
MADRID.Centinaia di migranti, 800 secondo la polizia, hanno forzato la grande barriera con filo spinato e lame taglienti che separa il confine spagnolo con il Marocco, presso l’enclave di Ceuta. La doppia recinzione di sette metri di altezza e rinforzata da lame, è stata forzata in quello che i media spagnoli definiscono “salto masivo” (scavalcamento in massa).
Ne è seguita una battaglia con polizia spagnola e marocchina e ci sono state decine di feriti, un centinaio fra i migranti e diversi anche fra gli agenti. Oltre 600 migranti, la maggior parte provenienti dalle aree sub sahariane, sono riusciti a entrare in territorio spagnolo.
Il più grande sconfinamento dal febbraio 2017
Si tratta del più grande sconfinamento a Ceuta dal febbraio 2017, quando oltre 850 migranti riuscirono ad entrare nell’enclave spagnola.
Intanto è emergenza in Andalusia per il forte aumento degli arrivi di migranti via mare: negli ultimi giorni ne sono arrivati oltre mille, e le strutture di accoglienza spagnole non sono adeguate a simili numeri. Molti migranti vengono lasciati dormire a bordo di imbarcazioni, ed il servizio di assistenza è al collasso secondo quanto riportato dai media.
Sistema di assistenza in crisi in Andalusia
La Spagna non vedeva una situazione del genere da anni. Negli ultimi anni gli arrivi via mare erano stati dell’ordine di poche migliaia, a differenza dell’Italia e della Grecia dove i numeri superavano le 100 mila unità. In questo 2018, mentre diminuiscono in generale gli arrivi via mare sulle coste europee, la rotta spagnola ha visto un aumento di presenze rispetto a quella italiana, e gli arrivi via mare in Spagna, quasi 20 mila, superano quelli in Italia (più di 17 mila).
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