Sono poco più di 60.000 i nuovi casi di contagio in 24 ore rilevati in Spagna. L’incidenza schizza verso l’alto fino a 784 casi ogni 100.000 abitanti in 14 giorni. I dati di ricoveri sono molto inferiori rispetto a un anno fa, e mostrano l’efficacia dei vaccini, ma con queste cifre anche i ricoveri ospedalieri sono destinati a crescere. Di fronte a questi dati il premier spagnolo Sánchez ha annunciato oggi che verrà reintrodotto l’obbligo di mascherina all’aperto dal giorno della Vigilia, il 24. Molte le critiche a questa misura da parte delle regioni spagnole, alcune delle quali la giudica una misura insufficiente. La Catalogna è arrivata a chiedere l’attivazione di un nuovo coprifuoco notturno ed altre regioni avevano richiesto un rafforzamento delle restrizioni più importante.
La misura viene giudicata insufficiente da diversi partiti, come quelli della sinistra di Màs Paìs secondo cui bisognerebbe rafforzare la sanità pubblica con misure immediate, mentre il leader dell’estrema destra di Vox, Abascal, la giudica eccessiva: “non metterò la mascherina”, dice il leader della formazione. Il governo Sanchez insiste sull’intensificazione delle vaccinazioni, con la somministrazione della terza dose. Mascherina e vaccini saranno quindi le armi della Spagna, al momento, per cercare di frenare una sesta ondata che preoccupa sempre più. Il quotidiano El Paìs titola così, in riferimento a questa misura: “Sanchez decreta misure minime di fronte all’esplosione di contagi”.
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