Spagna, il governo Sánchez elimina il reato di sedizione e abbassa le pene: nuovo gesto di distensione con gli indipendentisti catalani

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MADRID. Novità in Spagna nel Codice Penale. Il governo Sánchez sta lavorando a una riforma che porterà all’eliminazione del reato di sedizione, un reato che prevede pene severe fino a 15 anni e che è stato applicato nella condanna di alcuni leader indipendentisti catalani per i fatti del 2017. Al posto del reato di sedizione verrà inserito un reato di “disordine pubblico aggravato”, con una pena che non dovrebbe essere superiore ai 5 anni.

Questa decisione va letta nel quadro degli accordi tra governo di coalizione di centro-sinistra guidato da Sanchez e il partito catalano ERC, che appoggia esternamente l’esecutivo. Il Presidente regionale catalano Pere Aragonès si è mostrato soddisfatto di questa decisione del governo Sánchez di eliminare il reato di sedizione, affermando che “Esquerra vede dimostrata la sua strategia di dialogo con il Governo centrale”. L’eliminazione della sedizione, se da un lato è evidentemente legata alla necessità di abbassare le tensioni politiche con la Catalogna, allinea la Spagna all’Europa eliminando un reato rimasto ormai anacronistico e con pene sproporzionate.

Il reato di sedizione in Spagna verrà cambiato, pene più basse e in linea con l’Europa

Come dicevamo il reato di sedizione in Spagna, con un certo sapore antico, prevede pene molto severe e non richiede necessariamente l’uso di violenza (cosa che accade invece nei reati simili in Europa). Si è sentito parlare negli ultimi anni di questo reato a seguito delle condanne ai leader indipendentisti catalani dell’autunno 2019. Diversi leader indipendentisti, che avevano partecipato alle delicatissime giornate dell’ottobre 2017 in cui si arrivò a un passo dalla rottura totale tra Catalogna e resto della Spagna, vennero condannati per sedizione e malversazione, (quest’ultimo reato per aver usato fondi pubblici nell’organizzazione del referendum (non legale) per l’indipendenza).

Sull’applicazione del reato di sedizione si generò un certo dibattito perché i fatti dell’autunno 2017 non furono accompagnati da disordini e violenza. Tuttavia secondo il codice penale spagnolo il reato di sedizione non richiede espressamente l’uso della violenza, e può bastare l’uso dell’intimidazione. Questa è la grande differenza rispetto al resto d’Europa su cui interverrà la riforma, insieme all’abbassamento delle pene.

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Nelle intenzioni del governo Sánchez il reato verrà sostituito da uno legato a disordini pubblici, più simile a quello che si applica in paesi vicini come Francia, Germania e Italia, e che prevede pene di diversi anni – già criticate in questi paesi e in Italia per la applicazione a seguito di manifestazioni e proteste – per chi usa “la violenza o l’intimnidazione per alterare l’ordine publico”. Le pene sarebbero meno pesanti rispetto a ora, passando da 15 anni a 5 anni come pena massima.

I partiti della destra contro la riforma, Vox in piazza a Madrid: “è una concessione agli indipendentisti”

La destra spagnola si è mostrata fortemente contraria a questa riforma, che va vista principalmente come un nuovo gesto del governo verso il partito catalano Esquerra Republicana. Un partito che, nel 2020, ha permesso all’atuale esecutivo di ottenere la maggioranza. Esquerra è anche tra le diverse forze politiche che parteciparono al tentativo di indipendenza del 2019 e che vedeva diversi leader politici condannati. Bisogna ricordare che un altro gesto storico di distensione a seguito dell’autunno caldo 2017 è stato quello del 2021, quando il governo Sanchez ha emesso un indulto verso i leader catalani che si trovavano ancora in carcere.

Il partito di estrema destra Vox è sceso in piazza a Madrid per manifestare contro questa riforma, accusando il governo di accondiscendenza con i secessionisti catalani. Il leader del PP, Feijoo, ha invece promesso che se governerà nel 2023 una delle prime mosse sarà la reintroduzione del reato di sedizione.

Dopo l’eliminazione del reato di sedizione nuova richiesta del partito catalano ERC: modificare il reato di malversazione

La decisione di eliminare il reato di sedizione e sostituirlo con un reato di disordine pubblico aggravato è arrivata all’inizio del mese di novembre. Ora però, a fine mese, arriva una nuova richiesta da parte del partito catalano ERC: oltre alla sedizione, vuole che venga riformato anche il reato di malversazione, che come dicevamo è l’altro reato per cui sono stato condannati diversi leader secessionisti. 

Il partito ERC vuole che il reato venga modificato riducendo le pene per chi fa del denaro pubblico un uso indebito, mentre resterebbero pene elevate per chi lo usa per fini propri, per arricchimento personale. Anche in questo caso una modifica del reato alleggerirebbe di molto le pene che pendono su diversi leader e politici catalani. Ad esempio Carles Puigdemont, l’ex presidente del governo catalano che lasciò la Spagna per sfuggire alla condanna, vedrebbe la sua pena ridotta.

I giornali spagnoli fanno confronti con l’Europa

Sull’eliminazione del reato di sedizione i giornali spagnoli hanno pubblicato diversi confronti con i paesi europei vicini, tra cui l’Italia. Il giornale “La Vanguardia” sottolinea che non c’è un reato di sedizione comparabile a quello spagnolo, in Italia, ma esiste quello di “resistenza a pubblico ufficiale”, con pene fino a 7 anni di carcere. L’uso di armi può portare a pene fino a 15 anni. Altri giornali tirano in ballo i reati di “adunata sediziosa” e “istigazione a disobbedire alle leggi” previsti dal codice penale, sempre sottolineando che non sono la stessa cosa e che le pene sono ridotte rispetto a quelle spagnole.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, ho collaborato negli anni con giornali e periodici italiani e spagnoli. Sono caporedattore di Meteored Italia e l'autore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".