L’immigrazione in Spagna raggiunge il massimo dal 2008

MADRID. Sono stati pubblicati i dati dell’INE, l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, sul numero di arrivi di immigrati in Spagna.

Nel 2017 le persone che hanno stabilito la residenza in Spagna sono state 532.482. Un numero così alto non si registrava dal 2008, quindi da prima della grande crisi economica degli ultimi anni. Nel 2008 erano arrivati in Spagna 599.074 immigrati.

Nel 2017 il saldo migratorio esterno (quindi la differenza fra ingressi di migranti e uscite) è stato positivo: sono arrivate 164.604 persone in più di quelle che sono andate via. Per diversi anni il saldo aveva toccato cifre negative, e nel 2013 aveva raggiunto il record con un bilancio negativo di -251.000 persone. In sostanza, andavano via più persone di quelle che entravano. Ora la situazione si è ribaltata nuovamente come nel periodo pre-crisi.

Il 15% degli immigrati ha nazionalità spagnola

Delle 532.482 persone arrivate in Spagna quasi il 15% hanno nazionalità spagnola, ma la maggior parte (58%) sono nate all’estero. Oltre agli spagnoli che tornano nel paese, quindi, sono tornati in Spagna anche alcuni degli stranieri che hanno ottenuto negli anni scorso la nazionalità spagnola. Sono soprattutto persone provenienti dall’America latina, ed in particolare dal Venezuela, paese dal quale si apprezza un maggior aumento di persone con nazionalità spagnola.

Marocco, Colombia e Venezuela i paesi di provenienza

Fra gli stranieri arrivati in Spagna nel 2017, le nazionalità principali sono quella marocchina, quella colombiana e quella venezuelana. Le regioni con maggior affluenza migratoria sono state Madrid e Catalogna.

L’ultimo dato sulla popolazione residente in Spagna nel 2017 è di 46.659.302 persone iscritte all’anagrafe di un comune. Nel 2017 ci sono stati più decessi che nascite, e la Spagna si conferma uno dei paesi soggetti a maggior invecchiamento della popolazione del mondo.



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