Spagna, il punto della situazione sulla Catalogna: un riassunto degli ultimi giorni [ULTIMI AGGIORNAMENTI]

Riprendiamo la diretta sulla crisi fra Catalogna e Stato spagnolo: tutti gli eventi aggiornati dopo la dichiarazione di indipendenza (poi sospesa) da parte del presidente catalano Puigdemont. 

Se ti sei perso le DIRETTE dei giorni scorsi: qui trovi la Diretta dal 2 ottobre al 10 ottobre 2017

Qui trovi la Diretta dell’1 ottobre 2017 / Qui invece la diretta del mese di settembre 2017

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Indice
lunedì 16 ottobre 2017
domenica 15 ottobre 2017
sabato 14 ottobre 2017
venerdì 13 ottobre 2017
giovedì 12 ottobre 2017
mercoledì 11 ottobre 2017
martedì 10 ottobre 2017

lunedì 16 ottobre 2017

ore 18.00 del 16 ottobre 2017.La Fiscalía del tribunale Audiencia Nacional chiede detenzione cautelare del capo dei Mossos de Esquadra, Josep Lluís Trapero, accusato di sedizione per i fatti di fine settembre. Il giudice dell’Audiencia Nacional lo lascia però in libertà vigilata, con obbligo di firma ogni 15 giorni e divieto di lasciare il paese. Trapero è accusato di sedizione per i fatti del 20 settembre, quando migliaia di persone circondarono alcuni edifici perquisiti dalla Guardia Civil impedendo agli agenti di uscire. In quel caso Trapero non avrebbe protetto i colleghi delle forze dell’ordine spagnole, e avrebbe “lasciato fare”. I manifestanti avevano anche distrutto tre autovetture della Guardia Civil posteggiate in strada.

 

Secondo un sondaggio pubblicato su eldiario.es, la crisi in Catalogna favorirebbe il partito Ciudadanos, se si andasse a votare oggi in ipotetiche elezioni generali. Il partito, che sta chiedendo mano dura contro l’indipendentismo, sale nei sondaggi.

 

ore 16 del 16 ottobre 2017. Il Ministro degli Interni, Juan Ignacio Zoido, ha assicurato che gli agenti della Policía Nacional e della Guardia Civil che sono stati trasferiti in Catalogna pochi giorni prima del referendum illegale dell’1 ottobre, resteranno ancora nella Comunità Autonoma e non è prevista una riduzione del loro numero.

ore 11.00 del 16 ottobre 2017La vicepresidente del Governo Rajoy, 

Soraya Saénz de Santamaría, afferma in una conferenza stampa che la risposta di Puigdemont non è valida, perché era stato richiesto “un sì o un no”, alla domanda se era stata dichiarata l’indipendenza lo scorso 10 ottobre. La vicepresidente ha dato un nuovo ultimatum a Puigdemont, che scadrà il 19 ottobre mattina. Si tratta dell’ultima possibilità di Puigdemont di rettificare, altrimenti si metterà in marcia l’applicazione dell’articolo 155. (https://goo.gl/FDxEF2)

ore 9 del 16 ottobre 2017. Nel giorno in cui scadeva l’ultimatum di Mariano Rajoy al Governo catalanoPuigdemont non risponde alle richieste dell’esecutivo spagnolo e chiede due mesi di tempo per il dialogoIn una lettera di quattro pagine, il Presidente del Governo catalano chiede la fine della “repressione” contro il popolo catalano, in riferimento alle violenti cariche dello scorso 1 ottobre, e chiede un “dialogo sincero”. Lo scorso 11 ottobre, Rajoy aveva chiesto a Puigdemont di specificare se era stata dichiarata o no l’indipendenza nell’ambiguo discorso della sera precedente al Parlamento catalano, come primo passo per l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Dopo la “non” risposta di Puigdemont a Rajoy, si teme che la risposta di Madrid sarà dura. 

ore 9.00 del 16 ottobre 2017. Il capo dei Mossos D’Esquadra e diversi leader indipendentisti catalani dovranno comparire oggi davanti ai giudici del tribunale Audiencia Nacional come imputati per sedizione.

ore 8.30 del 16 ottobre 2017. Il portavoce del Partido Popular spagnolo nel Parlamento Europeo, Esteban González Pons, ha usato il dramma degli incendi che stanno duramente colpendo la Galizia per rimproverare Puigdemont. “Hai visto cosa succede in Galizia? Ti provoca dolore? Oggi non ho tempo per i tuoi deliri”, ha scritto sul suo account Twitter.



domenica 15 ottobre 2017

15 ottobre 2017.Oggi è l’anniversario della fucilazione del presidente del Governo catalano Lluis Companys da parte del regime franchista, nel 1940. In Catalogna, celebrazioni in ricordo dello storico leader di ERC. Nel 1934 aveva proclamato lo Stato sovrano di Catalogna (all’interno della Repubblica federale di Spagna).

