Spagna, la situazione in Catalogna: gli ultimi aggiornamenti [DIRETTA]

Spagna, ecco gli ultimi aggiornamenti sulla crisi in Catalogna e Spagna: tutti gli eventi aggiornati  dopo l’applicazione dell’articolo 155 da parte del Governo Rajoy e la destituzione del governo indipendentista di Puigdemont

Se ti sei perso le DIRETTE dei giorni scorsi: qui trovi la Diretta dal 2 ottobre al 10 ottobre 2017

Qui trovi la Diretta dell’1 ottobre 2017 / Qui invece la diretta del mese di settembre 2017

Ultime notizie dalla Spagna (e Catalogna)


Indice
sabato 18 novembre 2017
mercoledì 15 novembre 2017
martedì 14 novembre 2017
lunedì 13 novembre 2017
sabato 11 novembre 2017
venerdì 10 novembre 2017
lunedì 6 novembre 2017
domenica 5 novembre 2017
venerdì 3 novembre 2017
giovedì 2 novembre 2017
martedì 31 ottobre 2017
lunedì 30 ottobre 2017
domenica 29 ottobre 2017
sabato 28 ottobre 2017
venerdì 27 ottobre 2017
giovedì 26 ottobre 2017
mercoledì 25 ottobre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
domenica 22 ottobre 2017
sabato 21 ottobre 2017
venerdì 20 ottobre 2017
giovedì 19 ottobre 2017
mercoledì 18 ottobre 2017
martedì 17 ottobre 2017
lunedì 16 ottobre 2017
domenica 15 ottobre 2017
sabato 14 ottobre 2017
venerdì 13 ottobre 2017
giovedì 12 ottobre 2017
mercoledì 11 ottobre 2017
martedì 10 ottobre 2017





sabato 18 novembre 2017

18 novembre 2017. Muore a Buenos Aires il Procuratore generale spagnolo José Manuel Maza, l’uomo che ha incarnato la durezza della magistratura spagnola contro il secessionismo catalano. Era stato lui infatti a chiedere la carcerazione preventiva dei componenti dell’ex governo indipendentista catalano. Maza è morto improvvisamente durante una visita in Argentina per una complicazione renale. (https://goo.gl/ArDmxz)

Alfonso Dastis, ministro degli Esteri spagnolo, si è riunito ieri con il suo omologo dell’Arabia Saudita, Adel Al Jubair. Durante la conferenza stampa ha risposto alle critiche provenienti dal Belgio (dove si trova Puigdemont ed altri ex consiglieri indipendentisti) sulla qualità delle carceri spagnole, affermando che il carcere di Estremera, dove Puigdemont verrebbe mandato nel caso in cui facesse ritorno in Spagna, ha “molte comodità che non solo i detenuti ma molte persone vorrebbero poter godere” .

giovedì 16 novembre 2017

16 novembre 2017. Il traghetto della Moby con le immagini di Titti ed altri personaggi della Warner Bros, che per due mesi ha alloggiato centinaia di agenti delle forze dell’ordine spagnole inviati in Catalogna durante la crisi, salpa dal Porto di Barcellona. Il traghetto è noto in Spagna come “barco del Piolìn” e fece tanto discutere a settembre come scrivemmo in questo articolo su El Itagnol. 

mercoledì 15 novembre 2017

15 novembre 2017. Secondo il Governo spagnolo ci potrebbe essere anche la Russia dietro l’indipendentismo catalano. Secondo il Governo di Madrid ci sarebbero hacker russi dietro alcuni messaggi lanciati sui social networks nei giorni più caldi della crisi. Tutto per contribuire alla destabilizzazione di uno dei paesi più grandi dell’Unione Europea. Insomma, secondo la tesi di Madrid ancora una volta sarebbero gli hacker russi a contribuire alla rottura e destabilizzazione del quadro attuale, come accaduto in occasione delle elezioni del presidente Trump. (https://goo.gl/NLzxPN)

martedì 14 novembre 2017

14 novembre 2017. “Il governo di Madrid non ha altra possibilità che riconoscere il risultato” delle elezioni del 21 dicembre. Lo ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis in un’intervista al quotidiano belga Le Soir.

“A differenza del referendum del primo ottobre che era illegale, in questo caso ci saranno organismi che verificheranno la regolarità dello scrutinio. Questa consultazione è la sola possibilità che gli indipendentisti hanno per verificare se continuano ad avere una maggioranza in seno alla popolazione catalana. Vedremo come andrà. Preferisco non avventurarmi in speculazioni basate sui sondaggi”, afferma il capo della diplomazia spagnola.

lunedì 13 novembre 2017

13 novembre 2017. In un’intervista al quotidiano belga Le Soir, Carles Puigdemont si dice favorevole ad un accordo con il Governo spagnolo ed aggiunge: “un’altra soluzione all’indipendenza è possibile”. 

sabato 11 novembre 2017

11 novembre 2017. Centinaia di migliaia di persone, 750.000 secondo la polizia municipale di Barcellona, hanno sfilato nel pomeriggio di oggi lungo le vie della città per chiedere la liberazione dei presidenti delle organizzazioni indipendentiste ANC e Òmnium Cultural, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, e degli otto ex-consiglieri del governo catalano destituito, arrestati nei giorni scorsi. (https://goo.gl/DCySLU)

venerdì 10 novembre 2017

10 novembre 2017 ore 14.10La presidentessa del Parlamento catalano, Carme Forcadell, esce dalla prigione madrilena di Alcalà Meco dopo aver pagato una cauzione di 150.000 euro imposta dal giudice del Tribunale Supremo. Forcadell era entrata in prigione ieri, 9 novembre, intorno alla mezzanotte, dopo l’ordine del giudice. (https://goo.gl/RNiR4p)

lunedì 6 novembre 2017

6 novembre 2017. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha confermato di avere fiducia nella giustizia spagnola e belga nella gestione della situazione catalana. Juncker ha anche aggiunto che la Spagna non sta violando lo stato di diritto nella gestione della crisi catalana.

6 novembre 2017. Carles Puigdemont accusa il Governo Rajoy di aver messo in marcia una “offensiva giudiziaria brutale” contro i membri del Governo catalano.

domenica 5 novembre 2017

ore 23.50 del 5 novembre 2017.Il giudice belga lascia in libertà provvisoria l’ex presidente Carles Puigdemont ed altri 4 consiglieri che si erano rifugiati a Bruxelles una settimana fa, dopo la dichiarazione di indipendenza. Gli ex membri del governo catalano hanno testimoniato per oltre 5 ore. Poi la scelta del giudice, che doveva valutare l’ordine di arresto e trasferimento in Spagna dettato dalla giudice del tribunale Audiencia Nacional Carmen Lamela.

ore 18.30 del 5 novembre 2017. Il vice-primo ministro belga e responsabile degli Interni, il nazionalista flamenco Jan Jambon, ha criticato duramente l’azione del governo spagnolo contro i leader dell’indipendentismo catalano, ed in generale nella gestione della crisi in Catalogna degli ultimi due mesi, a partire dagli sgomberi forzati nei seggio elettorali dell’1 ottobre fino alle recenti detenzioni. “se fosse successo lo stesso in Polonia – ha affermato il dirigente intervistato da una TV flamenca – o in Ungheria, ci sarebbero state altre reazioni in Europa”.

Ieri sera (4 novembre 2017) a Bilbao, circa 35.000 persone (secondo fonti del Comune) hanno manifestato sotto una pioggia battente contro l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna e per appoggiare il diritto a decidere. La manifestazione è la terza in appoggio alla Catalogna che viene organizzata a Bilbao nell’ultimo mese e mezzo. Era stata convocata da EH Bildu, dai ELA, LAB, ESK, Steilas, fra gli altri, e dalla piattaforma Gure Esku Dago. TAderivano anche altre forze politiche come Podemos e Ezker Anitza-IU.

venerdì 3 novembre 2017

ore 20 del 3 novembre 2017. Il giudice dell’Audiencia Nacional Carmen Lamela emette un mandato d’arresto europeo per l’ex presidente del governo catalano Carles Puigdemont ed i consiglieri che si trovano con lui a Bruxelles da lunedì 30 ottobre. Ieri sera erano stati arrestati gli altri sette consiglieri ed il vicepresidente Oriol Junqueras. 

giovedì 2 novembre 2017

ore 22 del 2 novembre 2017. Caceroladas a Barcellona contro gli arresti degli ex membri del governo catalano. Anche i sindacati CCOO ed UGT (le sezioni catalane) condannano gli arresti affermando che sono “sproporzionati”. Ventitré giornali catalani pubblicano un annuncio comune in cui considerano “demolitore” l’arresto degli 8 membri dell’esecutivo. Anche la squadra di calcio FC Barcelona condanna gli arresti affermando che non contribuiscono al dialogo.

