1 luglio, la ‘ley mordaza’ approvata da Rajoy compie 3 anni

Una scritta contro la Ley Mordaza nelle strade di Madrid. Estate 2015 (foto L.Pasqualini)

MADRID. L’1 luglio del 2015 entrava in vigore in Spagna la famigerata Ley Orgánica de Seguridad Ciudadana (LOSC), conosciuta popolarmente come ‘ley mordaza’, legge bavaglio. Da allora, in 3 anni, sarebbero più di 44.000 le sanzioni per “mancanza di rispetto alle forze dell’ordine” che sarebbero state inflitte.

Uno dei punti più controversi è stato l’aumento di sanzioni e condanne per “apologia di terrorismo” o “umiliazione delle vittime del terrorismo”, che ha visto oltre 80 sanzioni fra il 2015 ed il 2017.

Dall’archivio storico de El Itagnol. 1 luglio 2015, entra in vigore la ley mordaza

Ley mordaza: criticata a livello internazionale

La LOSC insieme alla riforma del codice penale, entrambe approvate dal governo Rajoy negli anni scorsi, ha portato ad un aumento dei processi anche penali e sanzioni amministrative verso utenti delle reti sociali, artisti, attivisti o giornalisti, per aver espresso frasi o parole che si trovano comunque nel quadro dei diritti di libertà di espressione e informazione.

La legge è stata criticata a livello internazionale, da associazioni per i diritti umani come Amnesty International (l’ultimo rapporto molto critico risale al marzo del 2018) e da giornali come New York Times e the Guardian, che hanno parlato di “minaccia al diritto di riunione pacifica e di espressione”, in Spagna.

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Alcuni dei casi più eclatanti (o almeno più discussi dai media) legati all’applicazione della ley mordaza sono stati quelli della giovane utente di Twitter finita sotto processo per delle frasi ironiche sull’ex gerarca della dittatura Carrero Blanco ucciso in un attentato e la condanna alla prigione per alcuni rapper spagnoli per canzoni contro la Monarchia e le forze dell’ordine.

Questi sono però solo i casi più eclatanti e “vistosi”. La ley mordaza ha portato ad una quantità di sanzioni amministrative che sono ricadute soprattutto su attivisti, durante manifestazioni di piazza e proteste. Situazioni, quelle delle proteste di piazza, in cui la legge dà ampia discrezionalità all’agente.

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Secondo Amnesty la ley mordaza, con la riforma del codice penale avrebbe portato a “un maggiore criminalizzazione e controllo di attivisti, giornalisti e movimenti cittadini che portano avanti mobilitazioni di protesta pacifiche”. La legislazione approvata dal governo Rajoy avrebbe “aumentato il margine di discrezionalità delle forze di sicurezza dello Stato, senza introdurre meccanismi adeguati di controllo, attaccando così le forme legitime di protesta ed il diritto di libertà di espressione ed informazione”.

In seguito alla caduta del governo Rajoy si vedrà ora se l’appena nato governo Sanchez provvederà all’annullamento di quella legge.

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