Elezioni Comites Madrid, l’intervista ad Andrea Lazzari

Il 3 dicembre del 2021 si vota per il rinnovo dei Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero. A seguire l’intervista ad Andrea Lazzari, capolista di “Italiani Democratici Madrid“, una delle tre liste che si presenta alle elezioni per i Comites di Madrid. Per sapere su di più su queste elezioni, si può leggere qui un approfondimento.

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Intervista ad Andrea Lazzari

a cura di Lorenzo Pasqualini

Il 3 dicembre prossimo si vota per il rinnovo dei Comites in tutto il mondo, ed anche a Madrid. Prima di tutto, cosa sono i Comites e perché è importante votare?

I Comites sono il ponte tra i cittadini e le istituzioni italiane all’estero. Senza i Comites i cittadini hanno ancor più difficoltà a poter dialogare e poter trasmetter le inquietudini e gli ostacoli che trovano con la burocrazia italiana e con la mancanza di attività a supporto della comunità italiana all’estero. Votare è importante per mantenere questa istituzione che abbiamo, che nelle diverse parti del mondo ha una importanza maggiore o minore a seconda del grado di coinvolgimento della cittadinanza. Nel caso della Spagna e della circoscrizione Madrid, dove l’integrazione degli italiani è molto buona per fortuna, ci si rivolge al Comites quando non si riesce a ricevere una riposta da un’autorità, quindi nel caso di difficoltà, o quando si vuole proporre una attività culturale rivolta alla diffusione della lingua e cultura italiana .

Il 3 dicembre avremo tre liste che si presenteranno alle elezioni per il rinnovo dei Comites, con programmi diversi. Ricalcano queste liste anche orientamenti politici che troviamo nel parlamento italiano?

Il Comites deve restare fuori dalla politica. Specie all’estero dobbiamo fare squadra, comunità, Poi è normale che ogni persona ha un suo orientamento, una sua filosofia di vita. Questo è normale e credo debba esser cosi. È vero anche che molti italiani vengono all’estero proprio per distanziarsi dall’Italia e dalla politica. Io sempre dico che dobbiamo fare una distinzione fra ciò che è la politica, quindi diciamo il governare un paese, da quello che possono essere i politici, le istituzioni, ciò che forse ci fa più indispettire quando abbiamo delle difficoltà.

Le tre liste sono composte ciascuna da un numero di potenziali consiglieri, di candidati, ognuno chiaramente con una sua filosofia politica. C’è chi lo esprime di più e chi di meno, ma il mio augurio è che contino le persone che fanno parte delle liste, al di là di altri aspetti, che non devono entrare nella vita del Comites perché ripeto, il Comites è una istituzione. Un organismo che deve aiutare gli italiani all’estero, e deve restare al di sopra di tutto questo.

Parlando della lista Italiani Democratici Madrid, di cui lei è capolista, quali sono i principali punti programmatici?

Italiani Democratici Madrid ha stilato un programma con 6 punti principe. Poi le esigenze dela comunità sono molto più vaste ma abbiamo individuato sei titoli principali. Il punto numero 1 è il potenziamento dei servizi consolari, proprio perché è lo scoglio principale che si incontra attualmente, purtroppo non solo nella circoscrizione Madrid ma in tutto il mondo, a causa della continua riduzione del personale. Quindi il primo punto su cui ci batteremo è far tornare Consolato la attuale Cancelleria Consolare di Madrid. Questo gli darebbe una maggior autonomia anche in termini economici. C’è da dire anche un’altra cosa importante. Il Comites attuale, insieme ad altri organismi, è riuscito a far aprire un Consolato ad Arona, alle Canarie. Circa 38mila iscritti Aire faranno parte adesso di questo Consolato, un miglioramento dei servizi per questi cittadini, che dalle Canarie per qualsiasi pratica dovevano venire a Madrid, ma anche 38mila persone in meno che si rivolgeranno a questa Consolato con un miglioramento dei servizi. Se noi riusciamo quindi a far tornare la Cancelleria a Consolato generale, la situazione servizi potrebbe migliorare sostanzialmente.

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I 15 candidati della lista Italiani Democratici Madrid. Elezioni del 3 dicembre 2021.

Poi abbiamo fra i punti la doppia cittadinanza, che ci farebbe sentire realmente integrati nella società civile spagnola, perché avremmo esattamente gli stessi diritti e doveri degli spagnoli. Poi anche l’Osservatorio Italia, quindi far conoscere il Comites sul territorio e conoscere gli italiani presenti sul territorio. L’emigrazione italiana è in costante aumento in Spagna, quindi la nuova emigrazione, che è diversa da quella del passato, va informata su cosa trova nel momento in cui arriva nel territorio spagnolo.

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Poi per completare tutta la parte cultura, quindi la promozione ma anche aiutare quegli italiani di origine latina, non necessariamente di passaporto italiano ma in generale di cultura e lingua italiana, e su questo fronte ci sono ancora molti italiani che con la pandemia sono in forte difficoltà, rimasti fuori dall’assistenza, e vanno aiutati.

Importante anche aggiungere che noi, come Italiani Democratici Madrid, abbiamo costituito delle commissioni di lavoro. In ognuna ci sono tre consiglieri, che già stanno lavorando su questi punti. In questo modo arriveremmo all’insediamento del Comites con il lavoro già impostato. Altra cosa è che in questo modo, tutti i candidati (siamo 7 donne e 8 uomini), saremo 15 motori che spingono per il Comites. Questo è importante perché una delle criticità che ho vissuto come attuale consigliere, è che altrimenti lavora solo il presidente e altre due o tre persone, ed è importante che se decidi di far parte di questa squadra, essendo volontariato, è importante che ci devi essere.

Da quanto tempo vive a Madrid, e di cosa si occupa? 

Mi trovo a Madrid da 15 anni, sono sposato con 3 figli e mi occupo di internazionalizzazione. Aiuto imprenditori italiani a inserirsi qui in Spagna. Mi occupo di franchising. Sono al secondo mandato, ed ho deciso di ricandidarmi perché non voglio perdere l’importante lavoro svolto nel primo mandato e perché il Comites va capito. Ha una sua istituzionalità, dei suoi paletti, una sua autonomia, dei paletti entro cui muoversi, e tutto questo richiede un tempo per capirlo, quindi credo che poter continuare il lavoro svolta finora possa essere veicolato per concludere le iniziative su cui stavamo lavorando.

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