ore 21 del 2 novembre 2017. Puigdemont parla da Bruxelles e condanna duramente gli arresti rivendicando la legittimità del suo governo. Fa poi un appello al popolo catalano affinché combatta contro questo attacco in modo pacifico e con serenità. Sempre secondo Puigdemont gli arresti sono un colpo durissimo alle elezioni del 21 dicembre.

ore 20 del 2 novembre 2017. Le reazioni della politica agli arresti: fortissima condanna da parte dei partiti catalani, compreso il Partito Socialista Catalano, che parla di “provvedimento sproporzionato”. Silenzio invece da parte del PSOE. Durissime le parole del leader di Podemos Pablo Iglesias: “mi provoca vergogna il fatto che nel mio paese si arrestino oppositori politici”. Ed aggiunge: “siamo contro l’indipendenza, ma oggi diciamo: libertà per i prigionieri politici”. Dura critica da parte della sindaca di Barcellona Ada Colau, che definisce gli arresti una vendetta politica e “il peggiore attacco mai ricevuto dall’autogoverno catalano durante la democrazia” e chiede il rilascio dei detenuti. Aggiunge inoltre che la decisione allontana dalla soluzione del conflitto e getta il paese su un pendio scivoloso verso l’autoritarismo. Il presidente del governo basco, Urkullu, definisce gli arresti una misura sproporzionata e controproducente e “la peggior via che si potesse prendere”. Intanto a Barcellona scende nuovamente in piazza il popolo indipendentista e viene convocato uno sciopero generale che dovrà essere dettagliato domani.

ore 17 del 2 novembre 2017. 

Il giudice dell’Audiencia Nacional, Carmen Lamela, chiede l’arresto dell’ex vicepresidente della catalogna Oriol Junqueras e di altri setto ex-consiglieri che si sono presentati questa mattina a Madrid. Buona parte dell’ex governo catalano finisce quindi in galera. Le accuse sono molto pesanti: ribellione, sedizione e malversazione. Secondo la giudice il provvedimento viene preso per il rischio di fuga degli imputati. Si tratta di una situazione mai verificatasi nella storia democratica della Spagna. Gli otto arrestati verranno portati in cinque carceri diverse. L’unico a non essere arrestato è il consigliere Santi Vila, che si era dimesso la sera prima della dichiarazione di indipendenza e che stamattina aveva dichiarato per 40 minuti. Si attende cosa deciderà il giudice per Carles Puigdemont, rifugiatosi a Bruxelles da lunedì scorso. la Procura ne ha chiesto l’arresto e la diffusione di un ordine di cattura internazionale.

ore 12 del 2 novembre 2017. La Procura spagnola chiede l’arresto degli ex consiglieri del governo catalano e del vicepresidente Junqueras.

ore 10.45 del 2 novembre 2017. Le dichiarazioni degli ex consiglieri catalani nel tribunale Audiencia Nacional vengono spostate al 9 novembre su richiesta degli avvocati.

ore 10 del 2 novembre 2017. La sindaca di Barcellona Ada Colau: “la giustizia non può essere strumento di vendetta politica”

ore 9 del 2 novembre 2017. Vari ex-consiglieri della giunta catalana sono chiamati oggi a comparire nel tribunale spagnolo Audiencia Nacional, situato a Madrid, per reati di sedizione e ribellione. Al loro arrivo a Madrid, presso la stazione dei treni di Atocha, sono stati ricevuti da un gruppetto di estremisti di destra del gruppo neofascista Hogar Social, al grido di “viva Spagna” e “Puigdemont in prigione”. Non tutti i consiglieri chiamati a comparire in tribunale si sono recati a Madrid: quattro di loro si trovano ancora a Bruxelles insieme all’ex presidente del Govern Puigdemont.

martedì 31 ottobre 2017

ore 14 del 31 ottobre 2017. Carles Puigdemont afferma da Bruxelles che resterà nella capitale belga fino a che non riceverà “garanzie” dal Governo spagnolo e che si è trasferito per “sicurezza”. Esclude al momento la richiesta di asilo politico. 

lunedì 30 ottobre 2017

30 ottobre 2017. I partiti indipendentisti PDeCAt ed ERC dichiarano che si presenteranno alle elezioni del 21 dicembre convocate da Rajoy come effetto dell’applicazione dell’articolo 155. Nel giorno in cui entra in vigore a tutti gli effetti il commissariamento della Comunità Autonoma catalana, dunque, e nel giorno della fuga di Puigdemont e cinque ex consigieri a Bruxelles, i principali partiti del fronte indipendentista dichiarano paradossalmente che si presenteranno alle elezioni anticipate convocate da Rajoy nella regione. Elezioni che, per il fronte indipendentista, non dovrebbero avere validità, visto che il 27 ottobre in teoria era stata dichiarata la nascita della Repubblica catalana.




ore 16 del 30 ottobre 2017. Podemos considera ormai fuori dal partito la corrente Anticapitalistas, che ieri sera in un comunicato ha riconosciuto la dichiarazione di indipendenza catalana. Podemos sta iniziando ad avere problemi per la gestione della crisi catalana, nella quale ha sempre mantenuto un atteggiamento di apertura verso l’indipendentismo (pur dichiarandosi contro la secessione della Catalogna).

ore 14 del 30 ottobre 2017. Puigdemont e cinque ex consiglieri del governo catalano (destituito il 27 ottobre con l’applicazione dell’articolo 155) si rifugiano a Bruxelles, dove sono arrivati con un volo da Marsiglia. Sarebbero arrivati nella città francese, secondo l’agenzia EFE, con un’automobile partita dalla Catalogna. La notizia arriva poche ore dopo la denuncia del Procuratore generale che accusa di sedizione e ribellione i membri dell’ex governo. Il cantautore catalano Lluis Llach in un tweet afferma che Puigdemont è “un esiliato” (https://goo.gl/6rpQzG)

ore 13 del 30 ottobre 2017. Il Procuratore generale spagnolo José Manuel Maza ha chiesto l’incriminazione del presidente catalano ormai destituito Carles Puigdemont e dei suoi ex consiglieri con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione. Denunciata anche l’ex presidente della Camera Carme Forcadell ed i membri dell’ufficio di Presidenza, tutti accusati di sedizione e ribellione. Nel mirino dei magistrati di Madrid ben 14 membri dell’ex Governo catalano e sei parlamentari. Puigdemont rischia fino a 30 anni di carcere. Per ora però non viene richiesto l’arresto. Dovranno però probabilmente comparire in tribunale.

ore 12 del 30 ottobre 2017. Secondo il Colegio de Registradores Mercantiles de España sono 1821 le imprese che hanno spostato la propria sede sociale dalla Catalogna ad altre regioni spagnole nel mese di ottobre. 

ore 10 del 30 ottobre 2017. Quasi nessun consigliere dell’ex governo catalano si è presentato oggi nella Generalitat, dopo la destituzione avvenuta lo scorso 27 ottobre. Soltanto Josep Rull, responsabile di Territorio e Sostenibilità si è recato nel suo ufficio per dare una immagine di normalità, come fosse un lunedì normale di lavoro. Altri funzionari, oltre cento, tutti destituiti, si sono recati nel palazzo della Generalitat per portare vie i beni personali.

