Bambini rubati durante la dittatura, processo storico in Spagna

Il 26 giugno si è aperto a Madrid il primo processo della storia spagnola sul caso dei neonati rubati durante la dittatura franchista.

Migliaia di bambini rubati dalle proprie madri durante la dittatura di Franco e dati in adozione ad altre coppie. Spesso erano figli di oppositori al regime, o famiglie molto povere, o non sposate a cui venivano sottratti per sparire per sempre.

Un caso che ricorda quello analogo avvenuto in Argentina durante la dittatura di Videla, negli anni ’70 e che andò estendendosi con il tempo fino ad assumere proporzioni massicce.

Migliaia i neonati sottratti alle madri

L’orrore è avvenuto fra il 1939 ed il 1975, ed ha coinvolto un alto numero di bambini: alcune stime parlano di diecimila bimbi rubati. Nessuno ha mai pagato per quella vicenda, anche se è noto il coinvolgimento di dottori, infermiere, suore e preti. Una rete così vasta, doveva inoltre avere alle spalle un ampia struttura che lo permettesse. Nessuno ha però mai pagato per quei sequestri.

L’unico accusato ha 87 anni

L’unica persona sul banco degli imputati è Eduardo Vela, che oggi ha 85 anni, ex direttore di una clinica madrilena ed accusato di essere l’organizzatore, insieme ad una monaca che è deceduta nel frattempo (Sor Maria), della rete di rapimenti di neonati, durante la dittatura franchista.

Partecipò al rapimento di Ines Madrigal

In particolare Vela è accusato di aver partecipato al rapimento di Inés Madrigal, nata nel 1969 presso la Clínica San Ramón, sottratta alla madre biologica e consegnata ad una donna sterile, che aveva finto la gravidanza con dei cuscini. Ines Madrigal ha scoperto alcuni anni fa che la sua madre biologica non era quella che aveva sempre creduto. Fuori dal tribunale una cinquantina di persone hanno manifestato per chiedere giustizia nel giorno di apertura del processo.

Il 27 giugno la seconda udienza è stata sospesa perché Eduardo Vela non si è presentato, per un malore. I pm hanno chiesto per l’uomo, di 85 anni, 11 anni di carcere per il rapimento.

Il servizio del tg nazionale (26 giugno 2018)

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