In Catalogna è crisi nel governo della Comunità Autonoma: divisioni nel fronte indipendentista 5 anni dopo l'”1-O”

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L’edificio del Parlamento della Catalogna.

MADRID. Nel governo della Comunità Autonoma della Catalogna si è aperta una crisi, che al momento non dovrebbe sfociare in elezioni anticipate, anche se crea comunque dei problemi per l’attuale governo guidato da Pere Aragonés ed evidenzia le fratture fra forze politiche indipenentiste. Gli iscritti del partito Junts per Catalunya, una delle formazioni politiche che formava l’attuale governo, hanno deciso a maggioranza (circa il 55% dei voti) di rompere la coalizione con il partito ERC.

La rottura tra Junts per Catalunya ed ERC (Esquerra Republicana), due formazioni politiche indipendentiste che costituivano l’attuale governo della Comunità Autonoma catalana, apre una nuova fase piuttosto incerta. Era dal 2016 che il fronte indipendentista governava unito. La rottura porterà a un governo di ERC in solitaria, più fragile e dipendente dai voti di formazioni non indipendentiste, come il PSC (Partito Socialista Catalano) o la sinistra radicale.

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Il presidente del governo catalano, Pere Aragonés, ha assicurato di non voler “abbandonare la cittadinanza” e di essere intenzionato a “garantire la stabilità delle istituzioni” anche dopo la rottura di Junts, puntando a formare un esecutivo di minoranza. La spaccatura tra Junts ed ERC è una nuova e ulteriore manifestazione della spaccatura del fronte indipendentista che, esattamente 5 anni fa, aveva mostrato grande unità nelle fasi più accese del “Procés” secessionista.

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