La lettera del presentatore Jordi Evole sul giornale el Periodico riassume la stanchezza di tanti spagnoli per il clima creatosi nelle ultime settimane. Il giornalista Jordi Evole, presentatore del programma televisivo Salvados, molto famoso in Spagna, è tornato a dire la sua sulla crisi in Catalogna. La sua lettera, dal titolo “questo è quello che non voglio” elenca tutto ciò che non vuole più sentire dopo settimane di interminabile bombardamento mediatico sulla crisi catalana in Spagna. In un passaggio scrive: “Non voglio più leader in prigione. Non voglio repubbliche proclamate sulla base di un referendum che neanche gli osservatori internazionali pagati per farlo, hanno considerato valido. Non voglio più plebisciti vinti con il 48% dei voti. Non voglio, di fronte a decisioni trascendentali, partecipazioni del 38%. Non voglio parlamenti che nel momento in cui devono scegliere i vertici della televisione pubblica hanno bisogno di un quorum di 90 deputati, e che per dichiarare l’indipendenza si accontentano di 70. Non voglio che ognuno abbia la sua propria  visione di che cos’è democratico”. Qui la lettera integrale (in spagnolo)

Le prime pagine dei giornali spagnoli del 30 ottobre 2017. 

ore 8.00 del 30 ottobre 2017. Problemi dentro il partito Podemos. Ieri sera la corrente più a sinistra del partito, formata da Anticapitalistas, ha riconosciuto con un comunicato la dichiarazione di indipendenza della Catalogna. Questa mattina la deputata di Podemos Carolina Bescansa è tornata a rimarcare la posizione del partito viola, di contrarietà all’indipendenza della Catalogna e di non riconoscimento della dichiarazione unilaterale del 27 ottobre, ed ha aggiunto: “chi difende la dichiarazione di indipendenza deve cercarsi un altro partito”. La Bescansa si era mostrata già molto critica verso il suo partito alcuni giorni fa, criticando la posizione di Podemos, che starebbe ascoltando fin troppo i secessionisti e non gli spagnoli. La preoccupazione di una parte del partito è che la posizione di apertura all’autodeterminazione della Catalogna (ma allo stesso tempo contraria all’indipendenza) venga vista come eccessiva ambiguità da una parte dell’elettorato, e porti ad un ridimensionamento elettorale del partito guidato da Pablo Iglesias. Iniziano anche ad allargarsi le crepe fra Podemos nazionale e la “filiale” catalana Podem. La direzione nazionale ha “desautorizado” il leader della formazione catalana Albano Dante Fachín

30 ottobre 2017. Finisce il fine settimana con tutti i nodi ancora al pettine: la Catalogna non è indipendente, il governo regionale è stato rimosso, è stato sciolto il Parlamento…e non si sa cosa accadrà nei prossimi giorni.




domenica 29 ottobre 2017

ore 19 del 29 ottobre 2017. La storica vittoria della squadra di calcio di Girona contro il Real Madrid, avvenuta oggi pomeriggio nel quadro del campionato calcistico spagnolo La Liga, è diventato un pretesto per Puigdemont per tornare a dare un messaggio nazionalista: “La vittoria del Girona contro una delle squadre più forti del mondo è un esempio ed un riferimento per molte altre situazioni”.

 

ore 18 del 29 ottobre 2017.A Barcellona enorme manifestazione in difesa dell’unità di Spagna. Oltre 1 milione di persone secondo gli organizzatori, 300.000 secondo la Guardia Urbana di Barcellona. La grande manifestazione, convocata da Societat Civil Catalana (SCC) con l’appoggio di PP, Socialisti e Ciudadanos, aveva come slogan “Tutti siamo Catalogna”ed ha riaffermato la presenza di una importante fetta della popolazione catalana che si sente spagnola e catalana allo stesso tempo.

(https://goo.gl/J3Nev1)barcellona spagna

ore 15.10 del 29 ottobre 2017. Theo Francken, ministro dell’Immigrazione belga, ha affermato che il suo Paese potrebbe accogliere Carles Puigdemont come rifugiato politico, qualora egli ne facesse richiesta.

ore 13.30 del 29 ottobre 2017. Migliaia di persone manifestano a Barcellona in difesa dell’unità della Spagna. Presenti esponenti del PP, del PSOE e di Ciudadanos. La manifestazione è stata organizzata da Societat Civil Catalana, associazione che promuove la cultura catalana come parte inseparabile dalla cultura spagnola.

sabato 28 ottobre 2017

ore 16 del 28 ottobre 2017. La polizia spagnola lancia un tweet in cui spiega come fare a rinnovare la carta d’identità: ieri molti indipendentisti avevano mostrato sui social una foto del loro tesserino d’identità (in Spagna si chiama DNI) rotto dopo la proclamazione della indipendenza di Catalogna.

ore 15 del 28 ottobre 2017. Discorso di Puigdemont trasmesso dall’emittente catalana TV3. L’ormai ex-presidente non riconosce la sua destituzione da parte del Governo Rajoy e fa appello ai catalani e li invita a continuare a manifestare con civiltà e a “opporsi democraticamente all’applicazione del 155”. Nel suo discorso afferma: “continueremo a lavorare per un Paese libero”. Se conoscete il catalano lo potete ascoltare qui.

ore 14.30 del 28 ottobre 2017. Ferrán Lopéz, numero due dei Mossos d’Esquadra, sostituisce Trapero, destituito questa mattina, diventando così capo della polizia autonoma catalana.

ore 13 del 28 ottobre 2017. In Plaza Colòn, a Madrid, nuova manifestazione per l’unità di Spagna convocata dalla Fundación para la defensa de la Nación Española (Danaes), con minor affluenza in confronto a quelle di inizio ottobre.

ore 12.35 del 28 ottobre 2017. Mariano Rajoy delega la presidenza catalana alla vicepresidente del Governo spagnolo, Soraya Sáenz de Santamaría. I Ministri del Governo centrale assumeranno le funzioni dei loro omologhi del governo catalano. Vengono rimossi quindi gli incarichi dell’attuale esecutivo catalano. Rimossa anche la scorta agli esponenti più importanti. Resta la scolta all’ex presidente Puigdemont, perché oggetto di minacce.

ore 10 del 28 ottobre 2017. Il Ministero dell’Interno prenderà il controllo della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, così come previsto dall’articolo 155. Intanto, il segretario del PSOE Pedro Sánchez spiega con una diretta ai votanti socialisti la sua posizione sull’applicazione del 155. Secondo Sánchez, il PSOE ha fatto il possibile per tentare di risolvere la questione catalana, ma nonostante un “appello al  dialogo fino all’ultimo minuto”, Puigdemont “sta continuando a mettere in pericolo la democrazia”. Per il leader socialista è dunque necessario “tornare alla legalità” perché al di fuori di essa “non c’è democrazia”. Qui la lettera completa.

28 ottobre 2017.Vengono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale spagnola (BOE) le misure introdotte con l’applicazione dell’articolo 155, fra cui la rimozione del capo della polizia locale (Mossos d’Esquadra), Trapero.

28 ottobre 2017. Le prime pagine dei giornali spagnoli nazionali e locali dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza del governo catalano. 

Giorno 1 della “Repubblica catalana”…ma non sembra (e non lo è). Un articolo-reportage de eldiario.es racconta come si sveglia Barcellona il giorno dopo la dichiarazione di indipendenza, sottolineando come le strade siano tranquille e come non vi sia la percezione di un cambiamento reale.

venerdì 27 ottobre 2017

ore 23.30 del 27 ottobre 2017.La lunga giornata del 27 ottobre si chiude con una piccola manifestazione unionista a Barcellona, conclusasi con qualche momento di tensione (molto contenuto), dopo l’aggressione di un gruppetto di “ultras” alla sede di Catalunya Ràdio, dove hanno rotto una porta a vetri. Mentre viene applicato l’articolo 155 ed i giornali di tutto il mondo parlano dei fatti della Catalogna, non si sa ancora quale portata e quali effetti avranno gli eventi di questa storica giornata.

ore 21.45 del 27 ottobre 2017. La CUP, partito che forma parte del Governo indipendentista catalano, risponde a Rajoy su Twitter: “Continueremo a costruire la Repubblica! Non ci sottometteremo ne’ all’autoritarismo di Rajoy ne’ al 155”.

ore 21.30 del 27 ottobre 2017. Rajoy annuncia lo scioglimento del Parlamento catalano, la rimozione del Governo catalano e indice elezioni anticipate nella Comunità Autonoma per il 21 dicembre. Vengono chiuse le sedi di rappresentanza della Catalogna all’estero. La cessazione del Govern suppone anche il licenziamento del personale relativo e cariche fiduciarie.

 

ore 18 del 27 ottobre 2017. I principali leader europei dichiarano di non riconoscere la dichiarazione unilaterale catalana. Anche gli USA manifestano appoggio al Governo Rajoy ricordando che la Catalogna “è parte integrante” dello Stato spagnolo. Il presidente del Portogallo esprime “totale solidarietà” alla Spagna. L’Italia è fra i primi paesi a non riconoscere la dichiarazione di indipendenza catalana. Da parte sua, la Sindaca di Barcellona, Ada Colau, critica sia l’applicazione del 155 che la dichiarazione di indipendenza del Parlamento catalano.

ore 16.24 del 27 ottobre 2017.Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk: “per l’Unione Europea non cambia nulla, la Spagna è l’unico interlocutore”.

ore 16.12 del 27 ottobre 2017. Il Senato spagnolo approva l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna. Le misure verranno specificate in una conferenza stampa alle 18.

