Il governo spagnolo ha approvato il reddito minimo vitale: aiuterà 850.000 famiglie in difficoltà

rassegna 30 maggio 2020
Prime pagine di giornali spagnoli il 30 maggio 2020.

MADRID. Venerdì 29 maggio il governo spagnolo ha approvato l’ingreso minimo vital, un reddito minimo vitale che aiuterà 850.000 famiglie in stato di grave difficoltà economica, poco meno di tre milioni di persone.

Il sussidio approvato ieri è un nuovo importante pilastro dello stato sociale spagnolo, in un paese dove il 21,5% della popolazione si trova in una situazione di rischio povertà relativa (la media europea è del 17% ed in Italia è del 20,3%) e dove il tasso di rischio di povertà estrema è del 9,2%  (in Italia è del 9,4%) secondo i dati Eurostat. L’investimento per questo sussidio statale, che si aggiungerà a quelli già presenti nelle comunità autonome (ma molto diversi a seconda della ricchezza delle regioni), è di 3 miliardi di euro l’anno.

Il governo conta di intervenire in modo massiccio sui minori a rischio povertà relativa: in Spagna il tasso di rischio povertà relativa fra i minori è del 26,8%, subito dietro la Romania (32%), e poco sopra l’Italia (26,2%). Ben lontano dalla media UE, del 20%.

Un aiuto per 400.000 bambini e adolescenti

Il reddito minimo aiuterà, secondo le stime del governo, almeno 1 milione e mezzo di persone che vivono in Spagna ad uscire dalla povertà estrema. In particolare permetterà di uscire dalla povertà estrema a 400.000 bambini ed adolescenti che vivono in famiglie con gravi problemi economici. In Spagna il problema della povertà infantile è grave. Il sussidio non prevede nessun obbligo di ricerca attiva di lavoro.

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Il reddito a famiglia andrà da un minimo di 461 euro al mese per nuclei familiari con un solo adulto ad un massimo di 1.015 euro per famiglie più numerose.

La soddisfazione di Sànchez ed Iglesias

“E’ un giorno storico per la democrazia spagnola” ha detto Pablo Iglesias, leader di Podemos e attualmente uno dei vicepresidenti del governo, che ha aggiunto: “questo governo sta dimostrando che la sua opzione politica è la giustizia sociale e che prende sul serio la Costituzione”.

Anche il premier, il socialista Pedro Sànchez, ha espresso soddisfazione per l’approvazione del sussidio: “è un pilastro del nostro stato sociale […] il nostro paese diventa così “più giusto e solidale”.

Questo reddito minimo, che viene erogato per la propria condizione economica e non prevede quindi l’obbligo di una ricerca attiva di lavoro, era uno dei punti principali del patto di coalizione firmato tra il Partito socialista (Psoe) e Unidas Podemos (Podemos + Izquierda Unida) prima di ricevere la fiducia che ha dato vita (a gennaio 2020) all’attuale governo Sanchez bis.

I partiti di governo hanno accelerato la sua approvazione, che sarebbe avvenuta comunque nel 2020, per il precipitare della crisi dovuta all’emergenza sanitaria. In Spagna la crisi economica che seguirà allo stato di allerta si annuncia pesantissima. Una parte del paese, con tassi di disuguaglianza fra i più alti d’Europa, non era ancora uscita dalla pesantissima crisi iniziata nel 2008 e l’impatto de lockdown per la pandemia di covid-19 rischia di sprofondare ancor di più nella povertà una parte del paese.

Rassegna stampa

L’approvazione del sussidio in Spagna è rimasto per un giorno sulle prime pagine dei giornali digitali, scavalcando per la prima volta in molte settimane le notizie sulla crisi del coronavirus.

I giornali cartacei più vicini alla destra hanno messo in secondo piano l’approvazione del sussidio: ABC, El Mundo e La razòn hanno preferito dare spazio alle tensioni fra governo e Guardia Civil, o ad altri problemi, mentre i giornali più vicini alla sinistra come El Paìs hanno dato ampio spazio all’approvazione del sussidio.

Il giornale digitale eldiario.es, uno dei periodici digitali più letti nel paese, ha dato ampio spazio all’approvazione di questo reddito minimo vitale parlando di “una delle politiche contro la povertà più ambiziose della storia di Spagna” ed ha pubblicato anche approfondimenti sulla situazione di povertà in Spagna, con grafici e molti dati che permettono di fare confronti con l’Europa e di avere anche una idea delle enormi disuguaglianze presenti fra regioni (comunità autonome) ed incluso all’interno delle città.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano in Spagna, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore, gestore e redattore della testata "El Itagnol - Ultime notizie dalla Spagna". Fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.
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