L’Italia decide in un Referendum se ridurre il numero dei parlamentari. Si vota anche in 7 Regioni e quasi mille Comuni

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La camera dei Deputati italiana.

MADRID. Oltre 46 milioni di italiani sono chiamati, dalle 7 di questa mattina, a votare per il Referendum costituzionale che potrebbe portare a una riduzione di un terzo del numero dei parlamentari in Italia. Il voto si svolge oggi – domenica 20 settembre – fra le 7 e le 23, e lunedì 21 settembre fra le 7 e le 15. Si tratta del quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana. Gli elettori italiani all’estero hanno già votato nelle settimane scorse via posta.

Non si vota soltanto per il Referendum costituzionale: le urne sono aperte in alcune regioni e numerosi comuni italiani anche per le elezioni Regionali e le Amministrative.

Lo speciale del Ministero degli Interni sulle elezioni e referendum del 20-21 settembre 2020

Elezioni regionali in 7 regioni: oltre 18 milioni chiamati al voto

Le elezioni regionali si svolgono oggi e domani in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia ed interesseranno 18.471.692 elettori, con un totale di 22.061 sezioni.

Le elezioni amministrative

Le elezioni amministrative si svolgono in 957 comuni, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: sono chiamati al voto in questo caso un totale di 5.703.817 elettori.

Il referendum costituzionale

Il referendum costituzionale potrebbe portare ad un taglio del numero di parlamentari in Italia. Se vincesse il “sì”, si passerebbe a un sistema con 400 deputati e 200 senatori, con un totale di 600 parlamentari. La riduzione del numero dei parlamentari sarebbe di un terzo rispetto al numero attuale.

Attualmente in Italia ci sono 945 parlamentari, di cui 630 sono deputati della Camera e 315 sono senatori del Senato (a cui vanno aggiunti i senatori a vita, al massimo 5, e i senatori di diritto a vita, cioè gli ex presidenti della Repubblica).

L’Italia è in Europa il paese con il maggior numero di parlamentari direttamente eletti dal popolo. Da sottolineare che, a differenza di altri Paesi europei, in Italia vige un sistema bicamerale per il quale Camera e Senato hanno lo stesso peso.

Se vincesse il “sì” al referendum, in Italia si passerebbe da 630 deputati a 400, mentre al Senato da 315 a 200. 

Quello del 20-21 settembre è un referendum confermativo e non abrogativo, quindi non è richiesto il quorum: se anche si presentassero al voto poche persone, avrebbe comunque validità, a differenza di quanto accade per i referendum abrogativi.

Le prime elezioni che si tengono in piena pandemia

Quelle del 20 e 21 settembre 2020 sono le prime elezioni che si tengono in Italia da quando è iniziata la pandemia da COVID-19. Il referendum doveva tenersi a marzo, ma era stato spostato proprio a causa dell’emergenza sanitaria, con il conseguente lockdown. Anche alcune delle elezioni egionali si dovevano tenere nei mesi scorsi ed erano state rinviate.

Ci sono state polemiche anche per la decisione di tenere le elezioni a settembre, e negli ultimi giorni è emerso il problema dei seggi in cui non si sono presentati gli scrutatori, preoccupati per possibili contagi.

Negli ultimi giorni l’Italia assiste a un aumento dei casi di COVID-19, anche se la situazione epidemiologica è molto migliore rispetto ai paesi vicini, come Francia, Germania e Spagna, dove il numero di nuovi casi è molto maggiore e dove si parla ormai di seconda ondata.

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