Italiani in Spagna, casi di discriminazione e situazioni spiacevoli per l’allarme coronavirus

chamberí madrid
en la foto: el barrio de Chamberí, en Madrid (foto: Luis García).

MADRID. Nelle ultime ore si moltiplicano le testimonianze di italiani che vivono in Spagna che hanno dovuto affrontare situazioni spiacevoli per l’allarme coronavirus nel paese. Da quando si è diffusa la notizia di alcuni casi di contagio in Spagna messi in relazione con viaggi nel nord Italia, si sono diffusi a macchia d’olio comportamenti di estrema prudenza verso l’intera comunità italiana.

L’intervista all’ambasciatore Sannino: “casi isolati e sporadici”

Il virus circolava da tempo in Europa

Questo nonostante sia ormai chiaro che il virus circolava in Spagna e in Europa già da settimane, ma che l’Italia è stato il paese che ha effettuato di gran lunga più controlli: più controlli hanno portato più rapidamente ad una individuazione dei casi. Proprio oggi l’Italia ha deciso di cambiare il sistema con cui effettua conteggio dei nuovi casi, un sistema che ha portato probabilmente a un sovradimensionamento del problema.

Il numero di contagiati in Spagna in relazione con italiani o spagnoli provenienti dal nord Italia non è basso, ma il problema è che i controlli nel paese si stanno concentrando proprio su persone con sintomi influenzali provenienti da quelle zone. da diversi giorni sono invece stati rilevati casi di contagi su persone che non hanno avuto relazioni con l’Italia.

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Situazioni spiacevoli (e surreali) per gli italiani in Spagna

Finora casi di vero razzismo o situazioni gravi come accaduto in passato verso persone della comunità cinese, sembrano molto circoscritte (ma non assenti).  Le testimonianze che arrivano da città come Madrid mostrano però una situazione difficile per la comunità internazionale ‘italoparlante’.

Perché in Italia tanti casi e così pochi in Europa?

La situazione più diffusa è quella di italiani che lavorano in Spagna, a cui è stato chiesto di restare a casa per precauzione. Ci sono poi le testimonianze di colleghi di lavoro troppo e insistentemente preoccupati per la vicinanza fisico, commenti pesanti sul luogo di lavoro, richiesta di usare mascherine.

Problemi con i colleghi di lavoro

Ieri pomeriggio, su un volo Iberia da Roma a Madrid nel quale erano numerosi i passeggeri muniti di mascherina, un passeggero italiano raccontava al vicino di sedile: “la cosa che più mi preoccupa di tornare in Spagna sono le battute e la preoccupazione dei colleghi di lavoro quando mi vedranno arrivare”.

Uno dei motivi di questa ondata di allarmismo verso la comunità italiana in Spagna è la grande esposizione mediatica dei giorni scorsi, quando i contagi da coronavirus nel paese sono stati associati a pazienti tornati dal nord Italia. In realtà, sta venendo alla luce come nel paese circolasse già da tempo il virus, senza essere rilevato per assenza di controlli.

Problemi con gli affitti delle case

Nel gruppo Facebook degli italiani a Madrid ci sono diverse testimonianze al riguardo. In un caso, una italiana che vive in affitto nella capitale e che si recherà in Italia nei prossimi giorni racconta di come i padroni di casa hanno avvertito che “cambieranno la serratura” se tornerà a Madrid “prima che passi il virus”. Un’altra, nello stesso gruppo, parla di casi ancora più gravi e scrive: “La cosa rischia di diventare grave, iniziano a non voler affittare più appartamenti o stanze a chi viene dal nord Italia, stanno facendo problemi anche per il lavoro di qualcuno…”. C’è anche chi racconta di avere notato il sedile vuoto accanto a sé in metropolitana, subito dopo aver parlato in italiano.

Il giornale eldiario.es riporta oggi 27 febbraio una notizia dal titolo “Hay alarmismo con el coronavirus pero nadie me ha tratado mal por ser italiano”. Esclusi casi di razzismo o situazioni gravi, ma si moltiplicano le testimonianze di episodi di allontanamento.

