Spagna, turbolenze nel governo Sánchez per lo scandalo dello spionaggio con il software Pegasus

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Le ultime due settimane sono state segnate da forti turbolenze per il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez. Queste nuove tensioni sono state scatenate dall’esplosione dello scandalo degli spionaggi con il software Pegasus. Ormai da settimane tiene banco in Spagna lo scandalo sullo spionaggio di decine di leader politici e alte cariche dello Stato con il software Pegasus.

Spionaggio a leader indipendentisti e al premier spagnolo con Pegasus

Lo scandalo è iniziato con la rivelazione dello spionaggio di decine di leader indipendentisti catalani e baschi, tra cui anche l’attuale presidente della comunità autonoma della Catalogna, Aragonés. Gli indipendentisti considerano gravissimo quanto accaduto, e chiedono responsabilità al governo. La tensione era già altissima a fine aprile, quando c’è stata una quasi rottura delle relazioni tra il partito catalano ERC ed il governo guidato da Pedro Sanchez. ERC, partito indipendentista dell’attuale presidente della regione autonoma catalana, Aragonés, ritiene gravissimo la scoperta dello spionaggio di politici catalani e chiede al governo di assumersi responsabilità su questa vicenda, e le dimissioni della ministra della Difesa, che – secondo i catalani – non poteva non essere a conoscenza di un tema nel quale sarebbero stati coinvolti i servizi segreti.

Anche il premier Sánchez vittima di spionaggio con Pegasus

Lo scandalo è proseguito poi con la scoperta che anche i telefoni del premier spagnolo Sanchez ed altre importanti cariche del governo erano stati spiati con il software Pegasus, che permette di estrarre dati, materiale ed ascoltare le telefonate. Lo scandalo è di larga scala e sta avendo conseguenze su vari piani. Coinvolge in pieno anche i servizi segreti spagnoli (il CNI), e lascia ancora molte zone d’ombra.

Lo scandalo Pegasus sta creando una importante crisi per il governo attuale. Ci sono tensioni fra i soci di governo, e tensioni come dicevamo tra governo e partiti nazionalisti catalani che consentono al governo di restare in carica, grazie all’appoggio esterno.

La direttrice del servizio di intelligence spagnolo conferma lo spionaggio autorizzato a 18 indipendentisti

Altro colpo di scena di queste ultime due settimane, che certo non aiuta a smorzare le tensioni, è che la direttrice del CNI, il Centro Nazionale di Intelligenza spagnolo (i servizi segreti), Paz Esteban, ha confermato che l’attuale presidente della comunità autonoma della Catalogna e altri 17 dirigenti indipendentisti sono stati spiati dall’intelligence spagnola con autorizzazione del magistrato del Tribunal Supremo.

10 maggio 2022, destituita la direttrice del servizio segreto spagnolo

Una nuova notizia importante arriva il 10 maggio, con la destituzione della direttrice del CNI, Paz Esteban. Era direttrice del servizio segreto spagnolo da poco più di due anni. La sua destituzione arriva nel pieno dello scandalo del “Catalangate” e dello spionaggio ai telefoni del premier spagnolo e della ministra della Difesa. I partiti catalani indipendentisti, come ERC e Junts, chiedevano da giorni una assunzione di responsabilità del governo, ed anche Unidas Podemos, socio di coalizione dell’attuale esecutivo. Avevano fatto quadrato intorno alla direttrice i partiti dell’opposizione, dal PP a Vox, fino a Ciudadanos.

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