L’intervista allo scrittore italiano Massimo Mauro, da anni residente in Spagna

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Continuano le interviste de “El Itagnol”. In questo caso abbiamo intervistato lo scrittore Massimo Mauro, nato nel 1958 a Torino e residente da ormai diversi anni in Spagna.

Massimo Mauro, lei è uno scrittore italiano ed è anche un italiano che vive in Spagna da ormai diversi anni. Innanzitutto, ci può parlare della sua storia, e di come è arrivato qui in suolo iberico?

Intanto grazie per l’intervista. La storia della mia vita e molto lunga quindi cercherò di raccontare solo i punti salienti. Sono nato da una famiglia operaia nella periferia di Torino nel 1958. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori molto curiosi e progressisti che, oltre al lavoro, vedevano nel Sapere e nella Cultura una delle principali fonti di abbeveramento. La grande biblioteca in casa ha fato il resto. La mia passione sarebbe stata fare il classico e poi Psicologia a Padova, ma le condizioni del tempo non lo permettevano. I viaggi con i mei e aver vissuto tre anni a Genova mi avevano stimolato la voglia di diventare cittadino del mondo, imparare lingue e conoscere persone. La Scuola alberghiera era la via principale. Conseguito il diploma e fatto l’anno di militare e cominciata la mia carriera al Top nella Hosteleria: Maître, Barman, Maggiordomo, Ristoratore e infine professore in una scuola alberghiera privata. L’ho terminata in Spagna nel gennaio del 2023. In questi decenni ho studiato fuori corso come studente-lavoratore nella Facoltà di Filosofia di Torino e ho avuto l’onore di frequentare uno stage prestigioso alla Scuola Holden di A. Baricco, sempre a Torino.

Quando ha iniziato a scrivere libri, e quali sono i romanzi da lei pubblicati?

Si può dire che il primo romanzo uscito nel 2013 lo avevo in mente fin dalle superiori; difatti l’ho scritto in pochissimo tempo, era tutto nella mia testa. S’intitola “Esistenze di vetro”, tratta della lotta armata in Italia con gli occhi di un giovane come ero io ai tempi, il secondo ha voluto essere un noir classico dal titolo “Sidecar”. Ho voluto rendere omaggio a Genova con una storia, in parte reale, come quasi tutte le mie storie, con un soggetto socio-psicologico-politico del primo dopoguerra. Il terzo è probabilmente il mio preferito e mi è costato almeno tre anni di gestazione con vari rifacimenti, s’intitola “Progressivamente”, un romanzo dalla tecnica cosiddetta circolare dove il protagonista è un fantasma? Forse, però ci sono 15 personaggi che gli/le sono legati anche se abitano in continenti diversi. Il quarto parla dell’integralismo religioso, di Darwin, ed è un romanzo erotico. Il titolo è “Le colonne d’Ercole della sensualità”. Il quinto è dedicato alle donne che sanno rivoluzionare la loro vita tossica, per questo l’ho chiamato “Fotosintesi clorofilliana”. Il sesto è un omaggio al Feuilleton francese, ma ai grandi romanzi storici in generale. “Lo spallone”, prende 100 anni di storia di due famiglie italiane con tutti gli annessi e connessi. Il settimo prende spunto anch’esso da una storia vera di un caro amico di quando vissi quasi due decadi in Romagna.

Le interviste de ‘El Itagnol’ dagli archivi del giornale

In “Movida”  il protagonista è di fantasia, ma racconta le magiche notti della collina riccionese degli ‘80/’90 è il suo valore sociologico. L’ottavo, costato anche questo anni di gestazione per la complessità di scrivere 70 racconti…è un semplice omaggio all’arte del mixeraggio, mia vera professione vocazione che mi ha permesso di conoscere migliaia e migliaia di personaggi! “Racconti di un Barman” racchiude quasi 50 anni di esperienze di vita. Nel “Coltello dello zio Leopoldo” , è un romanzo breve dedicato agli amanti dell’horror simpatico, insomma a quelli, come me, che nel loro lettino a volte pensavano all’orco cattivo.

Poi ci sono due collaborazioni per un trittico che terminerà a breve. Questi due primi libri sono solo per appassionati di astrologia oppure per quelli che vi si vogliono avvicinare. Con l’amico di vita e astrologo, Marco Capello, abbiamo scritto due prime puntate che parlano di temo natali del famoso club dei 27 e il secondo ai batteristi. In questi due libri io ho fatto la parte letteraria inventandomi storie che collimino con quelle dei protagonisti. Il primo “J.J.J.-il viaggio”, il secondo “L’ultima rullata”. Per finire ho imparato a scrivere racconti brevi, soprattutto durante la Pandemia con un gruppo di amici/che abbiamo messo in piedi un romanzo a dieci mani!

Quanta Spagna e quanta Italia c’è nei suoi romanzi?

Direi abbastanza, anche se mi ritengo cittadino del mondo e quindi svario molto.

Tornando alla sua esperienza di italiano in Spagna, cosa l’ha spinta qui, cosa ti ha dato questa esperienza, se ti ha arricchito e se ci sono cose che le mancano dell’Italia.

Ho conosciuto questa terra meravigliosa nel 2005, quando feci il mio primo viaggio con la mia futura moglie Margarita, per conoscere i miei suoceri e la sua famiglia. Appena messo piede ho capito che questo posto era dove volevo vivere fino alla morte. Da tempo volevo andarmene dall’Italia, adesso che, ahimè, la mia famiglia non c’era più era l’occasione propizia. Finalmente nel 2014 siamo riusciti a “scappare”!

Quali sono i tuoi legami con l’Italia oggi?

Quasi ridotti a zero, se non per alcuni amici/che di vita e una cugina, so che a moltissimi dà fastidio e mi ostracizza dalle comunità italiane in Spagna, però è il mio pensiero. Non mi piacciono le appartenenze scioviniste.

Come scrittore, ci può dire tre autori italiani e tre spagnoli che sono stati per lei un riferimento?

Sarebbe molto difficile per me fare una classifica di questo genere, anche perché sono cresciuto coi classici italiani da una parte, ma la mia vera passione erano autori non italiani, però visto che devo ci provo: sicuramente A. Baricco è un riferimento, PPP e metterei a pari merito gente come Sciascia, Pavese, Fenoglio, ecc. sui secondi a parte Cervantes, studiato a scuola mi piace molto la A. Bartlett, Perez-Reverte, C. L. Zafon non mi dispiace e anche altri, ammetto di non essere un amante della letteratura iberico-americana, pur rispettandola.

Sta lavorando a un nuovo romanzo?

Sto per ricevere la nazionalità spagnola e quindi desidero omaggiare il castellano scrivendo in spagnolo. Sto scrivendo un giallo ambientato a Valencia con protagonisti due nerd, uno italiano, che vengono coinvolti tra il serio e faceto in una caccia all’assassino. Il secondo e in gestazione continua perché tratta il difficile argomento della tratta dei bambini nel mondo. Sto facendo da tre anni ricerche giornalistiche sulla sparizione di decine di migliaia di bambini ogni anno nel mondo. Una giornalista argentina lotterà col suo team per la verità. Io scrivo tutti i giorni e metto in piedi file di progetti, poi magari un giorno mi nasce la storia e scrivo. Nel frattempo se riesco, scriverò un romanzo per un premio di Amazon. Per ora il titolo è “La maestrina del circo”. In Italia ho partecipato a qualche contest, pero cose piccole e senza costrutto, se non hai la “spinta” giusta difficile entrare tra i finalisti, per la spagna aspetterò di finire il mio primo libro in Castellano e dopo vedrò la situazione.

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