15.30 del 27 ottobre. Mariano Rajoy manda via Twitter un messaggio: chiedo tranquillità a tutti gli spagnoli. Lo Stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna. 

ore 15.27 del 27 ottobre 2017. Il Parlamento catalano approva la dichiarazione di indipendenza. 70 voti a favore, 10 contro e 2 in bianco. Hanno abbandonato l’aula i consiglieri del PP, del PSC e di Ciudadanos. In piazza, fuori dal Parlamento, la festa degli indipendentisti. 

ore 15.16 del 27 ottobre 2017. Tutta la Spagna (ed il mondo) con gli occhi puntati su quanto accade nel Parlamento di Barcellona, dove i consiglieri rimasti nell’emiciclo stanno votando (in forma segreta) la dichiarazione di indipendenza. 

ore 15.00 del 27 ottobre 2017. La discussione nel Parlamento catalano va avanti in un clima molto teso: PP, PSC e Ciudadanos lasciano l’aula. La Cup afferma “oggi iniziamo la destituzione del regime e della monarchia borbonica”, mentre Junts pel Si afferma che “per uscire dal blocco politico ci vediamo obbligati a costruire un nuovo stato”. Junts pel Si chiede poi di votare la dichiarazione di indipendenza (scritta e approvata poco prima dalle due forze indipendentiste) con voto segreto. Socialisti, PP e Ciudadanos lasciano l’aula.

ore 13.05 del 27 ottobre 2017. Il presidente del governo dei Paesi Baschi, Urkullu, dichiara ai giornalisti che “si è arrivati ad un passo dalla soluzione” e che “c’è ancora tempo per raggiungere una soluzione”. Ma ha aggiunto che la situazione “è molto preoccupante”. Anche il leader di Podemos, Pablo Iglesias, afferma che c’è ancora tempo per salvare la situazione.

ore 13 del 27 ottobre 2017. Intorno al Parlamento catalano si riuniscono manifestanti ed anche una catena di trattori, per “proteggerlo” dopo l’applicazione dell’articolo 155 e la eventuale dichiarazione di indipendenza.

ore 12.55 del 27 ottobre 2017. Alle 13 inizia la seduta del Parlamento catalano che potrebbe portare alla proclamazione della Repubblica catalana. I partiti che formano il Governo, Junts Pel Sí e CUP, hanno proposto iniziare un processo costituente verso la proclamazione della Repubblica. Il PSOE ritiene che questa sia la chiusura finale al dialogo e ritira l’emendamento che chiedeva di sospendere l’applicazione dell’articolo 155. A Barcellona si iniziano a radunare persone in piazza davanti la sede del Parlament, per seguire la possibile dichiarazione unilaterale di indipendenza sui maxi-schermi istallati per l’occasione.

ore 10 del 27 ottobre 2017. Inizia la seduta del Senato che applicherà l’articolo 155 della Costituzione spagnola in Catalogna, portando al commissariamento della Comunità Autonoma. Interviene il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy, che difende il commissariamento della C.A.: “non c’è alternativa”

27 ottobre 2017. Giorno decisivo nello scontro fra governo Rajoy e governo indipendentista catalano: se Rajoy non ritira l’applicazione dell’articolo 155, Puigdemont dichiarerà con ogni probabilità l’indipendenza. Il PSOE cerca in extremis di salvare la situazione con la concessione, da parte di Rajoy, di una via d’uscita per Puigdemont.

giovedì 26 ottobre 2017

ore 22.00 del 26 ottobre 2017.

Il consigliere del dipartimento di Economia catalano, Santi Vila, si dimette in aperto contrasto con la linea del presidente Puigdemont, che oggi ha rinunciato a convocare elezioni anticipate in Catalogna. Vila si era mostrato critico con l’ipotesi di una dichiarazione di indipendenza così precipitata, ed aveva sempre mostrato contrarietà all’alleanza fra Junts pel Sì e il partito della sinistra indipendentista CUP. Le dimissioni di Vila vengono lette, alla fine di una giornata convulsa quale è stata quella del 26 ottobre, piena di colpi di scena, come un segnale del fatto che si va verso una dichiarazione unilaterale di indipendenza.

ore 17.10 del 26 ottobre 2017. Puigdemont parla davanti alle telecamere nel palazzo della Generalitat di Barcellona pronunciando un discorso attesissimo da tutta la mattina: niente elezioni anticipate, come sembrava fino a poche ore prima, “per la mancanza di garanzie da parte del Governo”. In sostanza, il governo Rajoy avrebbe applicato ugualmente l’articolo 155 nonostante la convocazione di elezioni regionali anticipate. La notizia arriva come una bomba dopo che per tutta la mattinata si erano fatte sempre più insistenti le voci di una convocazione di elezioni anticipate da parte di Puigdemont, fatto che avrebbe potuto allentare la tensione. A questo punto la risposta da Madrid sarà, con ogni probabilità, l’applicazione dell’articolo 155 che commissaria la C.A. della Catalogna. Da parte del governo catalano invece potrebbe arrivare fra oggi e domani la dichiarazione unilaterale di indipendenza che, ancora oggi, i manifestanti indipendentisti hanno reclamato in piazza in diverse manifestazioni a Barcellona e Girona.

ore 14.23 del 26 ottobre 2017. Colpo di scena in Catalogna: il presidente Puigdemont cancella il discorso che doveva effettuare alle 13.30 e poi rimandato alle 14.30 nel quale, secondo quanto riportavano molti media nazionali ed internazionali, avrebbe proclamato elezioni anticipate. La domanda è: che succede? L’ipotesi è che non abbia ricevuto garanzie dal Governo Rajoy sull’annullamento dell’applicazione dell’articolo 155. puigdemont 261017

ore 13.53 del 26 ottobre 2017. Rinviato alle 14.30 il discorso di Puigdemont in cui potrebbe annunciare elezioni anticipate. Intanto nella piazza della Generalitat confluiscono migliaia di studenti indipendentisti contrari al rinvio della dichiarazione di indipendenza.indipendenza catalogna

ore 13.39 del 26 ottobre 2017. Mezza Spagna attende davanti alle TV e sulle radio le parole di Puigdemont, che doveva iniziare a parlare alle 13.30 ma è in ritardo di alcuni minuti. A Barcellona, migliaia di studenti indipendentisti in piazza. 

ore 13 del 26 ottobre 2017. I giornali spagnoli danno quasi per certo che Puigdemont convocherà elezioni anticipate per evitare l’applicazione dell’articolo 155 ed il conseguente commissariamento del Governo. Puigdemont parlerà alle 13.30. C’è grande attesa per le sue dichiarazioni, che potrebbero segnare lo sviluppo dei fatti delle prossime ore e dei prossimi giorni.

ore 12.30 del 26 ottobre 2017. A Barcellona e Girona sfilano in corteo migliaia di studenti universitari indipendentisti. 

 

ore 9 del 26 ottobre 2017.La riunione notturna dell’esecutivo e dei consiglieri indipendentisti, a Barcellona, si conclude senza un accordo. La riunione, alla quale era presente anche il presidente del Governo catalano Puigdemont, si conclude alle 2 di notte senza un accordo fra le parti, divise fra chi vuole una dichiarazione di indipendenza e chi vuole evitare che venga applicato l’articolo 155 convocando elezioni regionali anticipate. Oggi pomeriggio si terrà la seduta del Parlament in cui potrebbe essere presa la decisione finale. La seduta durerà fino a domani, venerdì 27 ottobre, giorno chiave nello scontro fra Madrid e Barcellona perché è la data in cui il Senato spagnolo approverà – con ogni probabilità – la messa in marcia del commissariamento della Catalogna.

mercoledì 25 ottobre 2017

ore 18.30 del 25 ottobre 2017.Il vicepresidente della Generalitat catalana, Oriol Junqueras, di ERC, afferma alla Agenzia AP che “la Spagna non ha lasciato ai secessionisti nessuna via possibile oltre l’indipendenza”. Sono ore febbrili di incontri fra partiti del fronte indipendentista, in cui si scontrano due posizioni: quella che difende una dichiarazione unilaterale di indipendenza quanto prima, ed una che invita a bloccare la messa in marcia dell’articolo 155 con la proclamazione di elezioni anticipate, prima che vengano imposte da Rajoy. Non si sa ancora quale delle due prevarrà.

 

ore 13.30 del 25 ottobre 2017. La sindaca di Barcellona, Ada Colau: “siamo di più quelli che vogliamo una tregua seguita dal dialogo”. La sindaca ha chiesto nuovamente che si fermi il clima di scontro frontale e si torni poi al dialogo. La posizione della sindaca e del suo partito, lo ricordiamo, è sempre stata di apertura verso le istanze indipendentiste ma contraria ad una secessione della Catalogna.

