Spagna, governo indebolito all’inizio della fase 2: partiti di destra e regionali vogliono votare no alla proroga dello stato di allerta

MADRID. Il governo Sànchez bis, nato a inizio gennaio 2020, vive ore complicate. Domani, mercoledì 6 maggio, chiederà al Parlamento l’autorizzazione a prorogare lo stato di allerta di altri 14 giorni. Ma potrebbe non farcela. “Sarebbe il caos”, ha detto il ministro della Sanità.

pedro sanchez 2 maggio 2020

Lo stato di allerta era stato proclamato il 14 marzo, ed ha già ricevuto varie proroghe, con i voti a favore della maggioranza del Parlamento. Stavolta però, con l’inizio della fase 2 (in Spagna si chiama “desescalada” ed è formata da quattro diverse fasi), le cose per il governo di coalizione si complicano.

Partiti regionali contrari: il “no” di ERC

I partiti regionali, specie quelli catalani e baschi, già fortemente critici con la misura dello stato di allerta, vogliono votare no. Sicuramente voterà no il partito catalano Esquerra Republicana (ERC), forza indipendentista che aveva permesso a gennaio la formazione del governo attuale.

In queste ore Sànchez tratta con il Partito Nazionalista Basco per cercare di strappare il suo appoggio. I partiti regionali sono stati fin da subito molto critici con la proclamazione dello stato di allerta, che accentra le decisioni dando molto più peso al governo nazionale durante l’emergenza sanitaria.

Stavolta anche il Partido Popular, il principale partito della destra spagnola, potrebbe votare contro. La destra è molto critica con la gestione dell’emergenza sanitaria del governo. Vox ha portato avanti in queste settimane una linea di attacco incendiario contro il governo, chiedendone le dimissioni ed invitando gli spagnoli a sbattere le pentole ogni sera dai balconi. Ciudadanos, con i suoi 10 deputati, potrebbe diventare ago della bilancia e sono in corso trattative in queste ore.

Se alla fine il governo Sànchez non ottenesse la maggioranza in Parlamento (ricordiamo che è un esecutivo di minoranza), lo stato di allerta decadrebbe il prossimo 9 maggio. Secondo il governo non è possibile gestire la fase 2 senza lo stato di allerta, e ci sarebbe un comportamento diverso in ogni regione, con seri problemi per il contenimento dell’epidemia. “Un caos”, secondo le parole del ministro Illa.

Uno scenario improbabile

Uno scenario al quale è difficile che si arriverà, ma in queste ore è evidente una cosa: per il governo Sànchez, già fragile in partenza, la pandemia di covid-19 potrebbe essere fatale nei prossimi mesi.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano in Spagna, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore de ilmeteo.net, portale italiano del gruppo Meteored. Fondatore, gestore e redattore della testata "El Itagnol - Ultime notizie dalla Spagna". Fra Roma e Madrid. Laurea magistrale in Geologia Applicata all'Ingegneria.
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