La situazione coronavirus in Spagna il 1° luglio 2020

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Il Ministerio de Sanidad spagnolo ha registrato oggi, mercoledì 1 luglio, otto nuovi morti con coronavirus 19 negli ultimi 7 giorni, portando così a 28.363 vittime il bilancio drammatico dell’epidemia di Covid-19 in Spagna. Sono stati notificati inoltre 149 nuovi casi di contagio (dall’inizio della crisi, 249.659 i casi registrati). Sono 40 i nuovi contagi a Madrid, 21 in Andalusia e 20 in Aragona, mentre in Catalogna sono 17.

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9% di casi in più rispetto a 10 giorni fa

Negli ultimi 7 giorni in Spagna sono stati diagnosticati 1.902 casi: quasi il 9% in più rispetto a quelli del 20 giugno, giorno in cui è stato tolto lo stato di allarme.

La Catalogna è quella con più casi (590) a causa dei focolai sorti a Lérida, poi Madrid (334); Aragona (249), Andalusía (211); Castilla La Mancha (108) e Castilla y León (102). Solo le Asturie non registrano nuovi casi da due settimane.

I nuovi focolai

Qualche giorno fa parlavamo di 12 focolai attivi in Spagna in questi primi dieci giorni dopo la fine dello stato di allarme e di ritorno quindi a una quasi normalità. Ieri il giornale El Paìs parlava di circa 50 focolai attivi nel paese, molti dei quali però sono molto piccoli, con poche persone (è il caso di nuclei familiari). Sono tutti circoscritti e controllati, secondo quanto riportano le autorità.

L’aumento di nuovi casi è legato proprio a questi focolai, che erano però previsti a seguito delle riaperture. Non c’è allarme, ma l’invito alla prudenza e a non abbassare la guardia è continuo da parte delle autorità. Soltanto in Andalusia, regione che nei mesi scorsi è stata poco colpita dalla pandemia rispetto ad altre, ci sono 11 focolai attivi a Málaga, Granada, Cadice, Huelva e Almería, con un totale di 219 casi confermati.

Alcuni di questi sono grossi focolai, come quello di Malaga, con 105 casi vincolati a un Centro di Accoglienza, e quello di Huesca, fra i lavoratori raccoglitori di frutta, ed anche quello di Lleida. In tutti questi casi i focolai sono legati a condizioni di lavoro e sovraffollamento delle strutture destinate all’alloggio, fra lavoratori della raccolta della frutta e del settore carni.

Ci sono anche focolai per non rispetto delle norme di senso comune e distanziamento in tempi di pandemia, con focolai a seguito di feste ed anche grigliate all’aperto.

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