L’entità contraria all’indipendenza della Catalogna, Societat Civil Catalana (SCC), che ha già organizzato grandi manifestazioni unioniste a Barcellona nelle scorse settimane, ha convocato una nuova manifestazione per domenica 29 ottobre, nel Passeig de Gràcia della città catalana, sotto lo slogan “tutti siamo Catalogna” e “per la convivenza e la sensatezza”.

ore 12.50 del 25 ottobre 2017. La ANC, associazione indipendentista che ha convocato già numerose mobilitazioni nelle scorse settimane (ed il cui leader è stato detenuto con l’accusa di sedizione per i fatti del 20 settembre scorso), convoca una concentrazione per venerdì 27 ottobre di fronte al Parlamento catalano, “per difendere la repubblica”. 

25 ottobre 2017.Emergono con sempre maggior evidenza le differenze fra PP e PSOE sull’applicazione dell’articolo 155. In particolare, il PSOE vorrebbe bloccarne l’applicazione nel caso in cui Puigdemont convocasse elezioni anticipate in Catalogna. Il PP però, non è dello stesso parere. Durante la giornata, i due partiti hanno cercato di aggiustare le rispettive versioni, ma le differenze sono evidenti.

25 ottobre 2017. Carolina Bescansa, deputata e fondatrice di Podemos, ha criticato questa mattina il suo partito politico in merito alla gestione della crisi catalana affermando che “manca un progetto politico per la Spagna” e aggiungendo: ” mi piacerebbe un Podemos che parlasse di più alla Spagna ed agli spagnoli, e non solo agli indipendentisti”. La deputata ritiene che Podemos, con la sua posizione di apertura verso “l’autodeterminazione del popolo catalano”, non è stata abbastanza chiara negli ultimi mesi nel dire che non appoggerebbe una dichiarazione di indipendenza della Catalogna. Ha invece preferito mantenere una posizione ambigua, che non è del tutto compresa dall’elettorato e che potrebbe, con il tempo, ridurre il consenso.

25 ottobre 2017.Il segretario generale del sindacato CCOO, uno dei maggiori di Spagna, ha consigliato ai funzionari pubblici catalani di rispettare la normativa vigente nel caso in cui venisse applicato l’articolo 155, per evitare “problemi sul lavoro”. 

25 ottobre 2017. L’attenzione dei media spagnoli è tutta rivolta alla Catalogna, e sta passando sotto silenzio la conclusione del processo Gurtel, che ha svelato un estesissimo sistema di corruzione a livello politico ed economico in Spagna. E’ la denuncia del giornale online Publico, in un suo articolo pubblicato oggi, nel quale mostra come i principali quotidiani spagnoli non stiano seguendo il caso, nonostante siano implicati in esso importante personalità del PP e non solo. Qui l’articolo

lunedì 23 ottobre 2017

23 ottobre 2017. Inizia una nuova settimana ad altissima tensione in Spagna, molto probabilmente la più critica: venerdì 27 il Senato approverà l’applicazione dell’articolo 155, che porterà alla rimozione dei vertici del Governo catalano e la presa del controllo della Comunità Autonoma da parte del Governo Rajoy. In questi cinque giorni che ci separano dal 27 ottobre, può succedere di tutto: la palla ora passa di nuovo al Governo catalano, che giovedì 26 ottobre, in una seduta del Parlament di Barcellona, potrebbe dichiarare unilateralmente l’indipendenza o scegliere altre strade. Le parole dei leader indipendentisti lasciano già intuire quale sarà il clima, visto che parlano di “golpe” in riferimento all’attuazione di questo articolo della Costituzione spagnola, mai messo in marcia dal ristabilimento ella democrazia. Lo scenario più probabile è quello di uno scontro frontale mai visto in una democrazia dell’Europa occidentale negli ultimi decenni.

23 ottobre 2017. ore 9.30 Secondo il partito CUP, che fa parte del Governo catalano, la decisione del Governo Rajoy di applicare il 155 e rimuovere l’esecutivo della Catalogna “è la maggiore aggressione ai diritti civili, individuali e collettivi che il popolo catalano abbia vissuto dai tempi del franchismo”.  Il partito aggiunge che la risposta del popolo catalano dev’essere “la disobbedienza civile di massa”.

23 ottobre 2017. Giornali radio e notiziari spagnoli riportano fra le prime notizie i dati e le conseguenze dei referendum consultivi in Lombardia e Veneto, che si sono tenuti ieri in Italia.



domenica 22 ottobre 2017

22 ottobre 2017 ore 17. Il presidente del Parlamento europeo, l’italiano Antonio Tajani, chiude le porte dell’Europa alla Catalogna. In un’intervista rilasciata al Messaggero ha dichiarato che nessun Paese europeo intende riconoscere la Catalogna come Stato indipendente.  

22 ottobre 2017.I giornali spagnoli con sede a Madrid appoggiano all’unanimità l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna: i titoli cubitali in prima pagina parlano di “ristabilimento della legalità” e “recupero della democrazia” grazie a questa misura.

Si apre il fronte basco? Il Lehendakari dei Paesi Baschi (il capo del Governo basco), Iñigo Urkulllu, ha definito “estrema e sproporzionata” l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna e offre appoggio al Governo catalano per cercare un futuro costruttivo. Urkullu, del PNV, si era mostrato molto critico verso la mano dura del Governo Rajoy (che il PNV appoggia nel Parlamento di Madrid) ma ora ha alzato il livello di critica. Puigdemont risponde al Presidente basco ringraziandolo per la solidarietà mostrata.



sabato 21 ottobre 2017

21 ottobre 2017 ore 21. Dopo la manifestazione intervengono la presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, e il presidente della Generalitat Carles Puigdemont. Nel suo discorso Carme Forcadell definisce “un colpo di stato di fatto” quello del Governo spagnolo e aggiunge che “Rajoy ha sorpassato tutti i limiti”. Dure anche le parole di Puigdemont che parla di “maggior attacco democratico dai tempi di Franco” e annuncia che convocherà il Parlamento catalano nei prossimi giorni per rispondere a Madrid.

21 ottobre 2017 ore 18. Decine di migliaia di persone manifestano a Barcellona per la liberazione di Jordi Cuixart e Jordi Sánchez. La folla sfila per le strade della città catalana al grido di “non siete soli” e “non un passo indietro”. Alla marcia hanno preso parte anche i consiglieri della Generalitat e il Presidente Puigdemont. In serata si producono “caceroladas” in diversi quartieri della città, contro l’applicazione dell’articolo 155: le proteste sono state più veementi e rumorose di quelle dei giorni scorsi.

21 ottobre 2017 ore 16.30. Il presidente della squadra di calcio FC Barcelona, Josep Maria Bartomeu, dà il suo appoggio alle istituzioni catalane dopo l’annuncio del Governo Rajoy sull’applicazione dell’articolo 155 che porteranno al commissariamento della Comunità Autonoma e chiede una risposta pacifica da parte dei tifosi, nello stadio Camp Nou.

21 ottobre 2017. Le reazioni della politica all’applicazione dell’articolo 155: soddisfazione da parte di Ciudadanos, mentre la sinistra spagnola, da IU a Podemos, critica la misura affermando che si tratta di “maggior benzina gettata sul fuoco” e di “distruzione dei ponti di dialogo”. Fortemente critico il PNV, mentre il PSOE, che appoggia la misura, afferma che Puigdemont ha ancora tempo per fare marcia indietro ed impedire la messa in marcia di questo commissariamento.

21 ottobre 2017 ore 14.30. Le misure previste con l’applicazione dell’articolo 155 (che deve essere ancora approvato dal Senato, venerdì 27 ottobre) possono essere riassunte con una parola: commissariamento. Viene destituito il Presidente del Governo Puigdemont, il vice ed i consiglieri che formano l’esecutivo. Tutte le competenze della Comunità Autonoma passano nelle mani del Governo centrale, comprese le forze di polizia locali (Mossos d’Esquadra) ed i mezzo di comunicazione pubblici catalani (Tv3 e Radio Catalunya). In queste competenze sono inclusi ovviamente anche i tributi, che verranno controllati da Madrid. Il commissariamento della Catalogna potrebbe durare mesi, e porterà la Comunità Autonoma ad elezioni regionali anticipate.

21 ottobre 2017 ore 14. Rajoy annuncia che il Governo applicherà l’art. 155 e che saranno convocate elezioni in Catalogna. Nel suo discorso il Presidente spagnolo afferma che con l’applicazione di questa misura prevista dalla Costituzione il Governo si propone di portare a termine 4 obiettivi: tornare alla legalità, tornare alla normalità, favorire la ripresa economica messa in pericolo dai catalani, celebrare elezioni “non appena sarà recuperata la normalità istituzionale”. 

