Spagna, migliaia in piazza dopo la liberazione del “branco”

Nuova ondata di manifestazioni femministe in Spagna lo scorso venerdì 22 giugno. Le mobilitazioni spontanee sono scattate dopo la decisione del tribunale di Navarra di concedere libertà provvisoria ai cinque giovani condannati in primo grado a nove anni di carcere per lo stupro di gruppo di una giovane durante le feste di San Fermin a Pamplona, nel 2016.

Un caso che ha scosso il paese negli ultimi mesi, e che aveva già scatenato un’ondata di indignazione nelle piazze, dopo la sentenza che li accusava di “abuso” e non di “violenza sessuale”, perché la ragazza non si sarebbe opposta “in modo evidente”. Una normale reazione di shock secondo i pubblici ministeri, mentre la difesa aveva parlato di atteggiamento consenziente. I magistrati hanno creduto alla seconda ipotesi, scatenando una mobilitazione storica nelle piazze del paese.

Il caso de La Manada continua a mobilitare gli spagnoli

Il caso è conosciuto in Spagna come “caso de la Manada”, perché il gruppo di giovani si vantava sui social delle azioni violente contro giovani ragazze auto-denominandosi con quel nome (significa “branco“).

I cinque giovani andalusi sono stati messi in libertà dietro pagamento di una cauzione di seimila euro e non potranno recarsi a Madrid, città in cui vive la ragazza vittima dello stupro. La misura conferma la linea morbida della magistratura nei confronti dei cinque giovani. L’ondata di indignazione è arrivata nelle piazze, con decine di manifestazioni in tutto il paese “contro la giustizia patriarcale”.

La decisione dei giudici è stata criticata da esponenti di praticamente tutti i partiti. Parole di condanna anche da parte del sindaco di Pamplona.

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