Madrid, dichiarato stato di allarme nella regione: stop ai viaggi per il Ponte del 12 Ottobre

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MADRID. La notizia è arrivata alle 12.35: il Governo spagnolo ha dichiarato lo stato di allarme nella regione di Madrid, dove vivono oltre 6 milioni e mezzo di persone. Un nuovo colpo di scena che getta nuovamente nella confusione una delle aree metropolitane più densamente abitate d’Europa, e l’area europea che attualmente si trova nella situazione epidemiologica peggiore. In sostanza la misura “commissaria” dal punto di vista sanitario la Regione, dopo che il governo regionale guidato da Isabel Ayuso si è nuovamente rifiutato di mettere in pratica misure più contundenti per frenare la grave situazione contagi. Il governo, guidato da PP e Ciudadanos, voleva inserire nuovamente delle restrizioni soltanto in aree sanitarie ben limitate (una cinquantina), e ubicate a macchia di leopardo nella densamente popolata area madrilena.

“Il governo regionale di Madrid ha deciso di non agire, e non possiamo restare a braccia conserte”

Possiamo restare a braccia conserte o fermare il virus”, ha detto in mattinata il Ministro della Sanità Illa poco dopo la dichiarazione dello stato di allerta a Madrid. “L’obbligo di questo Governo è proteggere i madrileni ed il resto degli spagnoli, anche se questo suppone sacrifici”, ha aggiunto, aggiungendo che “è indiscutibile che la trasmissione del virus a Madrid è fuori controllo”. Il Ministro ha accusato anche la Ayuso di restare a braccia conserte di fronte alla grave situazione sanitaria, con un 63 persone morte di Covid negli ospedali madrileni negli ultimi 7 giorni e 3.361 persone ricoverate, delle quali 498 in terapia intensiva. “Siamo arrivati fino a qui – ha aggiunto ancora il Ministro – perché la Comunidad de Madrid non ha agito.

Lo scontro fra Governo centrale e Governo regionale di Madrid

Secondo il governo madrileno, lo stato di allarme decretato a Madrid dal governo Sànchez è un atto gravissimo che invade le competenze della regione. Il governo della Ayuso, che continua a parlare di una situazione epidemiologica che non giustifica le misure prese, ha ricevuto il totale appoggio del PP nazionale (partito di opposizione della destra spagnola), in quello che è ormai da giorni uno scontro a tutto campo di tipo politico, che si consuma però in piena pandemia. “Sconerto” anche da parte del sindaco di Madrid Almeida, anche lui del PP, che ha parlato di un “155 sanitario” in riferimento all’articolo 155 che venne applicato dal governo Rajoy nel 2017 e che commissariò per alcuni mesi la Catalogna nei mesi della sfida secessionista di Puigdemont.

Lo stato di allarme a Madrid e altre 8 città: resta fuori Alcalà de Henares

Lo stato di allarme, che si applica solo alla regione madrilena, permette di ristabilire in breve tempo le misure di confinamento perimetrale che erano attive dal 2 ottobre e che ieri, 8 ottobre, erano state sospese dalla Corte Suprema di Madrid. Torna quindi il divieto di ingresso e uscita da 9 comuni madrileni (è uscito dalla lista delle città confinate il comune di Alcalà de Henares). Sono bastate poche ore fra l’annuncio della dichiarazione dello stato di allerta e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: già nel pomeriggio sono tornati i controlli della Polizia, stavolta più numerosi (nei giorni scorsi erano pochi e “informativi”).

La decisione di dichiarare lo stato di allarme era arrivata già ieri sera (avevamo dato qui la notizia). L’urgenza per il Governo centrale era assoluta: si voleva impedire che la sospensione del confinamento perimetrale avvenuta ieri incoraggi migliaia di madrileni a spostarsi verso altre regioni, approfittando del Ponte del 12 ottobre.

In Spagna infatti il 12 ottobre è festa nazionale e quest’anno, cadendo di lunedì, permette di allungare di un giorno il fine settimana. Si vuole impedire così che il virus, che già circola in Spagna con incidenza molto elevata, si espanda ancor di più dall’area metropolitana madrilena, attualmente la regione europea più colpita dalla “seconda ondata” di contagi. La misura impedisce anche gli ingressi nella Regione, e quindi blocca in sostanza il turismo verso Madrid.

Le 9 città soggette a confinamento perimetrale

Le città soggette a questo nuovo confinamento perimetrale, oltre alla capitale Madrid, sono: Alcobendas, Alcorcón, Fuenlabrada, Getafe, Leganés, Móstoles, Parla e Torrejón de Ardoz. Esce dalla lista delle città madrilene confinate Alcalà de Henares.

