Elezioni politiche in Italia 2018: le cose da sapere

Il 4 marzo 2018 si terranno in italiano le elezioni politiche, nelle quali verranno eletti i 630 deputati della Camera ed i 615 senatori del Senato.

Sempre domenica 4 marzo si terranno elezioni regionali nel Lazio ed in Lombardia. Le elezioni sono state convocate alla fine del 2017, dopo lo scioglimento delle camere avvenuto il 28 dicembre in seguito alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le ultime elezioni politiche in Italia si erano tenute il 24 e 25 febbraio del 2013.

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Che sistema elettorale si userà?

Il 26 ottobre 2017, il Senato ha approvato la nuova legge elettorale, denominata “Rosatellum” dal nome del senatore che l’ha proposta, Ettore Rosato (PD). Da diversi anni si discuteva sull’importanza di una nuova legge elettorale dopo che la precedente, definita “Porcellum”, era stata dichiarata incostituzionale. 

Il nuovo sistema elettorale introduce un sistema misto fra proporzionale e maggioritario, che favorisce le coalizioni fra partiti. Per entrare in Parlamento, un partito che si presenta singolarmente deve ottenere almeno il 3% dei voti, mentre una coalizione di partiti dovrà ottenere almeno il 10%.

Il sistema elettorale per chi vota dall’estero è invece unicamente proporzionale, stabilito dalla legge n.459 del 2001 (qui i dettagli).

Voti dall’estero? Ecco come votare dall’estero alle Politiche del 2018: le informazioni utili

Quali sono i partiti e le forze politiche che si presentano?

Semplificando al massimo il quadro politico, il 4 marzo si presenteranno alle elezioni quattro grandi schieramenti politici.

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Da sinistra a destra, vediamo quali sono (inserendo il Movimento 5 Stelle al centro, essendo una formazione politica difficile da inquadrare nello spettro politico tradizionale):

  1. Liberi e Uguali (LeU), guidata da Pietro Grasso, è una lista formata da Sinistra Italiana, Possibile e MdP, formazione quest’ultima frutto della scissione del Partito Democratico (PD) avvenuta nel 2017 in disaccordo con la linea di Matteo Renzi;
  2. Movimento 5 Stelle, il cui candidato leader è Luigi Di Maio, si presenta da solo, come anche alle elezioni del 2013;
  3. la coalizione di centro-sinistra è costituita principalmente dal Partito Democratico (PD), guidato dall’ex premier Matteo Renzi, insieme ad altri piccoli soggetti politici nati nei mesi scorsi, come la lista +Europa di Emma Bonino e Civica Popolare di Lorenzin;
  4. la coalizione di centro-destra è formata da tre partiti maggiori: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Inoltre è presente una quarta forza, Noi con l’Italia-UDC (centristi). Non c’è un candidato leader unico. Per Forza Italia è Silvio Berlusconi, che torna così sulla scena politica italiana, mentre per la Lega (ex Lega Nord) è Matteo Salvini. Per Fratelli d’Italia è Giorgia Meloni.

Ci sono poi formazioni minori: vediamo alcune

A questi partiti bisogna aggiungere anche le tante formazioni politiche minori che si presenteranno alle elezioni, con scarse possibilità di entrare in Parlamento a causa della soglia di sbarramento al 3%.

Una di queste è Potere al Popolo, una lista della sinistra radicale nata poche settimane fa dal mondo dei centri sociali napoletani, e che vuole rappresentare il mondo dei movimenti italiani. La lista viene appoggiata da Rifondazione Comunista. Non ha potuto raccogliere le firme per presentarsi nella circoscrizione estero.

All’altro estremo dello schieramento, citiamo anche il nuovo tentativo dei neofascisti di Casa Pound di entrare nel Parlamento italiano. Un obiettivo che al momento sembra piuttosto lontano nonostante il recente buon risultato ottenuto alle elezioni amministrative del Municipio di Ostia, a Roma.

In queste settimane in Italia è in corso una mobilitazione da parte delle forze democratiche contro quella che viene definita una preoccupante crescita dei movimenti neofascisti. Il rischio viene soprattutto da singoli atti violenti, aggressioni ed atti squadristi.

Che differenze ci sono all’estero?

Nel voto dall’estero le liste ed i partiti sono generalmente gli stessi. Esistono però alcune differenze. I piccoli partiti a volte o decidono di non presentarsi nella circoscrizione estero o non riescono, per mancanza del numero necessario di firme (come accaduto ad esempio quest’anno con Potere al Popolo). All’estero si presentano inoltre forze politiche che non esistono in Italia: è il caso, ad esempio, di Movimento delle Libertà, un partito nato a Colonia nel 2007 e che si presenta solo nella ripartizione Europa.

Scenari possibili dopo il voto

Quasi impossibile cosa succederà in Italia dopo il 4 marzo. I sondaggi mostrano per ora uno scenario in cui il centro-destra è avvantaggiato, grazie alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni, ma comunque al di sotto della soglia del 40% oltre la quale aumentano le possibilità di avere una maggioranza.

Il Movimento 5 Stelle ed il centro-sinistra sono molto lontani dall’ottenere una maggioranza. Dopo il 4 marzo quindi entreranno in gioco, come accaduto dopo le elezioni del 2013 (o quelle del 2015 in Spagna), le trattative fra forze politiche per cercare di formare una maggioranza mista. Traguardo che appare però piuttosto lontano.

Nel caso in cui si determinasse uno stallo, si potrebbe tornare al voto, oppure andare avanti per un periodo con un governo guidato ancora da Paolo Gentiloni. Si vedrà a marzo.

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