L’Italia e la Spagna vivono il fine settimana con le misure più dure dalla primavera scorsa: coprifuoco, bar e ristoranti sbarrati e stop spostamenti in molte regioni

COVID-19 SPAGNA

Con le cifre di contagi e morti che schizzano verso l’alto ogni giorno di più, sia in Italia che in Spagna, i due paesi iniziano stasera un fine settimana molto particolare, che in molte aree si assomiglia a quelli vissuti nella scorsa primavera. Le restrizioni sono infatti massime, specie in certe regioni italiane e spagnole.

In Italia da stasera coprifuoco alle 22 e alcune Regioni blindate

Da stasera in Italia entra in vigore un coprifuoco nazionale a partire dalle 22. Il coprifuoco era già attivo in diverse regioni dalle 23, ma da oggi scatterà un’ora prima e su tutto il territorio nazionale. Il coprifuoco dura fino alle 5 del mattino. Inoltre da oggi, venerdì 6 novembre, entra in vigore la divisione del territorio nazionale per aree di rischio: nelle zone rosse (Lombardia, Piemonte e Calabria), scatta una sorta di semi-lockdown con molte chiusure di negozi e divieto di spostamenti. In Italia, lo ricordiamo, già dal 25 ottobre sono chiusi cinema, teatri, palestre e piscine. Da ora chiudono anche i musei, mentre i bar e i ristoranti sono chiusi del tutto nelle zone rosse e arancioni, e chiudono alle 18 in quelle con minor rischio, le zone gialle.

Oggi, 6 novembre, in Italia è stata una giornata segnata dalle cifre drammatiche del nuovo bollettino giornaliero: 37.809 i nuovi casi di coronavirus registrati, a fronte anche di un numero record di tamponi (234.000). Drammatico il bilancio delle vittime: nelle ultime 24 ore le vittime sono 446 (ieri erano state 445. Il totale delle vittime con COVID-19 sale a 40.638 dall’inizio della pandemia.

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In Spagna, restrizioni diverse a seconda delle regioni

In Spagna, dove dal 25 ottobre c’è un coprifuoco nazionale che varia in ogni regione fra le 22 e le 24 fino alle 5 o alle 7 di mattina, ci sono pesanti restrizioni alla mobilità fra regioni e anche fra comuni. Nel caso della regione Madrid, ci sono restrizioni anche in “distretti sanitari” con il blindamento di quartieri. Queste restrizioni variano a seconda delle regioni, ma praticamente quasi tutte le regioni spagnole hanno imposto dure limitazioni che impediscono di fatto di abbandonare il proprio territorio di residenza.

Il ventaglio di restrizioni che riguarda bar e ristoranti è ampio: alcune regioni i hanno chiusi del tutto, come la Catalogna (che lo aveva fatto già il 16 ottobre),  la Navarra, le Asturie e Melilla. Da stanotte chiusi bar e ristoranti anche in Galizia, Paesi Baschi e Castilla y León. Ma anche nelle altre regioni le restrizioni sono pesanti e limitano molto questo settore. Al momento le regioni che limitano meno questi esercizi sono Castilla-La Mancha, l’Andalusia, Madrid, le Baleari e l’Estremadura. Le Asturie sono al momento la regione spagnola con alcune delle misure più restrittive, con la maggior parte dei negozi sbarrati.

Al momento in Spagna viene escluso un confinamento come quello della primavera scorsa (un nuovo confinamento domiciliare era stato proposto dalla regione Asturie, ma bocciato dal Governo centrale), ma si è in una fase di attesa, per vedere se i contagi si stabilizzano con le misure prese nelle ultime settimane. Oggi sono stati registrati 22mila nuovi casi, l’incidenza è in calo da due giorni, ma preoccupa il numero di vittime, in aumento nell’ultima settimana. Nelle ultime 24 ore, 347 nuovi decessi. I prossimi giorni e settimane saranno decisivi per capire come evolverà l’autunno.

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