Venezuela, da 20 anni un tema caldo per la politica spagnola (e sui media)

venezuelaNon succede frequentemente che la situazione politica di un paese straniero abbia così tante ripercussioni ed eco sulla politica interna di uno stato. È quello che accade da ormai vent’anni in Spagna con il Venezuela, un paese straniero su cui però si sono fatte intere campagne elettorali, su cui si sono consumati pesanti scontri fra partiti politici e su cui l‘attenzione dei giornali e delle televisioni spagnole è stata altissima.

Del resto, i vincoli fra i due paesi sono sempre stati molto importanti, in primis quelli economici ma anche dal punto di vista migratorio con migliaia di venezuelani che risiedono in Spagna. Il modo con cui si è affrontato il tema Venezuela in questi anni è stato molto spesso distorto e lontano dall’obiettività.

Vent’anni di Venezuela in Spagna

Fin dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana portata avanti da Hugo Chavez, nel 1999, la presenza del Venezuela nei discorsi e nella politica spagnola è stata molto importante. Ma è dopo il 2002, anno del tentato golpe della destra venezuelana, che il Venezuela diventa tema caldissimo.

¿Por qué no te callas?

Fin da subito appare chiara la posizione neanche troppo velatamente pro-golpe dei media spagnoli (che non parleranno mai di colpo di Stato contro Chavez). Il messaggio ufficiale del governo Aznar è di estrema cautela, ma nessuno parla mai di golpe. Sarà lo stesso Hugo Chavez ad accusare anni dopo (nel 2007) il governo Aznar di aver avuto una implicazione nel tentato golpe delle destre. In quell’occasione, durante il vertice Iberoamericano, il re di Spagna Juan Carlos I pronuncerà la famosa frase “¿Por qué no te callas? (‘perché non taci?’) rivolgendosi a Chavez. Una frase diventata leggendaria in Spagna e non solo.

Podemos e le simpatie per il socialismo del XXI secolo

Negli ultimi anni il Venezuela è diventato sempre più centro di dibattito politico in Spagna a seguito della forte crescita della sinistra spagnola, in particolare del partito Podemos, nato nel 2014. Nei primi anni di vita del partito viola, nato sull’onda della protesta del 15M, il leader Pablo Iglesias parlerà spesso della Rivoluzione bolivariana e del socialismo del XXI secolo portato avanti da Chavez in Venezuela, se non come un modello certamente come una possibilità di lottare contro le storture del modello capitalista. Sono ancora gli anni in cui l’alto prezzo del petrolio permettono al chavismo di ampliare la rete di protezione pubblica alle fasce più povere.

“Podemos finanziato dal Venezuela”

L’appoggio di Podemos al chavismo fa sì che le destre spagnole usino l’argomento Venezuela a tutto campo. Nella campagna elettorale del 2015 e poi in quella del 2016, il PP e Ciudadanos utilizzano più volte l’esempio del Venezuela per caricare contro la sinistra: “se vince Podemos, la Spagna finirà come il Venezuela”, è il messaggio. E ancora, accusano Podemos di essersi formato con i soldi del chavismo, accusa infondata e mai confermata dai fatti.

Le destre spagnole hanno poi appoggiato con forza negli ultimi anni l’opposizione a Chavez e Maduro. Anche sui giornali spagnoli, compreso El Paìs, l’esposizione mediatica sul Venezuela è stata altissima, con grande attenzione ai movimenti dell’opposizione (e un occhio – anche due – chiusi sulla collocazione politica di quell’opposizione).

Insomma, il Venezuela, un tema complessissimo, è diventato negli ultimi vent’anni terreno di scontro politico in Spagna.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista autonomo, ha collaborato con diverse testate italiane ed è caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore e caporedattore de El Itagnol. Vive in Spagna da anni, sempre a cavallo fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.

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