La Spagna nella NATO, “de entrada no”: dai grandi cortei anti-militaristi del 1981 al referendum del 1986

In vista delle elezioni politiche del 1982, il PSOE si presentò con il ben noto slogan “NATO, de entrada no”, con una frase che aveva un doppio significato.

MADRID. L’ingresso della Spagna nella NATO  avvenne esattamente 40 anni fa, nel maggio del 1982, e alla fine del mese scorso ci sono stati infatti atti solenni per ricordare i 40 anni da questo ingresso. Sempre per celebrare i 40 anni della Spagna nella NATO, il vertice dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord del 29-30 giugno 2022, considerato il più importante da molto tempo vista la delicata situazione geopolitica internazionale, si terrà a Madrid. Una città che, in vista del vertice, è blindata con misure di sicurezza importanti. 

Madrid si blinda per il vertice NATO più importante da molti anni, nel pieno della guerra in Ucraina

Tuttavia, l’ingresso della Spagna nella NATO non fu così immediato e soprattutto non fu scontato. In un mondo ben diverso da quello di oggi, e con una Spagna appena uscita dalla lunghissima dittatura franchista, i partiti della sinistra (Partito Comunista, PCE, e Partito Socialista, PSOE) non erano favorevoli all’ingresso nell’Organizzazione. Ci furono enormi manifestazioni antimilitariste contrarie le basi NATO in Spagna, contro l’arrivo delle testate nucleari, cortei molto partecipati.

Al di là delle posizioni politiche c’era inoltre una certa contrarietà nella popolazione, preoccupata che l’ingresso in un’alleanza militare potesse ravvivare vecchi fantasmi. Nel paese l’orrore della guerra civile non era così lontano, essendo terminata poco più di 40 anni prima.  Il paese era inoltre tutto concentrato sul ripristino della democrazia, sul pericolo degli ultimi rigurgiti dittatoriali – il 23 febbraio 1981 c’era stato il tentato golpe del colonnello Tejero – e sulla violenza del terrorismo, in particolare quello dell’ETA. Secondo quanto riporta questo articolo di Rtve, la popolazione spagnola si sentiva maggioritariamente antimilitarista, ricordava i fantasmi della guerra civile. L’ingresso della NATO non veniva ritenuto vantaggioso da molti spagnoli. Questo consolidava così la traduzione di neutralità della Spagna nel XX secolo, secolo in cui era rimasta fuori dai due conflitti mondiali. Secondo quanto riportava nel 1981 il giornale El País, solo il 18% degli spagnoli era  a favore dell’ingresso nella NATO.

Il PSOE: “De entrada no”

A far entrare la Spagna nella NATO fu, già dal 1981, il governo di centro guidato da Calvo Sotelo, del partito UCD. L’adesione venne portata a termine il 30 maggio del 1982, cinque mesi prima delle elezioni generali. Le elezioni dell’autunno 1982 furono storiche in Spagna, videro il trionfo dei socialisti guidati da Felipe González. Gonzalez aveva promesso in campagna elettorale un referendum sulla permanenza del paese nella NATO, ed aveva promosso una campagna – definita da alcuni ambigua – dominata dallo slogan “OTAN, de entrada no”, che voleva dire allo stesso tempo “no all’ingresso nella NATO” ma anche, secondo una diffusa espressione spagnola “in un primo momento, no”. Questa seconda versione lasciava aperta la strada a un futuro sì. Il leader socialista passò, in cinque anni, dalla difesa di una rapida uscita dalla NATO alla difesa di una sua permanenza. Fino al referendum del 1986.

Il referendum del 1986

Il 12 marzo del 1986 si tenne un referendum che chiedeva agli spagnoli se volevano restare nella NATO. La permanenza nell’organizzazione vinse con il 52,24% dei sì. 

La NATO e la Spagna 40 anni dopo

Quarant’anni dopo la Spagna ospita un vertice NATO che viene definito da più parti “storico”, perché servirà a ridisegnare gli assetti militari in Europa dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, iniziata a fine febbraio con l’invasione armata della Russia.

Il mondo degli anni ’80 non c’è più, ma si riflette – anche se in modo molto minore – nel posizionamento della sinistra politica spagnola. Domenica 26 giugno un corteo con migliaia di persone ha sfilato nelle vie di Madrid contro la NATO e per la pace.

Il partito Unidas Podemos invece, che forma parte dell’attuale governo di coalizione guidato da Pedro Sanchez, si è mostrato contrario all’invio di armi all’Ucraina già a fine febbraio 2022, e si mostra critico con la NATO. Alla base di questa posizione, l’antimilitarismo e la convinzione che una corsa al riarmo non farà che peggiorare la situazione, ma anche le radici storiche della sinistra politica. Questa posizione ha creato anche delle tensioni nel governo, dove i socialisti sono maggioranza e difendono con convinzione la partecipazione della Spagna all’Organizzazione dell’Atlantico Nord.

Se cumplen 40 años de la entrada en la OTAN

Este 30 de mayo España se cumplen 40 años de la entrada de España en la OTAN. Madrid acogerá en junio una cumbre de la Alianza que se ha calificado de “histórica” y que deberá revisar los objetivos de la coalición en el contexto de la guerra de Ucrania y de la nueva competición entre potencias.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore di Meteored Italia e l'autore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".