Catalogna, sale la tensione dopo l’arresto di Puigdemont: scontri a Barcellona

L’arresto di Puigdemont da parte della polizia tedesca, avvenuto nella mattinata di ieri, 25 marzo 2018, ha fatto nuovamente esplodere la rabbia degli indipendentisti catalani.

Ci sono state grandi manifestazioni ieri sera nelle principali città catalane, e blocchi nelle strade.

Stavolta però, per la prima volta dopo anni, le proteste hanno acquisito un tono più violento.

A Barcellona, una manifestazione con migliaia di persone è terminata con violenti scontri fra manifestanti e forze dell’ordine. Ci sono stati sei arresti e 98 feriti, fra cui anche agenti di polizia locale.

Scontri a Barcellona: la protesta indipendentista si infiamma

Gli scontri maggiori ci sono stati a Barcellona. Qui era stata convocata una grande manifestazione pacifica davanti al consolato tedesco. Lo spezzone convocato dal Comités de Defensa de la República (CDR), si è smarcato da quello pacifico dell’ANC, ed ha cercato di forzare il cordone di polizia per arrivare alla sede della delegazione del Governo spagnolo in Catalogna. Da lì sono nati violenti scontri.

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I Mossos d’Esquadra hanno impedito ai manifestanti di avanzare. Poi le cariche, gli spari a salve da parte della polizia, cassonetti rovesciati, auto in fiamme. Fino a notte sono andati avanti scontri piuttosto violenti, con caroselli della polizia locale.

I caroselli dei Mossos d’Esquadra per le strade di Barcellona

Gli scontri sono andati avanti fino alle 23 circa e sono stati particolarmente violenti. La polizia locale, in assetto antisommossa, ha caricato i manifestanti fin dentro un bar, come testimoniato in un video. I furgoncini dei Mossos d’Esquadra hanno effettuato caroselli a tutta velocità per le vie del quartiere in cui si era svolta la manifestazione, rincorrendo i manifestanti. Alcune scene filmate e caricate sui social network hanno fatto ricordare a molti le scene delle violente cariche di polizia del 2011-2012 a Barcellona, nel periodo del movimento 15M.

Il video dei caroselli della polizia per disperdere i manifestanti a Barcellona

 


Come riporta eldiario.es, era dalle grandi manifestazioni di protesta degli anni più duri della crisi che non si verificavano scontri così violenti a Barcellona. Neanche dopo la repressione della polizia in seguito al referendum dell’1 ottobre 2017 c’erano stati disordini paragonabili con quelli di ieri sera.

L’impressione è che la nuova ondata di arresti di leader indipendentisti, culminata domenica 25 marzo con la detenzione in Germania di Puigdemont, sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo mesi di commissariamento della Catalogna, con l’applicazione dell’articolo 155, che succederà ora?

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Ora i partiti indipendentisti catalani si trovano a dover decidere che strada prendere. A tre mesi dalle elezioni di dicembre 2017, non è ancora stato formato un governo e molti leader indipendentisti sono stati arrestati, o si trovano all’estero. La paura dei partiti secessionisti adesso è la rabbia delle piazze: da ieri stanno appellando alla calma, per timore che le proteste possano degenerare in qualcosa di inedito. Anche per questo non appoggiano (fatta eccezione del partito anti-capitalista Cup) la proclamazione di uno sciopero generale, per paura che la situazione degeneri. L’arresto di Puigdemont sembra aver fatto saltare il tappo dopo mesi di relativa calma in Catalogna.

I video delle manifestazioni e degli scontri

 

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