Ecco i temi di attualità più importanti con cui la Spagna inizia il mese di settembre

MADRID. La pausa di agosto è finita, e la Spagna torna dalle ferie. Oggi, domenica 2 settembre, sono previste le ultime grandi code sulle strade spagnole a causa del mega esodo post ferie. Da domani le città tornano a riempirsi. Vediamo quali sono i temi di attualità più importanti con cui la Spagna apre il mese di settembre.

Cambio dell’ora e fuso orario

Venerdì scorso si è parlato molto in tutta Europa della proposta della Commissione Europea di abolire il cambio d’ora obbligatorio due volte all’anno. In Spagna il dibattito ha avuto particolare forza, diventando prima notizia su molti giornali, perché da anni si discute sull'”anomalia” oraria spagnola. La Spagna usa infatti il fuso orario di Berlino, Parigi e Roma, nonostante si trovi geograficamente molto più a ovest, e dovrebbe quindi usare il fuso di Londra e Lisbona.

Tutto sull’anomalia dell’orario spagnolo

Sul perché di questa anomalia abbiamo parlato diffusamente in passato su El Itagnol. Ora, la proposta della Commissione Europea potrebbe aiutare la Spagna a cambiare quell’anomalia, dopo oltre 70 anni. Il governo Sanchez si è detto favorevole sia all’eliminazione del cambio d’ora che al cambio di fuso orario. Ma non sarà facile cambiare le abitudini degli spagnoli.

L’esumazione dei resti di Franco dal Valle de los Caidos

valle caidos madrid
Il monumento del Valle de los Caidos, a Madrid

Ha continuato ad essere un tema di attualità anche ad agosto il Valle de los Caidos, l’enorme santuario e monumento franchista alle porte di Madrid dove si trovano i resti di Franco. L’intenzione del governo Sanchez è di esumare i resti del dittatore che si trovano nel santuario (un caso unico in Europa). Inizialmente l’esumazione doveva avvenire a luglio, ma poi è slittata. L’esecutivo vorrebbe concludere l’esumazione entro il 2018.

Il governo socialista ha anche annunciato una Commissione per la Verità, formata da esperti dell’ONU, che investighi sulla guerra civile e la dittatura, mentre ha abbandonato l’idea di creare una museo della memoria e della riconciliazione nell’enorme spazio del santuario. Troppo difficile convertire un monumento nato come esaltazione del franchismo, e costruito con il sudore di migliaia di prigionieri politici, in un luogo di riconciliazione. Intanto, seguono le critiche dell’opposizione alla decisione del governo Sanchez ed il PP ha annunciato che si asterrà nella votazione per l’esumazione dell’ex dittatore.

Il dibattito è acceso ed ogni giorno ci sono documentari e reportage sulle tv e sui giornali spagnoli che approfondiscono il tema.



La Catalogna a un anno dall’autunno caldo del 2017

L’indipendentismo in Catalogna è ancora un tema caldo in Spagna. Ad un anno dall’autunno caldissimo del 2017, la situazione è migliorata, ma la tensione resta alta e si riaccenderà molto probabilmente nei prossimi giorni. In questi giorni tiene banco il conflitto dei “nastri gialli”. Per gli indipendentisti i nastri gialli sono il simbolo della lotta per la liberazione di quelli che definiscono “prigionieri politici”.

Così abbiamo raccontato su El Itagnol la crisi catalana del 2017-2018

Sono ovunque in Catalogna, legati a transenne, balconi, inferriate, cartelli. Inizialmente erano gruppi di persone incappucciate, armate di forbici, che li rimuovevano di notte, ma verso fine agosto è stato il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, a scendere in campo con forbici in mano per rimuovere questi simboli. La tensione è salita rapidamente, ci sono già stati incidenti e momenti di tensione, ed il presidente dell’esecutivo catalano, Torra, ha parlato di “rigurgiti fascisti”.

Non è certo finita qui: Torra ha pronto un nuovo piano di rottura “definitiva” dalla Spagna, che annuncerà martedì prossimo. Poi, l’11 settembre, nel giorno della Diada, si terrà la consueta manifestazione indipendentista a Barcellona. Insomma, la questione catalana è tutt’altro che chiusa.



La questione immigrazione

Nell’estate del 2018 la Spagna ha visto arrivare sulle sue coste, soprattutto quelle andaluse, molti più migranti degli anni scorsi. A luglio c’era stato poi l’assalto alle recinzioni di Ceuta, con centinaia di migranti. La questione immigrazione diventerà probabilmente un tema caldo nei prossimi mesi in Spagna. Il governo socialista ha comunque già iniziato a cambiare rotta dopo il caso della nave Aquarius, annunciando mano dura a Ceuta e Melilla per impedire gli assalti in massa alle recinzioni.

La destra spagnola invece ha iniziato già da settimane a sposare la linea dura allineandosi alle destre europee anti-immigrazione.

La bolla degli affitti

Inizia a crescere l’attenzione mediatica sulla bolla degli affitti in Spagna: nel giro di soli 5 anni, dal 2013 al 2018, l’aumento del costo degli affitti di case è stato del 47,5% a Barcellona e del 38% a Madrid. La situazione è preoccupante, e sta colpendo in modo durissimo i settori più poveri della società.

 

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista freelance, geologo, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól, collabora con diverse testate italiane. Vive in Spagna da anni.

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