15 ottobre 2017. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, di origini spagnole afferma che è stata contattata per mediare nel conflitto catalano. La sindaca ha aggiunto che “bisogna puntare sul dialogo per uscire da questo vicolo cieco”.

sabato 14 ottobre 2017

ore 14.50. Il Partito CUP, che forma parte del governo indipendentista catalano, ha chiesto oggi al capo del Governo Puigdemont di dire “in modo chiaro a Rajoy che è stata dichiarata l’indipendenza”. Puigdemont, lo ricordiamo, deve specificare entro lunedì 16 ottobre se ha dichiarato o no l’indipendenza nel suo ambiguo discorso dello scorso 10 ottobre. Questo è quanto richiesto da Rajoy come anticamera alla possibile applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, che sospenderebbe alcuni poteri della Comunità Autonoma nel caso in cui venisse confermata la dichiarazione di indipendenza. Puigdemont non ha ancora risposta a quella richiesta.

ore 12.30 del 14 ottobre 2017. Oriol Junqueras, leader di ERC e vicepresidente del Governo catalano, ha mandato un messaggio di distensione a tutto il fronte indipendentista dopo le divisioni e tensioni createsi a seguito del discorso di Puigdemont del 10 ottobre scorso. Oriol Junqueras ha invitato a serrare le fila intorno a Carles Puigdemont e ha affermato che serve “unità d’azione” per poter “completare il cammino verso la Repubblica”.  Dopo la “sospensione” della dichiarazione di indipendenza, dichiarata da Puigdemont lo scorso 10 ottobre, diversi esponenti del fronte indipendentista avevano espresso il proprio disappunto per quello che vedevano come un “passo indietro”.

ore 11.00 del 14 ottobre 2017. Una trentina di membri e simpatizzanti del PDeCAT (antica CiU, partito politico catalano), hanno richiesto al presidente Puigdemont di togliere la sospensione alla dichiarazione di indipendenza e proclamare la repubblica catalana. 




venerdì 13 ottobre 2017

13 ottobre 2017. Reporteros Sin Fronteras (RSF) denuncia le pressioni del Governo catalano sulla stampa locale ed internazionale per cercare di condizionare l’informazione sulla Catalogna. RSF confronta la situazione in Catalogna con quella verificatasi durante la campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump, nel 2016. RSF chiede che il Governo catalano non dia la colpa ai media spagnoli di una situazione che ha in realtà origini politiche.

13 ottobre 2017. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato che se la Catalogna dichiarasse l’indipendenza altre regioni europee la seguirebbero. Ha aggiunto che l’esecutivo europeo non agirà come soggetto mediatore nella crisi, perché questo creerebbe maggior caos in Unione Europa.

ore 21 del 13 ottobre 2017. Dal giorno del referendum illegale dell’1 ottobre scorso, fino all’11 ottobre, 540 imprese private hanno lasciato la Catalogna. Sono le stime provvisorie del Colegio de Registradores. (https://goo.gl/VHPbZP)

ore 19.35 del 13 ottobre 2017. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, sottolinea la fiducia nelle istituzioni democratiche spagnole per raggiungere una soluzione alla situazione nella regione spagnola della Catalogna.

ore 11 del 13 ottobre 2017. Il partito catalano Esquerra Republicana (ERC) chiede che Puigdemont confermi “che l’indipendenza è stata dichiarata e firmata”.

giovedì 12 ottobre 2017

12 ottobre 2017. Un riassunto della giornata del 12 ottobre, festa nazionale in Spagna. A Madrid la parata militare segnata da una tragedia e da una maggior affluenza, a Barcellona manifestazione contro l’indipendentismo in piazza. (https://goo.gl/7T71XE)