7000 agenti di Polizia controllano che si rispetti lo stop agli spostamenti

Già dalle 15 la Polizia, con settemila agenti dispiegati dal Ministero degli Interni, ha iniziato a effettuare controlli lungo i limiti comunali delle città confinate per controllare che non ci fossero partenze dalla città verso l’esterno. Si sono verificate delle code in alcune autostrade in uscita dalla capitale, anche a causa dei controlli. La DGT ha informato che – rispetto al Ponte del 12 ottobre del 2015 (coincidente con quello del 2020 perché il 12 era un lunedì), il traffico è calato quasi del 50%.

 

Polizia anche nelle stazioni e all’aeroporto di Madrid Barajas

I mezzi di comunicazione informano di controlli della Polizia anche nelle stazioni ferroviarie e presso l’aeroporto di Madrid Barajas. Anche qui, come lungo le strade che escono dalle città confinate, la Polizia chiede ai viaggiatori di dimostrare che si stanno spostando per una delle cause giustificate: lavoro, ritorno al proprio domicilio, salute e comprovati motivi di urgenza.

Intanto sono già 52mila i biglietti del treno che sono stati annullati dallo scorso 3 ottobre per viaggi che dovevano avvenire in questi giorni, a causa delle misure prese nella regione capitolina.

Bar chiusi alle 23 e riunioni con massimo 6 persone

Dentro i comuni confinati la vita continua “normale” e non si torna a situazioni vissute in primavera, con l’obbligo di restare in casa. Si può circolare dentro i limiti comunali, anche se viene sconsigliato uscire di casa se non per motivi di necessità. I parchi e i giardini restano aperti.

I bar ed i ristoranti devono chiudere alle 23 (questa misura non era stata sospesa ieri, ed è attiva dal 2 ottobre) e le riunioni sono limitate a un massimo di 6 persone anche in domicili privati, sia fra conoscenti che fra familiari. Nei negozi ed in altri luoghi al chiuso il limite è fissato a un 50% della capacità di capienza. I negozi devono chiudere alle 22.

La situazione coronavirus a Madrid il 9 ottobre 2020

In tutta questa situazione, qual è la situazione contagi a Madrid? La regione madrilena ha reso noti 2.499 nuovi casi di coronavirus, e 35 decessi negli ospedali. Se si va a vedere la situazione degli ultimi 20 giorni (più o meno il periodo nel quale si è consumato il grave scontro fra governo centrale e regionale),  negli ospedali madrileni ci sono stati 715 decessi per Covid-19 e si sono contagiate almeno 61.000 persone. In terapia intensiva ci sono ben 500 ricoveri nell’ultima settimana. La situazione è la più grave d’Europa, come certificato anche dal centro europeo ECDC, in merito all’incidenza del virus sulla popolazione. L’incidenza di casi per 100.000 abitanti è superiore a 700, ma in certe zone supera i 1000. 

L’OMS: “mentre i Governi divergono, la gente muore”

Il direttore esecutivo delle emergenza sanitarie della OMS, Organizzazione Mondiale della Salute, Mike Ryan, è intervenuto nella questione dello scontro fra governo  regionale di Madrid e nazionale: “mentre i governi divergono fra loro, la gente muore”, ha detto in una dichiarazione e ha chiesto ai governi di presentarsi uniti e di prendere “buone decisioni”.

Gli esperti: nonostante lo stato di allerta, “misure tardive e poco restrittive”

Nonostante l’altisonanza della presenza di uno stato di allerta a Madrid, in realtà le misure restrittive in vigore sono considerate “tardive e poco contundenti” dalla maggior parte dei tecnici ed esperti interpellati. Anche il confronto con altre metropolitane europee dove i contagi sono molti, ma più ridotti rispetto a Madrid, mostra un quadro in cui la regione madrilena arriva tardi e affronta con timidezza una situazione molto grave.

Leggi anche. Madrid guarda Parigi: “lì meno contagi e misure più restrittive”

Le proteste della destra dopo il “commissariamento” della Regione

Quello deciso dal Governo Sànchez è una sorta di commissariamento della Regione, ed è stato visto dalla destra come una misura gravissima. Se il PP ha denunciato con forza quanto avvenuto, il partito di estrema destra Vox (che appoggia il governo regionale), ha chiamato a una manifestazione in macchina per lunedì 12 ottobre, Festa della Spagna.

(articolo aggiornato alle 09.30 del 10 ottobre 2020)

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