21 ottobre 2017 ore 12.45. Anonymous attacca la pagina web del Tribunale Costituzionale spagnolo. Il collettivo di cyber-attivisti ha rivendicato su Twitter l’attacco informatico affermando che rientra in quella che hanno denominato “Operazione Catalogna”. Gli hacker fanno sapere, inoltre, che sono previste nuove azioni nei prossimi giorni.

venerdì 20 ottobre 2017

20 ottobre 2017 ore 10.50. Si terrà il 28 ottobre la seduta del Senato in cui potrà essere applicato definitivamente l’articolo 155. Puigdemont ha ancora una settimana per “tornare sui suoi passi” prima del “commissariamento” della Comunità Autonoma, che avrà come principale obiettivo la convocazione di elezioni anticipate a gennaio 2018 ed il controllo statale della spesa regionale e delle forze di polizia locali (Mossos d’Esquadra).

20 ottobre 2017 ore 10. Circolano su Twitter foto di persone che prelevano denaro dagli sportelli bancari, in Catalogna: ieri sera, le associazioni indipendentiste ANC e Òmnium avevano chiesto ai militanti di ritirare denaro fra le 8 e le 9 del 20 ottobre come protesta contro le banche che hanno cambiato sede sociale, spostandola dalla Catalogna ad altre regioni spagnole.



20 ottobre 2017. Gli agenti di polizia e Guardia Civil che alloggiano dalla fine di settembre nelle navi traghetto ormeggiate al Porto di Barcellona denunciano “semi-abbandono” da parte del Governo e diffondono immagini dell’interno delle navi, dove vivono a migliaia da ormai un mese. Potrebbe interessarti a riguardo: “Porto di Barcellona, la Warner fa tappare l’immagine di Titti sulla nave degli anti-sommossa” – articolo di fine settembre 2017.

20 ottobre 2017. Il PP ed il PSOE arrivano ad un accordo sull’applicazione dell’articolo 155: intervenire “chirurgicamente” e con meno impatto possibile sull’Autonomia catalana, ed arrivare ad elezioni regionali anticipate nel gennaio del 2018. L’obiettivo sono quindi elezioni anticipate in Catalogna (gennaio 2018), e l’intenzione è quella di intervenire “il meno possibile” nell’autonomia della regione. Il patto fra i due principali partiti politici del paese prevede poi anche un periodo di ulteriore margine affinché Puigdemont torni sui suoi passi, per evitare così l’applicazione dell’articolo 155. Ha tempo fino alla votazione in Senato, che dovrebbe avvenire il 27 ottobre (è infatti il Senato, con maggioranza assoluta, che autorizza o meno l’applicazione di questo articolo della Costituzione). 

20 ottobre 2017. I leader dei principali paesi europei, riuniti ieri ed oggi nel vertice di Bruxelles, hanno mostrato appoggio a Rajoy e per l’unità della Spagna. La cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Emmanuel Macron, hanno dato appoggio all’azione del governo spagnolo. Il tema del vertice europeo era la Brexit, ma la grave crisi in Spagna ha influito comunque sull’agenda del vertice.

 

20 ottobre 2017. Il giornale spagnolo El Paìs, uno dei più importanti quotidiani spagnoli e giornale online fra i più seguiti, pubblica in inglese un articolo intitolato “Catalonia: the gravity of the situation”, nel quale spiega ai lettori di altri paesi del mondo quel che sta accadendo, sottolineando che è in atto una campagna mediatica del Governo catalano per screditare l’immagine della Spagna nel mondo. “La stampa spagnola è in pericolo”, sottolinea l’articolo, spiegando anche come diversi giornalisti de El paìs siano stati minacciati di morte e di come il quotidiano, che fece la storia della Transizione spagnola alla democrazia, venga ora accusato di fascismo per aver appoggiato la legalità costituzionale.  Fra le altre cose, l’articolo spiega in dettaglio il motivo dell’arresto dei due leader indipendentisti delle associazioni ANC e Omnium, ripercorrendo quanto successo nella serata e nella notte del 20 settembre, quando decine di migliaia di persone assediarono un edificio del Governo catalano dove era in corso una perquisizione della Guardia Civil, impedendo agli agenti di uscire per lunghe ore e distruggendo tre auto parcheggiate, nelle quali si trovavano pistole e munizioni. Viene poi sottolineata l’amplificazione della gravità dei fatti dell’1 ottobre da parte del governo catalano, il tutto volto a creare una immagine della Spagna come un paese oppressore e liberticida. Ecco qui l’articolo, in inglese.

giovedì 19 ottobre 2017

Che dice l’articolo 155 della Costituzione spagnola? Approfondisci qui.

ore 10.30 del 19 ottobre 2017. Il Governo Rajoy risponde a Puigdemont: “si va avanti con l’applicazione dell’articolo 155”. L’articolo, che non è mai stato applicato in Spagna, dovrebbe essere discusso in una riunione del Governo che si terrà sabato 21 ottobre. In seguito sarà necessaria l’approvazione finale da parte della maggioranza assoluta nel Senato (dove il PP non dovrebbe avere problemi per conseguirla). La lettera di Puigdemont inviata pochi minuti prima, non ha soddisfatto le richieste del Governo centrale, che voleva non solo una conferma del fatto che non era stata dichiarata l’indipendenza, ma anche l’assicurazione che il Governo catalano sarebbe ritornato nell’alveo costituzionale. Puigdemont invece, pur scrivendo che effettivamente il 10 ottobre non era stata dichiarata l’indipendenza, non ha risposto alla richiesta di tornare nella cornice della legalità costituzionale, ed ha aggiunto che se “continua la repressione” ed il blocco al dialogo, proclamerà ufficialmente l’indipendenza. 



ore 10 del 19 ottobre 2017. Il Presidente del Governo catalano, Carles Puigdemont, ha risposto alle richieste del Governo Rajoy previe all’applicazione dell’articolo 155 riconoscendo che il Parlamento catalano non ha dichiarato l’indipendenza il 10 ottobre scorso. Tuttavia Puigdemont non ha risposto alla richiesta del Governo spagnolo di tornare “nell’alveo costituzionale” ed ha avvertito che se continua il “no” al dialogo e la repressione, verrà dichiarata formalmente l’indipendenza. Alle 10 di oggi scadeva “l’ultimatum” al Governo catalano affinché chiarisse, in una lettera al Governo Rajoy, se il 10 ottobre era stata dichiarata o no l’indipendenza.

mercoledì 18 ottobre 2017

La posizione dei cantautori spagnoli sull’indipendentismo catalano. 

18 ottobre 2017. Un giudice obbliga il Comune di Badalona a rimettere la figura del Re in un luogo visibile e “d’onore” nella sala consiliare. Il Comune di badalona aveva ritirato l’effige del Re alla fine del 2015. (https://goo.gl/dwvJgN)

ore 8.00 del 18 ottobre 2017. Anche il quotidiano El Paìs, che finora ha appoggiato nella sua linea editoriale la mano dura del Governo Rajoy contro l’indipendentismo, titola in un articolo in prima pagina che l’arresto dei leader secessionisti “dà ossigeno all’indipendentismo” (qui sotto l’articolo). Ieri sera circa 200.000 persone hanno manifestato a Barcellona contro gli arresti e per la secessione della Catalogna. 

martedì 17 ottobre 2017

ore 20.40 del 17 ottobre 2017. Decine di migliaia di persone manifestano a Barcellona e Gerona contro l’arresto dei leader indipendentisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart. Secondo la Guardia Urbana (polizia municipale) di Barcellona, sono in 200.000. Manifestazioni anche a Tarragona e Lerida.

ore 9 del 17 ottobre 2017.Il Governo catalano: “l’arresto di Jordi Sànchez e Jordi Cuixart ha distrutto la richiesta di dialogo”. E’ quanto ha affermato il portavoce del Governo catalano Turull, che ha aggiunto: “è un attacco ai diritti fondamentali”. “La determinazione del Govern – ha aggiunto – sarà assoluta”

lunedì 16 ottobre 2017

ore 23 del 16 ottobre 2017.Il messaggio di Puigdemont dopo gli arresti, pubblicato su Twitter. “Vogliono arrestare le idee ma rendono solo più forte il bisogno di libertà”

 

ore 22 del 16 ottobre 2017. Dopo l’arresto dei leader indipendentisti, valanga di reazioni: il fronte indipendentista catalano, ma anche i socialisti catalani del PSC ed il PNV basco esprimono forte dissenso. Il PSC catalano giudica “smisurata” la misura presa. Per il consigliere catalano Santi Vila si tratta di “un duro colpo al dialogo ed alla distensione”. Intanto, nella serata del 16 ottobre, si registrano “caceroladas” in vari punti della città di Barcellona, come protesta per gli arresti. Inizia anche una campagna di #empaperem, movimento cittadino indipendentista che invita a stampare a casa manifesti politici per poi attaccarli per strada: “libertà prigionieri politici”, si legge sui manifesti che il movimento invita a stampare ed attaccare stanotte.