12 ottobre 2017. Alle 11 inizia a Madrid la parata militare, per celebrare la Festa Nazionale di Spagna. Quest’anno la parata cambia percorso, per permettere a più gente di partecipare alla manifestazione (qui maggiori dettagli). Quest’anno la parata, alla presenza del Re di Spagna, assumerà un carattere ancora più nazionalista visto il quadro di estrema tensione con la Catalogna. Ieri sera Rajoy ha lanciato un ultimatum a Puigdemont affinché chiarisca se ha dichiarato o meno l’indipendenza. Se entro il 16 ottobre non verrà chiarito questo aspetto, il 19 potrebbe scattare l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, con l’accordo anche del PSOE.

12 ottobre, Festa Nazionale di Spagna, quest’anno in un clima di maggior tensione

mercoledì 11 ottobre 2017




ore 18.30 dell”11 ottobre 2017. Rajoy dà 5 giorni di tempo a Puigdemont per rispondere al Governo spagnolo alla richiesta fatta oggi ufficialmente dall’Esecutivo. Entro il 16 ottobre alle 10 della mattina, il Governo catalano dovrà dire se ieri è stata dichiarata l’indipendenza o no. Sia se Puigdemont risponde con il silenzio, sia se conferma la dichiarazione, si aprirà un ulteriore periodo di tempo fino al 19 ottobre, nel quale il presidente della Catalogna potrà ritirare la dichiarazione. Fino ad allora non scatterà l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione. Sull’applicazione dell’articolo 155, intanto, il PP ha raggiunto un accordo con il PSOE, cne ne condivide l’applicazione. L’idea è quella di usare questo articolo per portare la Catalogna ad elezioni anticipate.

11 ottobre 2017. Questa è la reazione di Puigdemont al discorso di Rajoy, con un messaggio scritto in catalano sull’account Twitter ufficiale: “chiedi dialogo e ti rispondono mettendo l’articolo 155 sul tavolo. Inteso”.

Che prevede e cosa c’è scritto nell’articolo 155 della Costituzione spagnola?

ore 13.00 dell’11 ottobre 2017. Le reazioni al discorso di Rajoy. Il PSOE è d’accordo con la posizione “prudente” di Rajoy. Il segretario del Partito Socialista Catalano (PSC), Miquel Iceta, ha reagito positivamente al discorso di Rajoy “per la sua prudenza e misura” e si aspetta una risposta “alla stessa altezza” da parte di Puigdemont. Ciudadanos mostra invece soddisfazione per l’imminente applicazione dell’articolo 155 e chiede lo scioglimento del Parlamento catalano. Il leader di Izquierda Unida Alberto Garzòn ha invece affermato che la sua interpretazione del discorso di Rajoy è che “non si applica il 155 e che si apre al dialogo”. Da parte del fronte indipendentista, fonti di Junts pel Sì fanno sapere che aspettano una risposta sull’accettazione o meno dell’apertura di un dialogo. Fonti del Governo catalano, attraverso la voce di Josep Rull, consigliere al territorio, affermano che Rajoy non dovrebbe fare domande ma dovrebbe dire se accetta o no la mano tesa dal Governo catalano nel discorso di ieri sera, per aprire dialogo e mediazione.

 

ore 12.18 dell’11 ottobre 2017. Rajoy parla alla Moncloa dopo il Consiglio dei Ministri ed informa che “è stato richiesto ufficialmente al Governo di Catalogna di specificare se è stata dichiarata o no l’indipendenza”. Questa richiesta è previa all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, che sospenderebbe i poteri della Comunità Autonoma di Catalogna. Insomma, Rajoy butta di nuovo la palla nel campo di Puigdemont. Dalla risposta di Puigdemont dipenderà il comportamento di Rajoy. L’applicazione dell’art.155 è ormai imminente. Salvo un passo indietro di Puigdemont, molto improbabile.  articolo 155 spagna

ore 10.35 dell’11 ottobre 2017. La segretaria generale del PP basco, Amaya Fernández, chiede al PNV (Partito Nazionalista Basco) che “torni alla moderazione” dopo esser stata “trascinata nella radicalità” nelle ultime settimane. Il PNV si è mostrato molto critico, nelle settimane scorse, verso la posizione di totale chiusura del Governo Rajoy alla possibilità che si tenesse in Catalogna un referendum sull’indipendenza. La segretaria del PP ha aggiunto che auspica un ritorno “alla moderazione” e che costituisca insieme alle altre forze politiche una barriera “tagliafuoco” per impedire il contagio del secessionismo nei Paesi Baschi.

