II Senato italiano affossa lo ius soli: niente cittadinanza per 800.000 giovani nati in Italia

cittadinanza ius soliAlla fine niente cittadinanza per i giovani nati in Italia da famiglia straniera. La legge che introduceva lo ius soli “temperato” e lo ius culturae, e che avrebbe riconosciuto la cittadinanza italiana ai giovani nati in Italia, o che hanno frequentato le scuole italiane, è stata affossata dal Senato per la mancanza del numero legale.

Su 319 senatori, soltanto in 116 si sono seduti sui banchi del Senato. Assenti i senatori della destra, della Lega e di Forza Italia, che da mesi avevano come unico obiettivo l’affossamento della legge di cittadinanza, ma erano assenti anche i senatori del Movimento 5 Stelle, dei partiti centristi e una trentina di senatori del Partito Democratico, nonostante la legge fosse stata proposta proprio dal PD.

Ha certamente pesato la vicinanza con le elezioni generali del 2018 e la paura dei partiti di portare avanti una legge che, secondo loro, sarebbe impopolare in questo periodo di crisi migratorie. Dure le critiche della sinistra, che definiva la legge un riconoscimento dovuto.

L’attesa delusa di 800.000 giovani, nati da famiglie non italiane

La XVII Legislatura della Repubblica Italiana, che si chiuderà nelle prossime settimane, si conclude quindi senza il riconoscimento della cittadinanza italiana. Un riconoscimento attesissimo da almeno 800.000 giovanissimi nati o cresciuti in Italia, italiani per cultura e lingua, ma non riconosciuti perché i loro genitori provengono da altri paesi.

Dunque naufraga la legge voluta dal Partito Democratico e che il premier Gentiloni aveva promesso di “fare di tutto” per approvare. Alla Camera era passata senza problemi, grazie alla maggioranza di cui godeva il centro-sinistra nell’emiciclo di Montecitorio, ma al Senato la maggioranza era risicata e dipendente dai voti dei partiti centristi.

Cosa prevedeva la legge che doveva introdurre lo Ius soli e Ius culturae in Italia

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha affermato che si è trattata di una “promessa mancata e occasione persa per rendere più coesa nostra società: 800.000 ragazze e ragazzi, che di fatto già lo sono, attendevano con fiducia di diventare cittadini italiani”.

Si sono pronunciati a riguardo tante personalità della politica e non solo. Roberto Saviano ha scritto su Twitter: “oggi è stata commessa l’ennesima violenza contro oltre 800mila bambini e ragazzi nati o cresciuti in Italia. Lo è stato affossato. Con la speranza di questi ragazzi muore anche la dignità di quest’Italia, matrigna, ottusa e irresponsabile”.

E in Spagna come funziona?

In Spagna vige lo ius sanguinis, come in Italia. Hanno nazionalità spagnola i nati da madre e padre spagnoli ed i nati in Spagna con almeno un genitore spagnolo. Ci sono poi riconoscimenti ad hoc in situazioni meno frequenti. La Spagna non riconosce la doppia nazionalità.

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