Scolaresca allontanata da una piscina a Barcellona

Il giornale riporta anche la notizia di un gruppo di alunni di nazionalità italiana a cui è stato impedito l’ingresso in una piscina comunale a Barcellona. Si trattava di bambini di una scuola Montessori della città spagnola, diversi dei quali nati peraltro in Spagna da famiglie miste. La piscina si è poi scusata per l’accaduto ed è intervenuto anche il Comune che ha parlato di “eccesso di zelo” da parte della struttura sportiva. Ci sono anche le testimonianze di persone a cui sono stati annullati eventi legati al “made in Italy” in Spagna.

Sempre eldiario.es pubblica, il 4 marzo, la testimonianza di una spagnola che, tornata dal nord Italia, ha dovuto sopportare comportamenti irrazionali ed esclusione.

Aggressione alle Canarie

Il giornale Verona Sera ha pubblicato, il 2 marzo scorso, la testimonianza di un italiano aggredito alle Canarie proprio in relazione con il coronavirus. L’aggressione è avvenuta a Tenerife pochi giorni fa.

Articoli di giornale allarmisti diffondo paura verso “l’italiano”

Qui sotto pubblichiamo il titolo di un articolo del giornale spagnolo El Mundo che, il 29 febbraio, titolava: “Edoardo, l’italiano che ha portato il coronavirus a Segovia: ‘si sente colpevole'”. Articoli come questi hanno diffuso in una parte della società spagnola una irrazionale paura e preoccupazione verso l’intera comunità italiana. Questo nonostante stia emergendo come il virus circolasse nel paese già da settimane senza essere rilevato.

Strutture alberghiere spagnole che cancellano le prenotazioni di italiani

Ma le testimonianze di discriminazioni e situazioni surreali si moltiplicano di ora in ora, e corrono sui social network. Una persona racconta di come la sua prenotazione in un B&B presso Valencia è stata cancellata con l’obiettivo di “limitare il contagio del virus”. L’unico motivo della cancellazione è che la persona che aveva prenotato era italiana.

Lettera del PD all’Ambasciatore italiano a Madrid

La situazione è in evoluzione e non facile per la comunità internazionale italo parlante: il circolo del PD di Madrid ha scritto una lettera all’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Stefano Sannino esprimendo preoccupazione: “in questo frangente delicato di allarmismo internazionale spesso eccessivo ed ingiustificato riguardo i casi di coronavirus – scrive la sezione del PD madrileno – le nostre comunità all’estero, compresa quella degli italiani in Spagna, rischiano di dover convivere in un clima di maggior tensione rispetto a quella a cui sono abituate”. Ed aggiunge: “ci sono state già situazioni molto spiacevoli”.

Panda Raid 2020, richiesta di non partecipare per gli italiani

Arriva anche la notizia della richiesta formale da parte di Panda Raid, una competizione automobilistica che si terrà fra Spagna e Marocco dal 6 al 13 marzo 2020, di esclusione per gli equipaggi italiani. Entro il 27 febbraio agli equipaggi italiani era consentito ritirarsi con un rimborso. Ma diversi equipaggi italiani erano già partiti alla volta della Spagna. Anche se non è stata diffusa una restrizione vera e propria, agli equipaggi è stato chiesto comunque di abbandonare la gara e non partecipare quest’anno.

La Spagna non ha inserito nessuna restrizione ai viaggi con l’Italia

La Spagna non ha inserito nessuna restrizione ai viaggi fra Spagna e Italia, ma ha sconsigliato alcuni giorni fa di viaggiare verso le regioni del nord Italia, dove sono localizzati i due focolai circoscritti.

Il 3 marzo la Spagna ha anche deciso di giocare a porte chiuse alcune partite di calcio e basket con squadre provenienti dal nord Italia, per precauzione visto il probabile afflusso di tifosi dalle regioni italiane dove si registrano più casi di coronavirus.

La tua testimonianza

Se avete testimonianze da riportare e denunciare su questa situazione molto particolare e delicata che si sta creando, scrivete a:

[email protected]

(Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2020, ore 11.00)



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