ore 10.10 del 11 ottobre 2017Il Governo della Comunità Autonoma di Navarra approva una dichiarazione istituzionale nella quale chiede dialogo e sostiene che la dichiarazione di ieri di Puigdemont ha aperto la porta alla mediazione e riconosce lo “sforzo” fatto.

ore 10 dell’11 ottobre 2017. Il presidente delle Asturie, il socialista Javier Fernández, ritiene che sia urgente una risposta immediata del Governo spagnolo dopo le dichiarazioni del presidente della Generalitat, Carles Puigdemont. “Non si può rinviare la risposta dello Stato”, ha detto.

ore 10 dell’11 ottobre 2017. Il portavoce del Partito Nazionalista Basco (PNV) nel Congreso de los Diputados, Aitor Esteban, afferma di sperare che Madrid colga l’opportunità politica apertasi dopo il discorso di ieri di Puigdemont, e che si apra alla mediazione. Aggiunge però che non ha molte speranze che questo avvenga. Esteban aggiunge che “il discorso mediterraneo del presidente catalano va letto in maniera intelligente, ma che a Madrid non guardano più le sfumature”.

ore 9 dell’11 ottobre 2017. Inizia a Madrid il Consiglio dei Ministri straordinario nel quale si deciderà la linea da seguire dopo la dichiarazione di indipendenza, poi sospesa, annunciata ieri sera dal presidente del governo catalano Puigdemont.

Continua ad essere alta l’attenzione dei mass media italiani verso la crisi spagnola legata all’indipendentismo catalano. Questo qui sotto ad esempio è il podcast della puntata di Radio Anch’io, il programma di Radio 1 RAI, andato in onda oggi da Barcellona.  Clicca qui per ascoltarlo

ore 8.00 dell’11 ottobre 2017. Le prime pagine dei giornali spagnoli di oggi, dopo la dichiarazione di indipendenza (poi sospesa) di ieri sera. 

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martedì 10 ottobre 2017

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Delusione del partito indipendentista della Cup, che fa parte del Governo, dopo la sospensione della proclamazione di indipendenza da parte di Puigdemont. Secondo Anna Gabriel (Cup): “oggi si doveva dichiarare la Repubblica catalana, forse abbiamo perso un’occasione”.

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Secondo il Governo Rajoy la dichiarazione di indipendenza, poi subito dopo sospesa, è “inammissibile”. Non si sa quale linea sceglierà il Governo spagnolo a questo punto, visto che il discorso di Puigdemont ha lasciato le cose in sospeso, nell’attesa di una mediazione.

ore 20.00 del 10 ottobre 2017. Delusione dei manifestanti indipendentisti in piazza dopo la “sospensione” dell’indipendenza da parte di Puigdemont. 

ore 19.45 del 10 ottobre 2017. Puigdemont, parlando al Parlamento catalano, dichiara validi i risultati del referendum dell’1 ottobre e l’inizio del processo di proclamazione della Repubblica. Pochi secondi dopo la dichiarazione di indipendenza, salutata da un applauso degli indipendentisti e da uno sventolio di bandiere “esteladas” in piazza, Puigdemont aggiunge che chiede solennemente al Parlamento di sospendere la indipendenza per un tempo indefinito, per iniziare un processo di dialogo a livello internazionale. Il governo catalano ha quindi scelto una via intermedia fra la dichiarazione di indipendenza unilaterale ed effettiva, e la dichiarazione “in differita”, affermando che c’è volontà di proclamare una Repubblica ma che essa resta sospesa per cercare una offerta di dialogo. Una posizione di forte ambiguità ed equilibrismo.

ore 18.10 del 10 ottobre 2017. Posticipato di un’ora il discorso di Puigdemont al Parlamento catalano, nel quale potrebbe essere dichiarata l’indipendenza unilaterale della Catalogna. I consiglieri non indipendentisti del Parlamento, già seduti nell’emiciclo, si sono alzati dopo l’annuncio. Intanto in piazza cresce il numero dei manifestanti pro-indipendenza, che seguiranno il discorso di Puigdemont da un maxi schermo. 

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