ore 21.00 del 16 ottobre 2017. Nuovo colpo di scena nel conflitto fra Madrid e Barcellona: il giudice del tribunale spagnolo Audiencia Nacional fa arrestare in regime di carcerazione preventiva i leader indipendentisti della ANC, Jordi Sánchez e di Òmnium Cultura, Jordi Cuixart,, con l’accusa di sedizione. Sono le organizzazioni politiche che formano parte dell’indipendentismo di base, quello che ha convocato importanti manifestazioni di piazza nelle scorse settimana. E infatti subito dopo la notizia degli arresti sono state convocate mobilitazioni per la giornata di domani, “pacifiche e democratiche”, alle 12 ed alle 19. I due leader sono accusati di aver organizzato e poi anche “incitato” i manifestanti ad assediare un edificio della Generalitat dove erano in corso perquisizioni da parte della Guardia Civil lo scorso 20 settembre, impedendo agli agenti di uscire dall’edificio per molte ore.

ore 18.00 del 16 ottobre 2017. La Fiscalía del tribunale Audiencia Nacional chiede detenzione cautelare del capo dei Mossos de Esquadra, Josep Lluís Trapero, accusato di sedizione per i fatti di fine settembre. Il giudice dell’Audiencia Nacional lo lascia però in libertà vigilata, con obbligo di firma ogni 15 giorni e divieto di lasciare il paese. Trapero è accusato di sedizione per i fatti del 20 settembre, quando migliaia di persone circondarono alcuni edifici perquisiti dalla Guardia Civil impedendo agli agenti di uscire. In quel caso Trapero non avrebbe protetto i colleghi delle forze dell’ordine spagnole, e avrebbe “lasciato fare”. I manifestanti avevano anche distrutto tre autovetture della Guardia Civil posteggiate in strada.




Secondo un sondaggio pubblicato su eldiario.es, la crisi in Catalogna favorirebbe il partito Ciudadanos, se si andasse a votare oggi in ipotetiche elezioni generali. Il partito, che sta chiedendo mano dura contro l’indipendentismo, sale nei sondaggi.

 

ore 16 del 16 ottobre 2017. Il Ministro degli Interni, Juan Ignacio Zoido, ha assicurato che gli agenti della Policía Nacional e della Guardia Civil che sono stati trasferiti in Catalogna pochi giorni prima del referendum illegale dell’1 ottobre, resteranno ancora nella Comunità Autonoma e non è prevista una riduzione del loro numero.

ore 11.00 del 16 ottobre 2017La vicepresidente del Governo Rajoy, Soraya Saénz de Santamaría, afferma in una conferenza stampa che la risposta di Puigdemont non è valida, perché era stato richiesto “un sì o un no”, alla domanda se era stata dichiarata l’indipendenza lo scorso 10 ottobre. La vicepresidente ha dato un nuovo ultimatum a Puigdemont, che scadrà il 19 ottobre mattina. Si tratta dell’ultima possibilità di Puigdemont di rettificare, altrimenti si metterà in marcia l’applicazione dell’articolo 155. (https://goo.gl/FDxEF2)

ore 9 del 16 ottobre 2017. Nel giorno in cui scadeva l’ultimatum di Mariano Rajoy al Governo catalanoPuigdemont non risponde alle richieste dell’esecutivo spagnolo e chiede due mesi di tempo per il dialogo In una lettera di quattro pagine, il Presidente del Governo catalano chiede la fine della “repressione” contro il popolo catalano, in riferimento alle violenti cariche dello scorso 1 ottobre, e chiede un “dialogo sincero”. Lo scorso 11 ottobre, Rajoy aveva chiesto a Puigdemont di specificare se era stata dichiarata o no l’indipendenza nell’ambiguo discorso della sera precedente al Parlamento catalano, come primo passo per l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Dopo la “non” risposta di Puigdemont a Rajoy, si teme che la risposta di Madrid sarà dura. 

ore 9.00 del 16 ottobre 2017. Il capo dei Mossos D’Esquadra e diversi leader indipendentisti catalani dovranno comparire oggi davanti ai giudici del tribunale Audiencia Nacional come imputati per sedizione.

ore 8.30 del 16 ottobre 2017. Il portavoce del Partido Popular spagnolo nel Parlamento Europeo, Esteban González Pons, ha usato il dramma degli incendi che stanno duramente colpendo la Galizia per rimproverare Puigdemont. “Hai visto cosa succede in Galizia? Ti provoca dolore? Oggi non ho tempo per i tuoi deliri”, ha scritto sul suo account Twitter.



domenica 15 ottobre 2017

15 ottobre 2017.Oggi è l’anniversario della fucilazione del presidente del Governo catalano Lluis Companys da parte del regime franchista, nel 1940. In Catalogna, celebrazioni in ricordo dello storico leader di ERC. Nel 1934 aveva proclamato lo Stato sovrano di Catalogna (all’interno della Repubblica federale di Spagna).

15 ottobre 2017. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, di origini spagnole afferma che è stata contattata per mediare nel conflitto catalano. La sindaca ha aggiunto che “bisogna puntare sul dialogo per uscire da questo vicolo cieco”.

sabato 14 ottobre 2017

ore 14.50. Il Partito CUP, che forma parte del governo indipendentista catalano, ha chiesto oggi al capo del Governo Puigdemont di dire “in modo chiaro a Rajoy che è stata dichiarata l’indipendenza”. Puigdemont, lo ricordiamo, deve specificare entro lunedì 16 ottobre se ha dichiarato o no l’indipendenza nel suo ambiguo discorso dello scorso 10 ottobre. Questo è quanto richiesto da Rajoy come anticamera alla possibile applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, che sospenderebbe alcuni poteri della Comunità Autonoma nel caso in cui venisse confermata la dichiarazione di indipendenza. Puigdemont non ha ancora risposta a quella richiesta.

ore 12.30 del 14 ottobre 2017. Oriol Junqueras, leader di ERC e vicepresidente del Governo catalano, ha mandato un messaggio di distensione a tutto il fronte indipendentista dopo le divisioni e tensioni createsi a seguito del discorso di Puigdemont del 10 ottobre scorso. Oriol Junqueras ha invitato a serrare le fila intorno a Carles Puigdemont e ha affermato che serve “unità d’azione” per poter “completare il cammino verso la Repubblica”.  Dopo la “sospensione” della dichiarazione di indipendenza, dichiarata da Puigdemont lo scorso 10 ottobre, diversi esponenti del fronte indipendentista avevano espresso il proprio disappunto per quello che vedevano come un “passo indietro”.

ore 11.00 del 14 ottobre 2017. Una trentina di membri e simpatizzanti del PDeCAT (antica CiU, partito politico catalano), hanno richiesto al presidente Puigdemont di togliere la sospensione alla dichiarazione di indipendenza e proclamare la repubblica catalana. 




venerdì 13 ottobre 2017

13 ottobre 2017. Reporteros Sin Fronteras (RSF) denuncia le pressioni del Governo catalano sulla stampa locale ed internazionale per cercare di condizionare l’informazione sulla Catalogna. RSF confronta la situazione in Catalogna con quella verificatasi durante la campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump, nel 2016. RSF chiede che il Governo catalano non dia la colpa ai media spagnoli di una situazione che ha in realtà origini politiche.

13 ottobre 2017. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato che se la Catalogna dichiarasse l’indipendenza altre regioni europee la seguirebbero. Ha aggiunto che l’esecutivo europeo non agirà come soggetto mediatore nella crisi, perché questo creerebbe maggior caos in Unione Europa.

ore 21 del 13 ottobre 2017. Dal giorno del referendum illegale dell’1 ottobre scorso, fino all’11 ottobre, 540 imprese private hanno lasciato la Catalogna. Sono le stime provvisorie del Colegio de Registradores. (https://goo.gl/VHPbZP)

ore 19.35 del 13 ottobre 2017. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, sottolinea la fiducia nelle istituzioni democratiche spagnole per raggiungere una soluzione alla situazione nella regione spagnola della Catalogna.

ore 11 del 13 ottobre 2017. Il partito catalano Esquerra Republicana (ERC) chiede che Puigdemont confermi “che l’indipendenza è stata dichiarata e firmata”.

giovedì 12 ottobre 2017

12 ottobre 2017. Un riassunto della giornata del 12 ottobre, festa nazionale in Spagna. A Madrid la parata militare segnata da una tragedia e da una maggior affluenza, a Barcellona manifestazione contro l’indipendentismo in piazza. (https://goo.gl/7T71XE)

12 ottobre 2017. Alle 11 inizia a Madrid la parata militare, per celebrare la Festa Nazionale di Spagna. Quest’anno la parata cambia percorso, per permettere a più gente di partecipare alla manifestazione (qui maggiori dettagli). Quest’anno la parata, alla presenza del Re di Spagna, assumerà un carattere ancora più nazionalista visto il quadro di estrema tensione con la Catalogna. Ieri sera Rajoy ha lanciato un ultimatum a Puigdemont affinché chiarisca se ha dichiarato o meno l’indipendenza. Se entro il 16 ottobre non verrà chiarito questo aspetto, il 19 potrebbe scattare l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, con l’accordo anche del PSOE.

