Sorpresa dalle elezioni in Spagna: PP e Vox senza maggioranza assoluta, possibile maggioranza di sinistra con partiti regionali e con gli indipendentisti catalani

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MADRID. Sorpresa dalle elezioni spagnole. Da mesi la maggior parte dei sondaggi dava come molto probabile una maggioranza assoluta del PP insieme a Vox, quindi un governo di destra con dentro l’estrema destra. La sera del 23 luglio invece, alla fine di una giornata di elezioni insolite, celebrate in piena estate e quando mezzo paese era in ferie, è arrivata una sorpresa. Grazie ad una rimonta assolutamente non prevista, il PSOE (socialisti) e la formazione di sinistra Sumar, sono riusciti a guastare la festa al blocco di destra, che non ottiene neanche lontanamente la maggioranza assoluta.

Spagna, possibili scenari dopo il voto del 23 luglio

Con questa situazione di quasi pareggio, il PP e Vox non potranno governare da soli ed avranno vita difficile per formare un nuovo governo. Difficili le cose anche per il blocco della sinistra, che ha però delle possibilità in più: grazie ad un accordo con alcuni partiti regionalisti catalani, galiziani e baschi, infatti, ci sarebbero i numeri per formare un governo. Neanche in questo caso ci sarebbe maggioranza assoluta, ma l’appoggio parlamentare sarebbe maggiore rispetto al blocco delle destre.

E’ anche per questo che ieri sera il premier uscente, Pedro Sanchez, ha mostrato euforia nel salutare il risultato elettorale: con toni euforici il leader socialista ha affermato: “Il blocco dell’involuzione ha fallito. Sono di più gli spagnoli che vogliono che la Spagna vada avanti e così continuerà ad essere”, ha detto.

Sanchez, che aveva convocato elezioni anticipate alla fine di maggio dopo l’evidente batosta elettorale alle comunali e alle regionali, ha saputo mobilitare l’elettorato progressista di fronte a una destra (PP) ed una estrema destra (Vox) che si vedevano già al potere. Tra i vari motivi di questo cambiamento imprevisto di scenario potrebbe esserci proprio la mobilitazione degli elettori progressisti, ma anche alcuni errori di campagna del PP.

I risultati

  • Partito Popolare (PP). 33,05% (8.091.840 voti) – 136 deputati
  • Partito Socialista (PSOE). 31,7% (7.760.970 voti) – 122 deputati
  • Vox. 12,39% (3.033.744 voti) – 33 deputati
  • Sumar. 12,31% (3.014.006 voti) – 31 deputati
  • ERC. 462.883 voti e 7 deputati
  • Junts – 7 deputati
  • Eh Bildu – 6 deputati
  • PNV – 5 deputati
  • BNG – 1 deputato
  • CCa – 1 deputato
  • UPN– 1 deputato

Come si vede qui sopra, il blocco delle destre formato da PP e Vox resta fermo a 169 deputati, e ne servono 176 per la maggioranza assoluta. Il blocco delle sinistre PSOE+Sumar si ferma a 153 deputati, quindi ancora peggio rispetto al blocco delle destre, ma ha dalla sua i molti deputati dei partiti regionalisti catalani, baschi (alcuni dei quali indipendentisti) ed anche il galiziano BNG.

Sono partiti che ottengono a livello nazionale una percentuale bassa, intorno all’1%, ma che per il sistema elettorale ottengono una discreta rappresentanza parlamentare. Tra questi i partiti ERC ed Eh Bildu hanno già permesso al governo Sanchez di nascere nel gennaio 2020, e stavolta sarebbe necessario anche l’appoggio del PNV e del BNG. I 2 deputati dei partiti regionali CCa ed UPN non basterebbero invece alla destra per formare una maggioranza.

Quando si formerà il nuovo Parlamento?

Il prossimo 17 agosto si formerà il nuovo Parlamento. Da allora si intensificheranno le trattative tra partiti per la possibile formazione di un nuovo governo.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".

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