Anguita, ha scritto via Twitter il seguente messaggio “Oggi iniziamo il cammino. Salute e Repubblica”, usando il saluto utilizzato dalla sinistra spagnola repubblicana, favorevole all’abolizione della Monarchia. Una critica evidente al discorso del Re, insomma.

Forti critiche al discorso di Felipe VI da Podemos e IU

Il discorso del Re non è piaciuto per niente alla sinistra spagnola. Podemos e Izquierda Unida, uniti dal 2016 in una coalizione chiamata Unidos Podemos, hanno lanciato parole molto dure dopo il discorso.

Secondo Podemos, “Felipe VI perde l’occasione di far parte della soluzione e unisce il suo destino a quello del PP”. Sconcerto nel partito viola per l’assenza di qualsiasi riferimento ai feriti negli sgomberi dell’1 ottobre in Catalogna, ed al dialogo. “Il Re si è diretto soltanto ad una parte degli spagnoli”, segnala Podemos. Forte contrarietà per la mancanza di una chiamata al dialogo.

La sinistra spagnola torna a sognare una Repubblica

Se possibile ancora più dura Izquierda Unida, che attraverso le parole del suo leader Alberto Garzòn, dopo aver criticato la posizione durissima del Re, torna ad invocare la III Repubblica. Un cavallo di battaglia della sinistra spagnola, quello del ripristino di una Repubblica in Spagna, che era finito in secondo piano negli ultimi due anni.


Forte malcontento anche dal PNV basco

Il malcontento per le dure parole del Re non vengono solo da sinistra ma anche dal PNV, il Partito Nazionalista Basco, che ha una discreta rappresentanza in Parlamento. Il Lehendakari, il presidente del Governo dei Paesi Baschi, ha affermato di essere “fortemente deluso e preoccupato” dopo il discorso.

La sindaca di Barcellona: “discorso non degno di un capo di Stato”

La sindaca di Barcellona, Ada Colau, scrive invece su Twitter: “Nessuna soluzione. Nessun riferimento ai feriti. Nessun appello al dialogo. Discorso irresponsabile e non degno di un capo di stato”.

Puigdemont: “dichiarazione di indipendenza nei prossimi giorni”

Si vedrà ora in che modo le parole del Re impatteranno sugli indipendentisti catalani, che ieri sono scesi in piazza in centinaia di migliaia per le vie di Barcellona, Girona ed altre città, nella giornata dello sciopero generale. La durezza del discorso induce a pensare che la situazione non farà che diventare ancora più tesa.

Del resto, lo ricordiamo, il presidente del Governo catalano Puigdemont aveva annunciato ieri che la dichiarazione di indipendenza “è questione di giorni”.

Il discorso del Re Felipe VI (3 ottobre 2017) – VIDEO

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista freelance, geologo, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól, collabora con diverse testate italiane. Vive in Spagna da anni.

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