12 ottobre, Festa Nazionale di Spagna, quest’anno in un clima di maggior tensione

mercoledì 11 ottobre 2017




ore 18.30 dell”11 ottobre 2017. Rajoy dà 5 giorni di tempo a Puigdemont per rispondere al Governo spagnolo alla richiesta fatta oggi ufficialmente dall’Esecutivo. Entro il 16 ottobre alle 10 della mattina, il Governo catalano dovrà dire se ieri è stata dichiarata l’indipendenza o no. Sia se Puigdemont risponde con il silenzio, sia se conferma la dichiarazione, si aprirà un ulteriore periodo di tempo fino al 19 ottobre, nel quale il presidente della Catalogna potrà ritirare la dichiarazione. Fino ad allora non scatterà l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione. Sull’applicazione dell’articolo 155, intanto, il PP ha raggiunto un accordo con il PSOE, cne ne condivide l’applicazione. L’idea è quella di usare questo articolo per portare la Catalogna ad elezioni anticipate.

11 ottobre 2017. Questa è la reazione di Puigdemont al discorso di Rajoy, con un messaggio scritto in catalano sull’account Twitter ufficiale: “chiedi dialogo e ti rispondono mettendo l’articolo 155 sul tavolo. Inteso”.

Che prevede e cosa c’è scritto nell’articolo 155 della Costituzione spagnola?

ore 13.00 dell’11 ottobre 2017. Le reazioni al discorso di Rajoy. Il PSOE è d’accordo con la posizione “prudente” di Rajoy. Il segretario del Partito Socialista Catalano (PSC), Miquel Iceta, ha reagito positivamente al discorso di Rajoy “per la sua prudenza e misura” e si aspetta una risposta “alla stessa altezza” da parte di Puigdemont. Ciudadanos mostra invece soddisfazione per l’imminente applicazione dell’articolo 155 e chiede lo scioglimento del Parlamento catalano. Il leader di Izquierda Unida Alberto Garzòn ha invece affermato che la sua interpretazione del discorso di Rajoy è che “non si applica il 155 e che si apre al dialogo”. Da parte del fronte indipendentista, fonti di Junts pel Sì fanno sapere che aspettano una risposta sull’accettazione o meno dell’apertura di un dialogo. Fonti del Governo catalano, attraverso la voce di Josep Rull, consigliere al territorio, affermano che Rajoy non dovrebbe fare domande ma dovrebbe dire se accetta o no la mano tesa dal Governo catalano nel discorso di ieri sera, per aprire dialogo e mediazione.

 

ore 12.18 dell’11 ottobre 2017. Rajoy parla alla Moncloa dopo il Consiglio dei Ministri ed informa che “è stato richiesto ufficialmente al Governo di Catalogna di specificare se è stata dichiarata o no l’indipendenza”. Questa richiesta è previa all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, che sospenderebbe i poteri della Comunità Autonoma di Catalogna. Insomma, Rajoy butta di nuovo la palla nel campo di Puigdemont. Dalla risposta di Puigdemont dipenderà il comportamento di Rajoy. L’applicazione dell’art.155 è ormai imminente. Salvo un passo indietro di Puigdemont, molto improbabile.  articolo 155 spagna

ore 10.35 dell’11 ottobre 2017. La segretaria generale del PP basco, Amaya Fernández, chiede al PNV (Partito Nazionalista Basco) che “torni alla moderazione” dopo esser stata “trascinata nella radicalità” nelle ultime settimane. Il PNV si è mostrato molto critico, nelle settimane scorse, verso la posizione di totale chiusura del Governo Rajoy alla possibilità che si tenesse in Catalogna un referendum sull’indipendenza. La segretaria del PP ha aggiunto che auspica un ritorno “alla moderazione” e che costituisca insieme alle altre forze politiche una barriera “tagliafuoco” per impedire il contagio del secessionismo nei Paesi Baschi.

ore 10.10 del 11 ottobre 2017Il Governo della Comunità Autonoma di Navarra approva una dichiarazione istituzionale nella quale chiede dialogo e sostiene che la dichiarazione di ieri di Puigdemont ha aperto la porta alla mediazione e riconosce lo “sforzo” fatto.

ore 10 dell’11 ottobre 2017. Il presidente delle Asturie, il socialista Javier Fernández, ritiene che sia urgente una risposta immediata del Governo spagnolo dopo le dichiarazioni del presidente della Generalitat, Carles Puigdemont. “Non si può rinviare la risposta dello Stato”, ha detto.

ore 10 dell’11 ottobre 2017. Il portavoce del Partito Nazionalista Basco (PNV) nel Congreso de los Diputados, Aitor Esteban, afferma di sperare che Madrid colga l’opportunità politica apertasi dopo il discorso di ieri di Puigdemont, e che si apra alla mediazione. Aggiunge però che non ha molte speranze che questo avvenga. Esteban aggiunge che “il discorso mediterraneo del presidente catalano va letto in maniera intelligente, ma che a Madrid non guardano più le sfumature”.

ore 9 dell’11 ottobre 2017. Inizia a Madrid il Consiglio dei Ministri straordinario nel quale si deciderà la linea da seguire dopo la dichiarazione di indipendenza, poi sospesa, annunciata ieri sera dal presidente del governo catalano Puigdemont.

Continua ad essere alta l’attenzione dei mass media italiani verso la crisi spagnola legata all’indipendentismo catalano. Questo qui sotto ad esempio è il podcast della puntata di Radio Anch’io, il programma di Radio 1 RAI, andato in onda oggi da Barcellona.  Clicca qui per ascoltarlo

ore 8.00 dell’11 ottobre 2017. Le prime pagine dei giornali spagnoli di oggi, dopo la dichiarazione di indipendenza (poi sospesa) di ieri sera. 

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martedì 10 ottobre 2017

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Delusione del partito indipendentista della Cup, che fa parte del Governo, dopo la sospensione della proclamazione di indipendenza da parte di Puigdemont. Secondo Anna Gabriel (Cup): “oggi si doveva dichiarare la Repubblica catalana, forse abbiamo perso un’occasione”.

ore 20.50 del 10 ottobre 2017.Secondo il Governo Rajoy la dichiarazione di indipendenza, poi subito dopo sospesa, è “inammissibile”. Non si sa quale linea sceglierà il Governo spagnolo a questo punto, visto che il discorso di Puigdemont ha lasciato le cose in sospeso, nell’attesa di una mediazione.

ore 20.00 del 10 ottobre 2017. Delusione dei manifestanti indipendentisti in piazza dopo la “sospensione” dell’indipendenza da parte di Puigdemont. 

ore 19.45 del 10 ottobre 2017. Puigdemont, parlando al Parlamento catalano, dichiara validi i risultati del referendum dell’1 ottobre e l’inizio del processo di proclamazione della Repubblica. Pochi secondi dopo la dichiarazione di indipendenza, salutata da un applauso degli indipendentisti e da uno sventolio di bandiere “esteladas” in piazza, Puigdemont aggiunge che chiede solennemente al Parlamento di sospendere la indipendenza per un tempo indefinito, per iniziare un processo di dialogo a livello internazionale. Il governo catalano ha quindi scelto una via intermedia fra la dichiarazione di indipendenza unilaterale ed effettiva, e la dichiarazione “in differita”, affermando che c’è volontà di proclamare una Repubblica ma che essa resta sospesa per cercare una offerta di dialogo. Una posizione di forte ambiguità ed equilibrismo.

ore 18.10 del 10 ottobre 2017. Posticipato di un’ora il discorso di Puigdemont al Parlamento catalano, nel quale potrebbe essere dichiarata l’indipendenza unilaterale della Catalogna. I consiglieri non indipendentisti del Parlamento, già seduti nell’emiciclo, si sono alzati dopo l’annuncio. Intanto in piazza cresce il numero dei manifestanti pro-indipendenza, che seguiranno il discorso di Puigdemont da un maxi schermo. 

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