Coronavirus, la situazione in Spagna aggiornata al 27 luglio 2020

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ROMA. In Spagna oggi sono stati notificati dal Ministerio de Sanidad 855 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, diversi in meno rispetto a quelli notificati venerdì scorso, che erano stati 922. Più della metà di questi nuovi casi si concentrano nell’Aragona (474 nuovi casi).

6.361 nuovi casi in 7 giorni

Negli ultimi 7 giorni, secondo quanto informa il Ministero della Salute spagnolo, sono stati rilevati 6.361 nuovi casi di positività al coronavirus, e 6 morti con Covid-19.

Di questi nuovi casi, 2.694 sono stati rilevati in Catalogna. L’Aragona ha registrato 1.238 nuovi casi negli ultimi 3 giorni.

Negli ultimi 7 giorni, secondo quanto informa il Ministero della Salute spagnolo, sono stati rilevati 6.361 nuovi casi di positività al coronavirus, molti dei quali in Catalogna e Navarra.

I dati delle regioni spagnole

Dopo l’Aragona, con 474 nuovi casi in 24 ore, si segnalano i 94 nuovi casi della Navarra , i 76 nuovi casi dei Paesi Baschi e i 71 della Catalogna. A Madrid si registrano 53 nuovi casi, 31 in Andalusia e 20 nella Comunidad Valenciana. In Galizia solo 9 nuovi casi, 7 a Murcia, 5 nelle Asturie e in Cantabria. Alle Baleari si segnalano 4 casi nuovi in 24 ore e alle Canarie 3 nuovi casi. Negli ultimi 7 giorni la Catalogna ha registrato un totale di 2.694 nuovi casi.

Catalogna: “nuovo confinamento se non ci sarà responsabilità”

Il presidente del governo catalano, Quim Torra, ha affermato questa mattina che se non verranno rispettate le raccomandazioni a non uscire di casa ed evitare spostamenti inutili in Catalogna, sarà necessario un nuovo confinamento fra dieci giorni. Torra ha parlato di situazione fuori controllo a Barcellona, quindi non più focolai ma trasmissione comunitaria, e di una situazione critica che ricorda quella precedente al mese di marzo.

I dati sui focolai

Secondo quanto ha riferito il coordinatore del Centro de Emergencias y Alertas Sanitarias, Fernando Simón, ci sono attualmente 361 focolai attivi in Spagna (la maggior parte formati da poche persone), con 4.100 persone positive al coronavirus.

La movida in Spagna sotto i riflettori per i nuovi casi

L’età media dei contagiati continua ad abbassarsi sempre più. Questo è dovuto a un aumento di contagi in discoteche e locali, una realtà che ha portato la scorsa settimana a decisioni di chiusure e restrizioni alla movida, e una raccomandazioni ai giovani: “prudenza e cautela”. Altro fuoco di contagio, le feste e le riunioni familiari.

In Spagna massima attenzione alla movida: focolai in discoteche e locali portano a nuove chiusure e restrizioni

Proprio Fernando Simòn, in conferenza stampa, ha per la prima volta indicato la movida e le riunioni familiari come principale preoccupazione per i nuovi contagi, molti dei quali legati appunto al divertimento notturno.

“Non è una seconda ondata”

Il direttore del Centro de Alertas y Emergencias Sanitarias, Fernando Simón, in conferenza stampa ha escluso che la Spagna si trovi di fronte a una seconda ondata ed ha sottolineato che in molte zone del paese il virus sta circolando molto poco, mentre sta circolando maggiormente in Catalogna, Navarra e Aragona.

Il malumore della Spagna per la quarantena del Regno Unito

Il governo spagnolo, che proprio ieri aveva sottolineato che “la Spagna è sicura” e che “l’epidemia è sotto controllo”, non ha digerito la decisione del Regno Unito di imporre quarantena obbligatoria per chi torna dalla Spagna.

Una decisione che, secondo quanto riportano oggi i giornali spagnoli, potrebbe avere conseguenze catastrofiche sul turismo già in forte difficoltà. Secondo il premier Pedro Sànchez la quarantena imposta dal governo britannico per chi viene dalla Spagna “è un errore basato su valutazioni epidemiologiche errate”. Il presidente del governo ha sottolineato anche che gran parte della Spagna ha un tasso di contagi inferiore al Regno Unito.

Una nuova mazzata per il turismo

La quarantena imposta dal Regno Unito, insieme alla raccomandazione della Francia di non viaggiare in Catalogna e Aragona, oltre alla quarantena imposta dalla Norvegia e le restrizioni decise dal Belgio,  potrebbero rappresentare una ulteriore perdita per il turismo spagnolo di quasi 9 miliardi di euro fra agosto e settembre secondo Exceltur.

Il governo spagnolo ha sottolineato che si sta facendo un gran lavoro di individuazione dei casi asintomatici, con un monitoraggio a tappeto. La vicepremier spagnola, Carmen Calvo, ha sottolineato – in merito alla decisione del Regno Unito – che la Spagna “non sta assolutamente in peggiori condizioni rispetto ad altri paesi dell’Europa”.

Anche l’OMS ha parlato della situazione in Spagna: “il paese sta gestendo i focolai con responsabilità”, sono le parole di Mike Ryan, direttore delle Emergenze Sanitarie dell’Organizzazione Mondiale.

Le trattative per una quarantena che escluda Canarie e Baleari

La Spagna è un paese sicuro – ha ripetuto oggi la ministra degli Esteri, sottolineando che focolai sono attivi in tutta Europa”. Il governo spagnolo sta negoziando con quello britannico per ottenere che vengano esentati dalla quarantena i turisti che hanno visitato Baleari e Canarie. Anche l’Andalusia e la Comunità Valenciana hanno chiesto che i turisti che visitano queste regioni e che ritornano nel Regno Unito, vengano esclusi dall’obbligo di quarantena. La preoccupazione altrimenti è che il turismo di queste aree subisca una vera mazzata a seguito della decisione del governo di Boris Johnson.

Proprio oggi però, la compagnia aerea Jet2 ha annunciato la sospensione temporanea dei voli verso la costa mediterranea spagnola. E due giorni fa aveva sospeso i viaggi anche il più grande tour operator britannico.

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