Covid-19 in Spagna, la situazione contagi: nel primo fine settimana di settembre 26.560 nuovi casi

COVID-19 SPAGNA

MADRID. La situazione contagi in Spagna continua a preoccupare anche in questo inizio di settembre. Se già agosto si era concluso con cifre preoccupanti, ed il nuovo mese era iniziato con una situazione allarmante in particolar modo a Madrid, le cose non sono migliorate negli ultimi giorni.

Il Ministero della Salute spagnolo ha informato oggi di 26.560 nuovi casi di coronavirus dallo scorso venerdì. Siamo quindi di fronte ad una media di oltre ottomila nuovi casi al giorno, quasi novemila. Il tasso di nuovi positivi ogni 100.000 abitanti è molto superiore rispetto ai paesi vicini, Francia e Portogallo, e rispetto all’Italia. In Spagna l’incidenza è di 230 nuovi casi ogni centomila abitanti, praticamente il doppio dell’incidenza in Francia, e molto al di sopra di quella in Italia.

Nel Paese iberico si parla ormai apertamente da settimane di “seconda ondata” e sono molti gli interrogativi sul futuro, a pochi giorni dall’apertura delle scuole.

Nell’ultima settimana, informa il Ministero, sono morte con Covid-19 un totale di 237 persone, di cui 74 a Madrid. In totale, da marzo sono risultate positive al test del coronavirus 525.549 persone in Spagna. Questo vuol dire che sono ormai oltre mezzo milione le persone risultate positive al test del coronavirus in Spagna. Come già ricordato altre volte, questo è il numero rilevato grazie ai test: il numero reale di positivi dall’inizio della pandemia è certamente molto maggiore, ma è molto più difficile da ricostruire.

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Il numero di ricoveri, il dato da tenere sotto controllo

Nelle ultime settimane, nonostante la situazione preoccupante con un numero di nuovi contagi paragonabile a quello dei mesi più difficili della pandemia, gli esperti ricordano che la nuova ondata sta portando a uno stress molto minore sugli ospedali rispetto alla primavera. Il numero di ricoveri è quindi molto più ridotto.

Le autorità tengono quindi sotto controllo i dati dei ricoveri con particolare attenzione, perché un aumento sarebbe il sintomo di un aggravamento della situazione con un maggior peso sulle strutture ospedaliere.

Negli ultimi giorni sono stati 1.829 i ricoveri negli ospedali di tutta la Spagna. La comunità con più ricoveri (382) è l’Andalusia, seguita da Madrid (321).

Ci sono stati invece 161 ricoveri in terapia intensiva nell’ultima settimana: in particolare presso le Canarie (34), Andalusia (23), Comunitat Valenciana (21).

Attualmente la regione di Madrid è quella che sta accusando la maggior pressione sugli ospedali, con un totale di 2.447 persone ricoverate con Covid-19, il che porta l’incidenza di letti ospedalieri occupati da pazienti con Covid al 18 %, il dato più alto in tutta la Spagna. Già da fine agosto alcuni ospedali madrileni hanno sospeso operazioni chirurgiche e visite, e i sindacati denunciano una forte pressione, crescente, sui centri di attenzione primaria.

Madrid, al centro delle preoccupazioni

La regione di Madrid, dove si concentrano oltre 6 milioni di abitanti (e che non include solo la Capitale ma anche numerose città satelliti con centinaia di migliaia di abitanti), ha registrato negli ultimi 7 giorni oltre 20.000 nuovi casi ed ha un’incidenza allarmante di 520 casi per ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Sono cifre molto elevate.

Dal 7 settembre riunioni con meno di 10 persone a Madrid

Questi dati arrivano nel giorno in cui sono entrate in vigore le misure decise dal governo regionale guidato da Isabel Ayuso (Pp), che limitano le riunioni a un massimo di 10 persone anche in luoghi privati (quindi sono proibite anche riunioni familiari di 10 persone, in casa) e obbligano i bar ad aumentare le distanze fra tavolini all’aperto (1 metro e mezzo fra sedie non appartenenti allo stesso tavolo). Sono misure che la presidentessa Ayuso aveva annunciato come “dolorosissime” ma che in realtà sono più leggere di quelle prese in regioni spagnole dove la situazione contagi è molto migliore.

A tal proposito, continuano i confinamenti perimetrali di cittadine o piccoli centri. Oggi è la volta di Alfaro (La Rioja), dove viene fortemente limitata la mobilità per due settimane per l’incremento di contagi. Nei giorni scorsi era stata confinata Santoña (Cantabria), e sono già numerose le località spagnole che in questa estate 2020 hanno sperimentato un nuovo lockdown a livello comunale. Oggi ha terminato il suo confinamento di 14 giorni la località di Tielmes, ed i giornali danno notizia del “ritorno alla normalità” del comune madrileno.

Le Castiglie preoccupate per i contagi di Madrid: condivisione di dati

Oggi è anche il giorno in cui – in serata – i presidenti delle regioni di Madrid, Castiglia e León e Castiglia-La Mancia, tre regioni limitrofe, si sono messi d’accordo per condividere dati sugli studi di sieroprevalenza e monitoraggio dei contagi. Nei giorni scorsi le due Castiglie avevano espresso preoccupazione per i contagi di Madrid, regione nella quale lavorano molti residenti nelle due Castiglie, e con la quale c’è un continuo spostamento di lavoratori, spesso pendolari, che si muovono avanti e indietro ogni giorno con auto, bus o treni. Il presidente della Castiglia-La Mancia aveva parlato negli ultimi giorni di “bomba virale di Madrid”, dichiarazioni che avevano acceso proteste e su cui lo stesso presidente aveva dovuto correggersi.

Le incognite per l’anno scolastico 2020-2021 in Spagna

La Spagna affronta l’imminente apertura delle scuole in questo quadro, con molte incognite e nel pieno di quella che i giornali chiamano “seconda ondata”. Secondo il direttore delle emergenze sanitarie, Fernando Simòn, l’impatto del ritorno a scuola sulla pandemia in Spagna si vedrà soltanto alla fine della settimana prossima. Simòn ha detto che “bisognerà stare molto attenti” alle ripercussioni di questa riapertura delle scuole (che erano chiuse da marzo), sulla situazione della pandemia nel paese.

Domani intanto, tornano a scuola a Madrid migliaia di bambini e bambine della scuola elementare e degli asili. Un banco di prova importante, anche perché sul fronte scuola sono ancora molte le cose non chiarite, e i sindacati denunciano confusione, caos e mancanza di misure adeguate. Anche per questo a fine mese è stato proclamato uno sciopero del settore.

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